Poesia reportage: il Libano di Dimitri Ruggeri

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Dimitri Ruggeri è un poeta. Mi sono imbatutta così nella poesia reportage, un genere che lui stesso ha creato. Il filo conduttore è l’ambientazione geografica, come per le poesie di viaggio. Ma queste opere di Ruggeri hanno la particolarità di affrontare temi diversi rispetto al lirismo della quotidianità in luoghi altri rispetto al proprio vivere. Queste poesie perseguono la finalità del giornalismo, inteso come un servizio sociale per la collettività e strumento alternativo di informazione.

I temi affrontati scaturiscono dalla reazione agli avvenimenti a cui si assiste, azioni che segnano i luoghi. E le poesie ne sono una sorta di scatto fotografico senza la pretesa di una presa di posizione politica.

Dimitri Ruggeri ha partecipato nel dicembre-gennaio 2007/2008 a “Media education for peace” (realizzato da Onlus S.C.I Italia, Onlus C.R.I.C. e TheBlogTV), che fu sviluppato concretamente nel Sud del Libano (più precisamente nei villaggi di Ayta Ashaab, Dibil, Bint Jubayl, Srifa) e nel campo profughi palestinese Burj Shamali, con le finalità di fornire ai partecipanti locali la capacità di servirsi delle piattaforme blog riguardo ai temi dell’uso dei Media e dell’effetto della guerra sull’ambiente.

I laboratori, gestiti dai volontari, miravano a far acquisire ai ragazzi (compresi tra i 15 e 24 anni) competenze relative agli strumenti video-fotografici, in vista di un uso di questi nei blog; in tal modo-si pensava che direttamente- i giovani avrebbero potuto produrre informazione attiva sulla loro condizione, ricorrendo unicamente alla viralità del web, senza essere filtrati da altri mezzi informativi.

La poesia reportage è da considerarsi uno strumento di comunicazione. La poesia recupera così la sua originaria funzione pratica di umile, e al contempo nobile, servitrice delle necessità umane.

Il padre della poesia reportage è Dimitri Ruggeri, la guerra colei che ha generato tali poesie, il luogo è il Libano del 2007-2008, che tanto ci ricorda l’odierno conflitto fra Israele e Palestina. Da questa esperienza è nata un’intera opera “Carnem Levare”.

Vi proponiamo 3 poesie e 4 foto che Dimitri Ruggeri ha realizzato nel suo cammino in quei luoghi e tempi di guerra.

Libanon. Il tempo Maledetto.

Libanon. Il tempo Maledetto.

Il tempo maledetto

Il tempo maledetto
si è fermato,
tra sposalizi di alabastro e granito.
Scandisce inceppato la lancetta,
con grumi laccati di sangue.
Fetide anime morte
esalano morbosi ricordi:
rovine grigie.
Il cemento ne è coagulato.
Scarpe senza piedi
camminano su campi minati.
La carne ne è pregna.
Inesplosa.
(2007 – Bint, Libano Sud, macerie di guerra in discarica – Testo edito da “Carnem Levare, il cammino” e postato nel 2007 sul Blog campolibanosci.wordpress.com – ) Riconoscimenti al Premio Internazionale “Mons Aureus” 2008 e VIII Concorso “Poesie in cammino” dell’Accademia d’Abruzzo.

 

Lebanon. Scegli il tuo martire.

Lebanon. Scegli il tuo martire.

Al tuo martire 

Le bandiere danzano, quasi fameliche,
sospese su pozze d’acqua
che il confine previene.

Fiori di plastica sulle ossa dei martiri
fanno cantare una bambina rugosa e innocente.
Voce metallica.
(Pigiama, pantofole impregnate, mani lunghe
che spazzolano foglie lucide e fisse sulle tombe).

Lapidi incolori, squarciate da lacrime
che in me hai partorito, rivedo da qui
sulle mie ossa.
(2007 – Bint, Libano Sud, Cimitero dei martiri – Testo edito da “Carnem Levare, il cammino” e postato nel 2007 sul Blog campolibanosci.wordpress.com – )

Libanon. La mattanza.

Libanon. La mattanza.

La mattanza della Puttana del MonteCristo
E’ sempre lì.
Tra il trambusto dei treni e delle macchine che passano.
E’ sempre lì.
tra secchioni stracolmi di immondizia:
suo ristoro e nascondiglio.
Fasci di luci la illuminano e ti ferma.
E’ bella.
Come tutte le puttane,
che trovano lo spiraglio su un Golgota insudiciato
a procurar piacere.
Inizia la mattanza della sua carne.
Senza ritegno.
E’ un prezzo silenzioso, non strillato;
saranno le due o le tre di mattina.
Le forme giunoniche sono nere
come la pece che imbratta il cielo di notte, 
come i camini affumicati nel calore domestico
delle nostre case.
La polizia, la fuga…
Dove vai?
Scompari e riappari.
 Miracolata.
Ti ho vista ovunque.
 Ogni giorno sul calendario
La sua pelle liscia si mescola alla carta vetrata delle carezze.
Che dire… E’ solo una puttana.
Testo tratto da “Carnem Levare, il cammino

Note Biografiche

D. Ruggeri è un poeta e scrittore orientato sperimentalmente alla poesia di reportage. Si avvale di diverse forme artistiche espressive per rappresentare la poesia in borghi in disuso e campi agricoli. E’ autore della trilogia poetica “Parole di grano”, “Carnem Levare, il cammino” (Libro e DVD Film) e “Status d’amore” (Libro e Audiolibro) “Chiodi e Getsemani”e “Il Marinaio di Saigon”. E’ autore di racconti e reportage ed è stato segnalato in diversi concorsi nazionali di Poesia.

Hanno parlato di lui Giovanna Mulas, Vittoriano Esposito, Maurizio Cucchi, Marco Pavoni, Aurora Botticchio, Bruna Capuzza e molti altri – info: HYPERLINK “http://www.dimitriruggeri.com” www.dimitriruggeri.com

 

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