Prima violentata, poi lanciata dal balcone

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Le rare manifestazioni – culturali, di protesta, di rabbia – non hanno salvato l’innocente vita di Fortuna, una bambina di sei anni. E come avrebbero potuto, quelle rare manifestazioni, di fronte alla dominante tendenza all’indifferenza, infusa da una cultura – in primis mediatica – che inebetisce i fruitori o, quantomeno, li imbambola e, in aggiunta, mette in atto il più crudele dei piani: tenerli separati gli uni dagli altri.
Da questa separazione, traslata in tutti gli ambiti della vita – primo fra tutti, la scuola –, sembrano delinearsi due mondi, a loro volta ulteriormente suddivisi, fino ad arrivare alle divisioni presenti in ognuno di noi, a causa delle quali – con rinnovate probabilità – continueranno ad accadere episodi del genere, e non solo. Sì, perché mentre una parte di noi si indigna all’apprensione di notizie riguardanti azioni così disumane, l’altra parte – certo plagiata da un potere subdolo e spietato – volge sguardo e passi altrove, e lì rimane… per comodità.

Se questo è un uomo - Poesia di Primo Levi

Se questo è un uomo – Poesia di Primo Levi

Mi ricorrono alla mente alcuni frammenti dei pensieri che attraversarono quella di Primo Levi, quando compose la struggente poesia “Se questo è un uomo”, memento di civiltà che, insieme ad altre poche opere di pari intensità sociale, dovrebbe, anzi deve, essere dato in dotazione a qualunque essere umano, soprattutto nei luoghi, o non-luoghi, dove invece ogni giorno tanti “Primo Levi” sono costretti a constatare sulla loro pelle, e talvolta nella loro carne, che chi li circonda “non è un uomo”, ma un orco, esattamente come chi ha tolto per sempre la speranza di una vita alla bambina di Caivano, la cui sfortuna non è stata quella di nascere in un posto (la provincia di Napoli) piuttosto che in un altro, bensì di fare ingresso in un mondo in cui molti adulti hanno smarrito il senso della vita; quel senso che, nonostante tutto, alberga ancora nell’animo di quelle poche persone degne di essere appellate tali. Tra queste spicca, senza dubbio alcuno, Eugenia Carfora, la coriacea preside che proprio a Caivano lascerà il suo esempio di dovere e al contempo di dedizione ai più piccoli, cercando in ogni modo – anche bussando alle porte – di infondere principi che “altrove” sono normali, quali l’amore per lo studio e l’importanza della scuola, in un territorio in cui la dispersione scolastica ha toccato picchi oltre il 52%.

Chissà quale sarebbe stato il futuro della piccola Fortuna, nata, e per brevissimo tempo vissuta, nel Parco Verde di Caivano, Terra dei fuochi.

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Cosa ne è stato scritto

  1. una qualsiasi

    Ha visto sig. Antonio, l’ impegno della preside ha dato i suoi frutti, se come credo, sono state proprio le alunne della scuola di cui lei parla a portare alla luce la verita’.

    Rispondi

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