#Gitmo

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

David Hicks, nato il 7 agosto 1975, è un cittadino australiano, catturato dal Fronte Islamico Unito per la salvezza dell’Afghanistan (conosciuto anche come Alleanza del Nord),  e venduto, nel 2001, per 5000 dollari alle forze militari americane.

Taglie americane

David Hicks, come molti altri detenuti a Guantanamo, è stato catturato durante il periodo in cui le forze militari americane stavano tempestando con volantini l’Afghanistan promettendo una taglia a chiunque catturasse sospetti sostenitori di al-Qa’ida o talebani. Spesso, persone innocenti venivano vendute in questo modo semplicemente per ottenere dei soldi. Amnesty International ha stimato che l’85% dei prigionieri portati a Guantanamo sia stato catturato in questo modo. Alcuni di tali volantini dicevano, testualmente: “Ottieni soldi e ricchezza oltre i tuoi sogni. Puoi ricevere milioni di dollari aiutando le forze anti-talibane a catturare gli assassini di al-Qa’ida e i talebani. Questi soldi ti permetteranno di avere cura della tua famiglia, del tuo villaggio e tribù per il resto della tua vita. Potrai pagare per bestiame, dottori, libri di scuola e case per tutti i tuoi amici e familiari”. 

È stato portato a Guantanamo l’11 gennaio 2002 dove, dopo più di 5 anni, ha firmato un “Alford plea”, un patteggiamento in cui l’imputato, pur non dichiarando la propria colpevolezza, accetta la possibilità di venire probabilmente condannato in un processo. Dopo tale patteggiamento è stato rilasciato alle autorità australiane e imprigionato nel carcere di Yatala, presso Adelaide. È stato liberato nel 2008.

Di seguito, pubblichiamo alcuni tweets di David Hicks durante la giornata internazionale in supporto delle vittime di tortura del 26 giugno. La giornata internazionale in sostegno delle vittime di tortura è stata istituita dalle Nazioni Unite il 12 dicembre 1997 con risoluzione 52/149. I tweets sono stati tradotti in Italiano, e sono tutti attribuiti a David Hicks che ci racconta della sua esperienza a Guantanamo. In segno di rispetto per tale esperienza, riportiamo solo il testo senza aggiungere foto o altro materiale che solitamente adorna gli articoli de L’11. La brevità e semplicità del testo è attribuibile all’essere originariamente materiale pubblicato semplicemente tramite twitter. Potrete trovare l’originale qui o su questo sito.

Seguono i tweet di David Hicks.

Salve, mi chiamo David Hicks. Sono stato a Guantanamo per 5 anni e mezzo prima di essere costretto a firmare un pezzo di carta così da potermene ritornare a casa

Prima di tutto vorrei ringraziare tutti coloro i quali si sono uniti a me oggi, in questa Giornata Internazionale di supporto per le vittime di tortura

Non succede spesso che possiamo sentire la testimonianza di persone che sono state a Guantanamo e quello che hanno passato

Trovo difficile riuscire a comprendere come le persone con cui stavo in Guantanamo possano ancora essere li, e dover sopportare, per 12 anni, quello che ho sopportato io

Sono felice di poter rispondere a qualunque domanda possiate avere riguardo alla mia detenzione in #Guantanamo. Posso cominciare col descrivervi gli interrogatori

Dal momento in cui sono stato preso sotto custodia dagli Stati Uniti, ho avuto un cappuccio sulla testa, occhi e orecchie coperte e le braccia legate

Adesso so che era per non farmi più avere sensazioni così che l’unica cosa che potessi sentire fosse il terrore … ha funzionato. Mi insultavano e urlavano contro

Avevo una pistola puntata contro durante gli interrogatori e venivo minacciato di sevizie e di morte. Mi sputavano, davano calci e mi picchiavano

Mi hanno portato su due navi prima di Guantanamo. Ad un certo punto sono stato fatto scendere dalla nave e mi hanno picchiato. Mi hanno fratturato le ossa della mano

Ho visto cose terribili a Guantanamo. Persone picchiate al punto che dovevano lavare il sangue dal pavimento con dei tubi d’acqua

Una persona nella cella vicina alla mia aveva buchi nelle gambe dove gli avevano attaccato dei cavi elettrici

La cosa peggiore era non sapere. Mi rubavano le mie lettere, mi era tolta ogni parola di supporto da chi mi voleva bene. Ero isolato, non ho visto il sole per dei mesi

Lasciavano delle seghe elettriche accese fuori delle celle. Le facevano andare al massimo per ore. Non posso descrivere quello che ciò fa ad una persona

La cosa peggiore erano le pillole e le iniezioni. Non ho mai avuto così paura. Non avevo più controllo sul mio corpo nè sulla mia mente. Ero terrorizzato

Ho ancora degli incubi sulle iniezioni e sugli esperimenti che mi facevano. I dottori erano malvagi quanto le guardie

Ci sono ancora 149 persone in Guantanamo. Io ero distrutto dopo 5 anni e mezzo. Non posso immaginare come queste stiano ora. A pezzi

Mi hanno drogato quando mi hanno letto di cosa ero incriminato. Volevo suicidarmi quando ho firmato il patteggiamento. Dovevo scegliere tra la vita e la morte

Non puoi fare nulla, tornano più forti dopo qualunque cosa tu faccia. La sola cosa che potevamo fare era lo sciopero della fame e guarda cosa fanno a quelli che fanno lo sciopero della fame. È tortura

Più resisti, più ti torturano

Non ho avuto un processo. È stato tutto il loro spettacolo. I politici mi hanno messo in prigione, tenuto in prigione e rilasciato, il diritto legale non è mai stato preso in considerazione

La cosa peggiore erano le iniezioni dietro al collo. Venivo legato al letto, come se mi stessero operando

Grazie a tutti coloro che fanno conoscere questi fatti e aumentano la consapevolezza sui crimini della tortura nella giornata del sostegno alle sue vittime. Senza di voi non ci sarebbe nessuna speranza per un #MondoSenzaTortura

Fino a quando tutti coloro coinvolti non saranno condannati, possiamo solo aspettarci più tortura. Quindi continuate ad aumentare la consapevolezza su questi fatti per coloro ancora a Guantanamo

– David Hicks

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *