Telemaco e i padri

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Renzi evoca Telemaco perché - si evince dalla intentio del testo - desidera entrare in una relazione generativa e feconda col passato, riconoscendone alcuni limiti, pur tuttavia non tagliando di netto con le conquiste ideali dei padri costituenti; ma, per il premier italiano, questo è quasi un chiodo fisso anche al fine di stabilire una differenza con la gioventù del vaffa, del web-insulto, dell’ironia ipertrofica per cui si scrivono post e il loro contrario, in base all’umore del momento.

Renzi vorrebbe un paese in cui i figli diventino protagonisti per meriti propri e non per demeriti altrui: tutt’altro che facile in un momento così socialmente sensibile come in Italia, affetta da una sindrome che si potrebbe definire “istituzionalicidio“.

Tutti i sistemi non esistono, tutte le istituzioni hanno la macchia e la colpa delle nostre disgrazie per cui vanno uccise, debellate: vi è anzitutto una “prima attenuante” a questa crisi fra generazioni, in quanto - soprattutto in Italia – chi ha avuto tutele se ne infischia di chi ancora cresce, in un egoismo che spiazza e inquieta.

Una mors tua vita mea vissuta dentro il nostro sistema paese in cui si continua a parlare di totem – ad esempio l’art. 18 – quando esso stesso

Ulisse e Telemaco a confronto. L'immagine è tratta da "Le avventure di Ulisse", uno sceneggiato televisivo a puntate coprodotto e trasmesso dalla RAI nel 1968.

Ulisse e Telemaco a confronto. L’immagine è tratta da “Le avventure di Ulisse”, uno sceneggiato televisivo a puntate coprodotto e trasmesso dalla RAI nel 1968.

è appena applicabile ad un quinto del totale dei lavoratori. Dunque, di che si parla? Di tutele dogmatiche che già non si possono garantire? In un mondo in cui tutti vogliono essere giovani poiché i vecchi mettono il cerone e i veri giovani stanno sul divano a whattappare, come costruire la sapiente alternanza delle generazioni e la giusta armonia tra vetera et nova, in un mix di ideali forti di fondamento e progetti nuovi al passo coi tempi che realizzino il bene comune?

Il dibattito deve potersi concentrare non sui neet ma sul next, sul prossimo che è già presente ma ancora dormiente. Occorre dunque, come Telemaco, alzarsi dal divano, spegnere la playstation e mettersi in viaggio; non per uccidere il padre ma piuttosto per raggiungerlo nel suo esilio labirintico e riportarlo in patria. La sapienza biblica è sempre quella dei figli che superano i padri (dai patriarchi al Rabbi di Nazareth fino ai giorni coevi), e questo andare al largo non ha mai portato un bottino povero ma un di più sempre crescente, una pesca abbondante, un raccolto fruttuoso. Sarà possibile in Italia?

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2 commentiCosa ne è stato scritto

    • GiuPeppe Trapani

      Se Ulisse non tornasse – cara Fiorella – commetterebbe un errore. La saggezza dei padri è sempre quella di guardare al futuro della propria terra e non scappare quando i nemici la saccheggiano.

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