Il viaggio non esiste più

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Il viaggio non esiste più. Esisteva quando era l’unico mezzo per avvicinarsi a luoghi mai visti e lontani di cui solo si era sentito parlare da quei pochi “ fortunati” che c’erano stati.

Nacquero così i Grand Tour dell’ 800 che erano, oltre che viaggi, vere e proprie esperienze di vita e di conoscenza. Su questi sono state scritte pagine intere da illustri scrittori o più semplicemente, i viaggiatori, non letterati, spedivano migliaia di cartoline, le famose cartoline illustrate,  ai famigliari ed amici. lontani, che divenivano poi oggetto di collezione e di compiaciuta esposizione nelle case.

MadonnettaNella mia famiglia quando ne arrivava una, c’era il nonno che la sbandierava orgoglioso per tutta la casa. Ma ora non è più così: per comunicare, vedere, conoscere, tenere contatti, pur a diversi livelli, c’è stato l’insinuarsi dei mezzi telematici in ogni tipo di rapporto o situazione.

“Turismo ti saluto!” si legge sulla copertina del “Venerdì Repubblica” del 19 luglio 2014. Ma già da tempo fra le persone che frequento ce n’era una, la classica signorina snob, che quando ci vedevamo al ritorno da un viaggio sentenziava: “ I viaggi dall’700 in poi non si raccontano più, perché ormai tutti li fanno e non c’è niente di nuovo da dire”. Se sapesse che io, in un caldo pomeriggio di luglio, sono qui che sto scrivendo ancora su questo tema!

 

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Guido

    No Peggy, il viaggio esiste ancora, eccome! basta usare la bicicletta (o andare a piedi) e di scoperte, di esperienze, di conoscenze, ne fai ancora. Serve poco denaro ma occorre aver un po’ di coraggio e grande curiosità per le cose.

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  2. Silvia

    Il viaggio esiste, solo che un tempo solo le élite potevano goderne e solo essi ne parlavano, ora invece e’ alla portata degli idioti. E questi ultimi si fanno le selfie davanti agli hotel, mentre i viaggiatori si interessano, scoprono e conoscono.

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