La Rete non dimentica

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La notizia è che Internet – per come lo abbiamo imparato a conoscere – potrebbe non esistere più. Perché il postulato “la Rete non dimentica” potrebbe essere seriamente messo in discussione dall’annuncio di Google sul diritto all’oblio. “Big G” ha dichiarato che, chiunque voglia, può richiedere la cancellazione di link che lo riguardano contenti informazioni che l’interessato reputa obsolete, irrilevanti o inadeguate.

Larry Page (1973), co-fondatore di Google.

Larry Page (1973), co-fondatore di Google.

Il modulo da compilare (o web-form) è già on-line. Chi sia interessato alla cancellazione di qualche dato deve identificarsi, indicare quale link vuole sia rimosso, in relazione a quale ricerca e perché.

Per identificarsi deve fornire la copie digitale di un documento di identificazione (la carta d’identità o anche la patente) e occorrerà la firma elettronica alla richiesta. I moduli saranno analizzati uno per uno dagli uomini di Google (non finiranno cioè elaborati da un anonimo software). Google non chiarisce però quali saranno i tempi necessari perché i link vengano cancellati né quali criteri applicherà. E i link rimossi dalle ricerche in Europa saranno comunque visualizzati nei risultati di Google in altri angoli del pianeta.

La portata di questo provvedimento potrebbe avere ripercussioni non da poco. Perché, se in alcuni casi il diritto all’oblio è non solo giusto, ma anche doveroso (penso ai profili Facebook di chi muore) in altre situazioni può non essere del tutto motivato. Immagino uno scenario dove, chi si sia macchiato di reati finanziari, truffe o frodi (magari online) chieda di far rimuovere i link potenzialmente dannosi alla sua “reputazione”.

I rischi, le implicazioni e la complessità del problema sono tali che il motore di ricerca più grande del mondo, che analizza il 90 per cento delle richieste in Europa, ha deciso di creare un comitato consultivo di esperti per rispondere alla ridda di spinose questioni che saranno sollevate.

master.LARRY_PAGEIl problema è talmente complicato e soggetto a mille sfaccettature che anche il CEO (amministratore delegato, NdR) di Google, Larry Page, ha dichiarato che “il tema in questione è veramente difficile, e sicuramente ci vorrà del tempo per capire quale possa essere la strada più giusta. La perfezione in questi casi non esiste”.

La ricerca della perfezione poi, potrebbe rivelarsi un cortocircuito: dove andranno i documenti d’identità delle persone che chiederanno la rimozione di link sul loro conto? È ancora fresco il ricordo di mail sospette e  di stretti rapporti (mai del tutto chiariti) tra l’azienda di Montain View e l’NSA portato alla luce da Edward Snowden.

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