Serie ritrovate: l’omaggio a Von Trier e al suo magistrale “The Kingdom”

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The Kingdom - Lars Von Trier

THE KINGDOM – LARS VON TRIER

Sull’onda di Nymphomaniac, ultima pellicola del regista danese Lars Von Trier, sono andata a ricercare i suoi vecchi progetti e come quest’ultimi abbiano influenzato il cinema contemporaneo. Tra le tante pellicole da lui create ho deciso di rispolverare una mini serie televisiva datata 1994 e trasmessa in Danimarca sotto forma di 4 episodi, in seguito distribuita nei cinema di tutto il mondo trasformata in un unico film intitolato “The Kingdom” della durata magistrale di 5 ore.

La location della storia è uno degli edifici per antonomasia più angosciante nella storia dei film targati horror: l’ospedale. Il Rigshospitalet di Copenaghen, dalla popolazione conosciuto semplicemente come “Riget” (regno in danese), la cui imponenza domina sull’intera cittadina, si compone di corridoi labirintici e sotterranei claustrofobici la cui atmosfera farà da sfondo alle storie degli strani personaggi che vi “abitano”. I loro destini saranno segnati dalla presenza di uno spirito infantile, che vagando per il reparto di neurochirurgia tormenta medici e pazienti.

Una ghost-story scritta insieme all’amico Niels Vørsel, carica dei tratti tipici di Von Trier quali l’atmosfera onirica, la capacità di trasmettere ansia attraverso immagini e colori, tra tutti la tonalità rossastra. Negli ultimi tempi se ne sono viste tante di location cariche di atmosfere di questo genere, come la seconda stagione di American Horror Story “Asylum” di Ryan Murphy e Brad Falchuk. “The Kingdom” è un grande esperimento cinematografico che unisce diversi registi oscillando dall’horror al giallo, sino a toccare anche gli estremi del comico paradossale.

Uno degli omaggi migliori a questa mini-serie/film è il prodotto di una delle menti, se non la migliore, capace di ricreare le stesse

IT- DIRETTO DA TOMMY LEE WALLACE E TRATTO DALL'OMONIMO ROMANZO DI STEPHEN KING

IT- DIRETTO DA TOMMY LEE WALLACE E TRATTO DALL’OMONIMO ROMANZO DI STEPHEN KING

atmosfere ma semplicemente attraverso pagine di romanzi. Immagino abbiate capito a chi mi riferisco: il maestro Stephen King. I suoi romanzi sono stati più volte trasposti sul grande schermo, rendendo così reali le nostre paure: It, Pet Semetary, 1408, Shining, Carrie, toccando anche altri stili come nel caso di Stand by me-Ricordo d’un estate.

Non solo romanzi, ma il caro Stephen si è dilettato anche nella direzione di episodi sparsi tra le diverse serie televisive. Come nel caso dell’episodio “La nonna” dal racconto omonimo e presente in “Ai confini della realtà” (1985), oppure nella 10xo5  intitolata “Chinga” e facente parte della serie X-files (1997). Tutte serie tranquille, diciamo. Sino ad approdare al cospetto del regno di Von Trier nel 2004 da cui trarrà ispirazione per dare vita alla serie “The kingdom hospital”. La trama è sostanzialmente la stessa, in

THE KINGDOM HOSPITAL - IL FANTASMA DI MARY

THE KINGDOM HOSPITAL – IL FANTASMA DI MARY

aggiunta si possono intravedere elementi tipici del suo stile insieme a fatti realmente accaduti nella sua vita. Ad esempio nel primo episodio, intitolato “L’incidente”, un pittore verrà investito da un minivan Dodge blu guidato da un uomo con precedenti per incidenti stradali che, distratto dal suo cane intento a rovistare in un frigo ripieno di carne, travolge l’artista che si trovava sull’orlo della strada.

Un’altra componente autobiografica è la musica. Si sa che King è un grande appassionato di musica rock, tanto che durante un’intervista affermò che la radio, ed in particolare la musica, lo rendevano reale come ragazzo ed è soprattutto grazie a questi due strumenti che riuscì a trovare la propria identità. Di conseguenza sono molte le citazioni. Nella seconda puntata comparirà il nome di Jhonny B. Goode per il personaggio del custode dell’ospedale, mentre ampliando lo sguardo si sottolinea il racconto “Il corpo” che rimanda alla morte del rock n’roll dopo la scomparsa di Buddy Holly, Richie Valens e The Big Bopper. Inutile citare Stand by me.

Con the kingdom hospital Stephen King voleva omaggiare Von Trier creando un ibrido tra E.R e Shining. E chi meglio di lui avrebbe potuto affrontare questa sfida?

 

 

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