Piccola guida per crescere in campagna attorniati da una famiglia disfunzionale – “Le meraviglie” di Alice Rohrwacher

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
Sofia Loren consegna ad Alice Rohrwacher il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2014

Sofia Loren consegna ad Alice Rohrwacher il Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes 2014

C’era una volta, nei non troppo lontani anni ’90, una famiglia che viveva in campagna. La mamma era italiana, il papà tedesco. Insieme avevano quattro figlie ma aspettavano ancora il tanto desiderato figlio maschio. La famiglia coltivava i campi: piantava, faceva crescere e poi raccoglieva ogni sorta di verdura. Ma la loro principale fonte di guadagno era il miele delle loro api.

Difatti, forse non a caso la loro primogenita aveva proprio il nome di un fiore: Gelsomina. Ella, un giorno al fiume, incontra una fata buona che le svela il segreto de “Il paese delle meraviglie”…

Inizia così, d’incanto, come una favola, il film di Alice Rohrwacher “Le Meraviglie”, vincitore del Grand Prix speciale della Giuria all’ultimo Festival di Cannes. La regista non è nuova alle vittorie francesi: un paio di edizioni fa aveva già vinto lo stesso premio con la sua pellicola d’esordio, “Corpi celesti”.“Le Meraviglie”, si nota fin da subito, è un’opera in parte autobiografica. La regista racconta la sua infanzia in una cascina di campagna, immersa in una famiglia confusionaria, dove per le liti si parla in tedesco, per le discussioni importanti si parla in francese e nelle fugaci conversazioni si usa l’italiano.

Bravissime le giovani protagoniste della pellicola

Bravissime le giovani protagoniste della pellicola

Gelsomina, personaggio a cavallo tra puerilità a pubertà, è la vera protagonista di tutta la vicenda. E’ scissa tra il “mondo fatato” che vede in tv e la realtà quotidiana, quella dove è presente un padre padrone. Il rapporto con Wolfgang è il vero fulcro del film: Gelsomina è divisa fra l’odio e l’amore per un padre che sa essere tanto severo e cocciuto quanto simile ad un bambino con cui aver pazienza. Ella non riesce a ribellarsi, oppressa dalla paura di deludere quell’uomo che per gioco è capace di regalarle un cammello (che poi quello che si vede nel film è un dromedario). Tutto si complica quando in casa arriva un ragazzo tedesco, Martin, il quale risveglierà i dolci sentimenti di Gelsomina.

Regia: Alice Rohrwacher

locandina-le-meraviglie
Sceneggiatura: Alice Rohrwacher
Paese: Italia, Svizzera, Germania
Genere: drammatico, autobiografico, racconto di formazione

Interpreti:
Alba Rohrwacher
Monica Bellucci
Maria Alexandra Lungu
Sam Louwyck
Sabine Timoteo
Agnese Graziani

Consigliato a: le brutte persone che preferiscono il miele alla nutella, gli eterni adolescenti, a chi comprava i calendari con la Bellucci nuda
Sconsigliato a: le belle persone che preferiscono la nutella al miele, chi odia i tormentoni estivi, chi pensa che la Bellucci non sappia recitare

Un film interessante, soprattutto se si pensa al parallelismo tra la protagonista e le api, per lei docili animaletti domestici da far uscire dalla bocca a mo’ di prova circense. Lei è un instancabile lavoratrice, piena di senso del dovere. Come le api arranca nel suo personalissimo alveare per fabbricare un po’ di dolcezza. Il dovere, le privazioni, la mancanza di una vita da ragazzina normale diventano fardelli pesanti quando si diventa, senza volerlo, un’ape regina.

Le piccole attrici incantano coi loro occhi e le loro innocenti movenze, soprattutto la piccola Marinella, la quale fa sorridere quando balla e canta il tormentone estivo dell’epoca: “T’appartengo” di Ambra. L’adolescenza è un momento di passaggio nella vita di tutti, e i registi italiani si trovano a loro agio a raccontare storie di giovani adulti che si risvegliano dal torpore della fanciullezza (basti pensare a pellicole come “Io non ho paura” o “Caterina va in città”). Ognuno ha il suo stile: la Rohrwacher lo ha fatto tra le verdi campagne toscane, con un meraviglioso disincanto, con un lieto fine che scioglie il cuore. Forse troppo.

le-meraviglie-famiglia

Immagine bucolica della tipica famiglia di campagna

Incognita rimasta è la partecipazione di Monica Bellucci che conferma lo stereotipo dell’attrice nostrana: “Bella quanto vuoi, ma se abbai…”

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *