L’insostenibile leggerezza del web (o del perchè Renzi ha stravinto alle Europee)

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Sono ormai passate due settimane dal giorno delle elezioni europee. Il Partito Democratico è riuscito ad ottenere un risultato al di sopra di tutte le aspettative; probabilmente anche dello stesso Segretario e Presidente del Consiglio Matteo Renzi. Un risultato forse – in parte -  ridimensionato dal risultato del ballottaggio delle elezioni amministrative. In effetti, gli unici Partiti che escono vincitori dalle elezioni europee sono il PD e la Lega Nord; dopo di loro, la catastrofe. Ma oltre PD e Lega, c’è un altro vincitore, di cui per ora si è parlato poco: la Paura.

Bartolini2Se infatti a vincere fosse stato il M5S, la democrazia come la conosciamo, forse sarebbe finita. Tribunali speciali per giornalisti e politici, uscita (poco praticabile nella realtà) dall’Euro e dall’Unione Europea, violenza verbale – e forse non solo – giustificata in nome della molto citata e altrettanto fraintesa e vituperata sovranità popolare. Ed è stata proprio la paura che ha convinto tanti elettori – anche non di sinistra -  a votare il PD, unico Partito che può contrastare il Movimento5Stelle in termini di consensi.

Sia chiaro quindi; il risultato delle europee è da prendere per quello che è. Un risultato politico, che poco o niente ha a che fare con l’Europa e con il Parlamento Europeo. Infatti, di Europa non si è parlato affatto. Anche questa ultima campagna elettorale non si è distinta da quelle passate, a parte forse i toni un po’ più accesi, a tratti violenti,  e i mezzi di informazione principali sono stati la TV, e poi a seguire la stampa, il porta a porta, e forse all’ultimo posto per livello di influenza sugli elettori, il web.

I pochissimi telespettatori italiani, che hanno guardato con attenzione i 3 dibattiti avvenuti tra i 5 candidati alla Presidenza della Commissione Europea, e che hanno poi votato i sondaggi di Europe Decides e Corriere della Sera, su chi li avesse convinti di più, non hanno avuto dubbi: il vincitore è stato il candidato dell’ALDE, Guy Verhofstadt. I candidati alla Presidenza della Commissione Europea erano Jean Claude Juncker per il PPE, Martin Schulz per S&D, Guy Verhofstadt per l’ALDE, Ska Keller per i Verdi Europei e Alexis Tsipras per GUE.

Ognuno con un programma ben preciso, e molto diversi l’uno dall’altro.

E allora la domanda è: quanto pesa realmente il web nell’informare, coinvolgere, ed infine convincere l’elettorato. La risposta? Poco, pochissimo. Solo Bartolini1una piccola percentuale dell’elettorato (italiano) è infatti così attento, adeguatamente alfabetizzato, e tecnologicamente preparato per far sì che la Rete si trasformi da canale dove trovare foto di gattini adorabili, a vero ago della bilancia di una importante elezione.

Ma la colpa è interamente dell’italiano medio, perfettamente incarnato da quello che viene considerato il deus ex machina del Movimento5Stelle: Gianroberto Casaleggio. In una intervista rilasciata ad un quotidiano appena poche ore prima del voto, infatti, Casaleggio ha candidamente dichiarato che “tutto ciò che diventa virale sul web diventa automaticamente vero” (la frase in virgolettato è quella riportata da Renzi. Per ascoltare le effettive dichiarazioni di Casaleggio nell’intervista potete andare a cercare il 26esimo minuto del primo video dell’intervista di Travaglio che accompagnava l’articolo pubblicato sul Fatto Quotidiano, NDR). Anche fosse la peggiore e la più stupida delle frottole, ovviamente. E così è anche per l’elettore italiano; il problema dell’Italia è che la cialtroneria è vista come verità, la verità è vista come noiosa. E allora meglio una balla colossale divertente ed emozionante, piuttosto che una verità scomoda. Arriviamo alla conclusione che la misurazione del livello di engagement, il numero di persone che visualizzano un post, il numero di retweet, sono solo aria fritta. Per far si che internet conti davvero qualcosa nel campo della comunicazione politica dovremmo prima di tutto cambiare la testa degli italiani.

