Less is more: Broad City

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Un vecchio detto dice “gli ultimi saranno i primi”. Al 40° posto della classifica “The 40 best cult tv comedies ever” redatta dal Rolling Stones America si posiziona l’ indie Broad City, un home-made alla sua prima stagione.

ABBI JACOBSON E LLANA GLAZER

ABBI JACOBSON E LLANA GLAZER

La serie nasce sul web tra il 2008 e il 2011 dalle giovani menti di Llana Glazer e Abbi Jacobson, autrici e protagoniste di sé stesse. Partendo da una produzione low-budget mettono in scena la vita di due comuni mortali che, vivendo a New York, affrontano situazioni a metà strada tra il quotidiano e la demenzialità estrema.

Di demenzialità New York ne ha vista tanta. I livelli sono diversi, si passa dall’ormai cult Sex and the city (1998), da serie tv a film, oggetto continuo d’analisi sui Fashion Studies data la presenza diegetica dei costumi sino a condurre la storia a ritroso nella vita della Bradshaw all’età di 16 anni con la recente serie teen The carrie diaries (2013). Insomma, Sex and the city per tutte le età. Più attuale è Girls (2012),  nata da una mente indipendente successivamente presa sotto l’ala dell’HBO, Lena Dunham. Anche qui New broadcity_101_10York fa da sfondo a storie di quotidiana femminilità con sfumature che uniscono il drammatico e il commedia. Non è la perfezione patinata che tutti si aspetterebbero da una protagonista newyorchese, punto di forza per chi si approccia per la prima volta alla serie. Una maggior immedesimazione da parte di noi spettatrici.

Broad city non è niente di tutto questo. Neanche New York accomuna questa triade, dato che, nel caso della Glazer e della Jacobson, la grande mela è praticamente assente. I panorami urbani, i parchi, le fontane sono sostituite dagli interni delle loro case, dai luoghi in cui lavorano e dai marciapiedi. L’ambiente scompare e nelle inquadrature regnano sovrani i volti comici delle due autrici. Autrici che mettono in scena l’elemento nonsense dalle sfumature intellettuali. Molte sono le sottili citazioni, una su tante lo slogan “Con ogni mezzo necessario”, le parole chiave del cambiamento per Malcolm X.

broad city

 

A livello tecnico è molto lontano dalla perfezione. Tutto rimanda ai mezzi di comunicazione che noi stessi potremmo utilizzare per girare una serie. Non c’è un particolare utilizzo degli artifici tecnici ma, tuttavia, sono elementi che passano in secondo piano e ciò che viene messo in evidenza e l’ironia delle situazioni e la capacità di divertire a livello narrativo con veramente poche cose.

 

 

Con Broad City vince il LESS IS MORE.

 

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