La donna che impazzisce per amore

2
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

“O sei innamorato, o non lo sei. E’ come la morte… o sei morto, o non lo sei: non è che uno è troppo morto! Non c’è troppo amore, l’amore è lì, non si può andare oltre un certo limite e quando ci arrivi, a questo limite, è per l’eternità.”
Roberto Benigni

Nello sconfinato e quantomai variegato universo femminile, credo di poter affermare che ogni donna, prima o poi “impazzisce” per amore. Ogni femmina ha dentro di sé il germe della pazzia, è predisposta, ad un certo punto della propria esistenza, a far sì che i sentimenti, le pulsioni, abbiano il sopravvento sulla ragione, o sull’egoismo che ci trattiene.

Parlo assolutamente in generale, e non voglio banalizzare con esempi che direbbero poco, perché è esperienza di ognuna di noi cosa si può fare (o NON fare) dietro i comandi dell’amore. E parlo di Amore nel senso più ampio del termine, un insieme vastissimo di sentimenti che comprendono l’amore passionale, l’amore materno, l’amore filiale, l’amore per le proprie cause, e così via. Esistono infiniti modi e motivi di amore, e infiniti modi di esprimerlo, ma ogni donna, nell’arco della sua esistenza sperimenta, credo, una “forza motrice” tale che ogni sua azione diventa eroica, e ogni fatica trascurabile.

Si può cercare di analizzare questo tipo di sentimento, si può cercare il motivo che ci spinge ad amare qualcuno o qualcosa, magari nei recessi della nostra infanzia, nei piccoli o grandi traumi subìti, nella ricerca di qualcosa che ci è mancato. Forse ci comportiamo e amiamo in un certo modo perché questo è l’esempio che abbiamo avuto, il nostro vissuto, che ci insegna che quello è l’unico modo di amare, anche se si tratta di un sentimento malato, o impossibile agli occhi degli altri.

Ogni donna impazzisce per amore, ad esempio, quando mette al mondo un figlio. Non c’è legame che possa essere paragonato a questo, anche se non tutte le madri poi amano i loro figli. Ci sono donne che abbandonano, persino uccidono i loro figli, ma forse questa è una dimostrazione estrema di questa momentanea pazzia. E’ l’”altra faccia” di una stessa medaglia… Non è scontato, infatti, che la mente accetti il “fatto compiuto” della maternità, semplicemente perché è cosa naturale. Può darsi che questo nuovo corpo che vediamo uscire dal nostro nel momento del parto possa scatenare in qualcuna di noi un istinto negativo, così come l’impegno gravoso dell’accudimento del neonato nei primi mesi di vita. Non credo si possa semplicemente additare come assassine le madri infanticide, perché ognuna di noi ha provato quell’immensa fatica fisica e mentale che porta con sé la maternità. Sono assassine, certo, e la legge civile deve fare il suo corso, ma le loro azioni derivano da un cedimento ad istinti sopiti che “alloggiano” come terribili ospiti in ognuna di noi. Solo che non vogliamo ammetterlo. I fatti di cronaca nera si moltiplicano, dandoci un inquietante quadro di vicende umane terribili: omicidi, stupri, violenze inaudite su ogni genere di essere umano, di ogni età, e questi dimostrano che il “vicino di casa tanto perbene, quello che salutava sempre col sorriso” o la “madre esemplare dedita alla cura dei figli” ci somigliano paurosamente.

image-1Ogni donna, anzi, ogni essere umano, uomo o donna, impazzisce un po’ per amore quando accetta il compromesso dell’unione con un’altra persona per formare una famiglia. Parlo di “famiglia” in senso allargato e generico, ancora una volta, e in questo concetto può intendersi ogni tipo di unione. Una famiglia condivide necessariamente tutta una serie di fattori, oneri ed onori vorrei dire, ma in ogni caso i due individui che ne formano il nucleo (che poi può allargarsi o meno con i figli) accettano deliberatamente di sacrificare un po’ del proprio egoismo e della propria libertà in nome di qualcosa di più grande. Ma si tratta sempre di un compromesso, in cui si concede o si nega all’altro sempre qualcosa. Tutto questo serve a farci sentire meno soli, e condividere gioie e dolori che altrimenti sarebbero troppo pesanti su due spalle soltanto. L’Amore vero si rivela un successo quando entrambi si cammina ognuno sulla propria strada, si inciampa, ci si rialza, ci si sostiene.

E non è forse una forma di pazzia, o perlomeno di autoinganno, non voler vedere i difetti, le mancanze, o addirittura i soprusi dell’”altro” nei tuoi confronti, quando tutti intorno a te li vedono benissimo, e ti mettono in guardia. Tu non solo non li vedi, ma non senti nemmeno il dolore che ti provocano, tale è l’assuefazione a questa droga. L’altra faccia della medaglia è l’accettazione amorevole e molto più innocua di tutte le piccole imperfezioni di chi ci sta accanto, che lo rendono ai nostri occhi addirittura più amabile, anche quando questi difetti non sono proprio insignificanti.
L’Amore è amore in tutte le salse: platonico, passionale, giusto, sbagliato, egoista, altruista. Accettabile o inaccettabile agli occhi del mondo. Dipende da come questi “ingredienti” si miscelano, il fatto che poi risulti una ricetta, per così dire, azzeccata. Ma una cosa è certa, in questo “brodo di incertezze”: non esiste una formula, non c’è nessuno che possa dirti come, o quanto amare.

Se lo fai, devi impazzire, e questo è quanto.

“If you can love someone with your whole heart, even one person, then there’s salvation in life. Even if you can’t get together with that person.” Haruki Murakami, 1Q84

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Silvia Corti

Sito web

Mi piace scrivere innanzitutto per me stessa, così nascono racconti scaturiti dall’esperienza umana e personale, ma soprattutto dalla fantasia. O semplicemente appunti, impressioni che ho la necessità di fissare nero su bianco. Sono appassionata lettrice, lavoro come infermiera presso la ASL (Arezzo). Vivo in uno dei paesi più belli del mondo: Cortona (AR) con un marito e due figlie meravigliosi. Leggo molto e frequento blog di tema letterario, da poco tempo ho aperto un mio spazio dove “riverso” i miei pensieri: silviacorti.wordpress.com

2 commentiCosa ne è stato scritto

Perché non lasci qualcosa di scritto?