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5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Fiorella Modeo

    Mi sfugge il tema centrale dell’articolo: E’ un’analisi e una riflessione sui canali della comunicazione? E’ un’opinione personale sui protagonisti della ribalta politica attuale? Nel primo caso si mettono in evidenza i limiti del web, ma non si parla dei limiti della stampa o della comunicazione radio-televisiva che pure ce ne sono. Si evidenzia che molti Italiani non usano il web, ma non si dice che moltissimi non leggono giornali e non sempre seguono dibattiti di approfondimento socio-politico e forse ( anche io uso questo avverbio dubitativo) trovano più comodo rifugiarsi in chi promette al di là del buon senso. Nel secondo caso, penso che i suoi giudizi relativi al Movimento 5 Stelle siano superficiali e riflettano una carenza di conoscenza e di scarsa informazione, ma siano l’espressione di chi preferisce snobbare con giudizi senza appello piuttosto che mettere(si) in discussione. ome si dice, volere o volare, il sistema politico italiano è in profondissima crisi e le risposte a questa crisi sono anche questo movimento.

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    • Nicola

      Fiorella, invidio la tua capacità di vedere delle risposte – serie, e non qualunquiste e populiste – nelle parole e nelle proposte dei 5 stelle. Ti consiglio di guardare una sola giornata di discussione alla Camera dei Deputati; credo cambierai idea.
      ciao buona giornata

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      • Fiorella Modeo

        Devo ritenere quindi, caro Nicola, che hai la possibilità di seguire de visu l’attività parlamentare, altrimenti non saresti così categorico. Qualche dubbio fossi in te però lo lascerei sorgere, così, solo per amore di obiettività. Anche io ho avuto modo di avvicinare alcuni parlamentari ed attivisti e, ti dirò, anche se posso apparire fuori moda, mi ha emozionato la loro passione e la voglia di far bene unita all’impegno nello studio dei temi di loro competenza. Da parte mia mi pongo in atteggiamento di serena osservazione di questo giovane movimento, che attraverso tanti errori cerca di trovare risposte innovative ai gravosi problemi che affliggono le società oggi. Naturalmente non è una religione e ciò che oggi ci incuriosisce favorevolmente potrebbe anche deludere. E’ tutto in divenire, ma almeno c’è fermento.

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        • Nicola

          Si, seguo le attività alla Camera quotidianamente, per lavoro. Non dubito assolutamente che all’interno del m5s ci siano tante persone che si impegnano e sperano di lavorare per migliorare il nostro Paese. Le mie critiche erano rivolte quasi esclusivamente ai metodi comunicativi del movimento, piuttosto che ai singoli deputati.
          Noto però inoltre, purtroppo, che chi guadagna notorietà e visibilità, sono spesso i soggetti peggiori, o almeno quelli che io considero tali. Urlatori di professione, non avvezzi alla politica e al confronto, poveri di idee, di valori e soprattutto di capacità.
          Collegandomi alla tua frase “Naturalmente non è una religione..” ecco, io credo – probabilmente sembrerò banale nell’affermare questo – che invece il m5s abbia assunto nel tempo metodi da vera e propria setta. O con noi, o contro di noi. I casi sono tanti, ma probabilmente quello che più mi ha sconvolto è quello della deputata De Pin.
          qui il video: http://www.repubblica.it/politica/2013/10/02/news/m5s_minaccia_paola_de_pin_ti_aspettiamo_fuori-67720356/

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          • Fiorella Modeo

            Ti ringrazio per le puntualizzazioni, ma alcuni episodi spiacevoli non mi convincono della negatività del Movimento, anche perchè se mi guardo intorno non trovo esempi nobili, anzi. Comunque non è mia intenzione convincere nessuno, solo mi piacerebbe avvertire l’imparzialità degli osservatori e dei commentatori. Con simpatia ti auguro buon lavoro.

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