Rumore di Fondo

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Siamo in accelerazione. Sempre più forte, veloce e senza fine. I nostri ritmi negli ultimi anni hanno avuto una crescita incontenibile, in una società sempre più complessa, globalizzata e dai cambiamenti repentini.
Ogni giorno siamo assediati da migliaia di stimoli, impulsi, novità, informazioni che assorbiamo senza sosta, come terminali ingolfati di un Sistema senza fine.Pensate solo alla pervasività del nostro comparto elettronico, fra computer, radio, televisioni, tablet, smartphones, i quali ci tengono connessi 24 ore su 24, con una scambio continuo di messaggi, di cui l’80% assolutamente inutili. E tutto questo in nome di cosa?

Diverse decadi fa, intellettuali e scienziati folgorati sulla strada del progresso tecnologico e infervorati dall’ottimismo del boom economico, erano soliti predire l’avvento di un immenso tempo libero per i futuri esseri umani, grazie ai miglioramenti tecnologici in ogni settore.
Il lavoro, il duro lavoro, sarebbe diminuito o addirittura scomparso in modo da favorire la cura delle proprie libertà, hobby o piaceri. A vedere il mondo del 2014 non si può che ridere o piangere amaramente di fronte a tali sciocche profezie.
Essi non avevano calcolato la crescita esponenziale del nostro modello tecnologico-industriale. Un crescita che richiede più lavoro, più tempo, più risorse materiali e mentali semplicemente per stare in equilibrio e proseguire la sua corsa verso il Nulla, dato che non c’è nessun traguardo.

Questa crescita si riflette anche negli stimoli a cui siamo sottoposti quotidianamente. In questo caso lo smartphone è il simbolo perfetto della Leo_3nostra dipendenza: costantemente o la maggior parte del tempo con noi, collegato simultaneamente al resto del mondo, con decine di applicazioni per tenerci sempre attivi, pronti ad assorbire gli impulsi della nostra società. Se non è per lavoro, allora siamo collegati per le notizie. Se non sono le news, allora ci si collega per i social network. In un modo o nell’altro siamo alla ricerca continua del nostro Soma. Basta solo alzare lo sguardo e vedere al bar o al ristorante quante persone sono “collegate” ogni 2×3 al proprio apparecchio…

Questa continua stimolazione del nostro cervello ha inevitabilmente delle ripercussioni profonde, che si manifestano ormai a livello di massa. Oltre al dilagare delle nevrosi, depressioni e malattie mentali di svariato genere (le quali sono arrivate a colpire anche l’infanzia, che fino a poco tempo fa era considerata l’età della spensieratezza) si sta assistendo alla diffusione di una sorta di apatia di fondo o più precisamente un rumore di fondo che riduce la nostra capacità di riflettere, di seguire con attenzione gli avvenimenti o semplicemente di essere veramente rilassati e in pace con noi stessi.
Questo rumore di fondo, quasi impercettibile fino a qualche decennio fa, tanto che solo pochi pensatori ebbero il genio di intuire il pericolo verso cui andavamo incontro, ora è diventato palese, evidente, anche se dai contorni poco chiari.Esso è semplicemente il rumore del nostro Sistema. Il rumore del meccanismo che domina la vita dell’uomo moderno. Un meccanismo riassumibile nella produzione e consumo senza limiti, anche di robe immateriali come quelle che troviamo su internet.

Leo_4Consapevoli di questi ritmi insostenibili sul lungo periodo, alcuni hanno provato ad elaborare soluzioni sia individuali che sociali. Si è assistito alla riscoperta di filosofie orientali, di corsi di yoga o altro per abbattere lo stress. Terapie e farmaci si sono diffusi a macchia d’olio e via discorrendo.
Nell’ambito sociale sono state avanzate numerose teorie per modificare il nostro mondo e renderlo più umano, ma nessuna di queste ha avuto la forza per imporsi realmente.
Dal canto mio, non posso far altro che suggerire una soluzione individuale: riallacciare i rapporti con la natura, con i suoi ritmi lenti, lentissimi, anche attraverso una passeggiata quotidiana nei boschi, la coltivazione di un orto o qualsiasi cosa che permetta di abbandonare per qualche ora l’infernale meccanismo (lasciare in tal caso, a casa, smartphone, orologi e cavolate varie) e rallentare il tutto, a qualsiasi costo.
Sul possibile successo delle soluzioni sociali indolori, come la “decrescita felice”, non mi esprimo, anche se rimango estremamente scettico data la natura planetaria e pervasiva del nostro modello industriale-tecnologico, il quale ha finito per infettare tutti noi.
Ma… come ogni cosa umana, anche questo rumore di fondo insopportabile sparirà, mentre nuovi mondi, forse più sensati e naturali, emergeranno.

P.s   Molti si chiederanno da dove è partito il tutto. Una domanda a cui è impossibile dare risposta. Ma uno dei primi “motori” lo trovate sul vostro polso sinistro o destro: l’orologio.

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