La banda delle incoppettate

8
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Avete mai sentito parlare della coppetta in silicone? Anche se va di moda, non fatevi ingannare: non è un articolo di cucina.

Quella di cui sto per parlare, nello specifico, è la cosiddetta “coppetta mestruale”. Se tu che stai leggendo sei una donna e l’hai già sentita o, ancor meglio, la stai usando, puoi andare oltre.

Se invece nei tuoi pensieri alberga un grande punto di domanda, ti invito a non cambiare pagina, perché le buone notizie vanno condivise.

Già ho qualche difficoltà con la lista delle pizze...

Già ho qualche difficoltà con la lista delle pizze…

Il nome in sé credo lasci poco all’immaginazione: questo simpatico dispositivo, prodotto ormai in diversi modelli, più o meno morbidi, più o meno capienti e del colore che più vi aggrada (giuro, ho sentito gente che aspettava a comprarla perché quella viola era esaurita e arancione non piaceva) è uno strumento di raccolta di fluidi fisiologici che rappresenta una validissima alternativa a quegli assorbenti che alla fin fine non fanno altro che ingombrare gli armadietti del bagno (vero, coinquilini?), le valigie vacanziere e anche le vostre borsette, mie care nipoti di Mary Poppins.

Premesso che la sottoscritta fa parte della banda da qualche mese… immagino vi starete chiedendo: perché fare questo (piccolo) investimento?
Ci sono, secondo me, diversi validi motivi. Per inciso, io ho speso meno di 20 Euro e per qualche anno spero di essere “a posto”.

In ordine sparso, eccone almeno tre: avrete l’occasione di liberare del preziosissimo spazio nei contenitori di cui sopra; risparmierete tanti bei soldini (migliaia di euro, direi), perlomeno fino all’età della menopausa, che “buttali via”; ridurrete il volume di rifiuti non riciclabili di quelle discariche che non volete fuori da casa vostra (ma da quella degli altri sì), con grande riconoscenza del nostro pianeta ospitante.

Se non vi bastano, sappiate inoltre che se non sarete troppo schizzinose potrete sperimentare aggratis del fantastico concime per le vostre pianticelle, come qualcuna suggerisce. L’unico dubbio che mi viene riguarda la sicurezza di questa pratica dal punto di vista sanitario: nel caso, credo si debba fare molta attenzione.

E poi, basta con ‘sti pantaloni corti in spiaggia: chiappette al sole sempre e comunque!

Effetti collaterali

Effetti collaterali

Iscrivendovi a qualche gruppo dedicato all’argomento, sul social network più famoso del globo terracqueo, potrete scoprire con vostra somma gioia che esistono anche tanti altri piccoli-grandi vantaggi, che non avevate messo in conto (vedi foto a lato).

Sono tutte rose e fiori? Forse no.
Per evitare che qualcuno si faccia scoraggiare alle prime difficoltà, e perché nessuno dica che non ve l’avevo detto, faccio un cenno anche ai trascurabili contrattempi.

Per esempio, all’inizio ci vorrà un po’ di rodaggio, prima che riusciate ad infilarla con nonchalance nella sua sede utile, cioè in quel pertugio chiamato vagina.

Sempre grazie alle suddette pagine dedicate sui social network, scoprirete che forse non sarete le uniche a temere, talvolta, di averla irrimediabilmente persa, manco si parli del labirintico palazzo di Cnosso. Anche se lì è tutto buio, state tranquille: non può andar molto lontano.

Sei “emofobica”? Allora potresti trovare fastidioso, per non dire ripugnante, avere l’impressione, ogni tanto, di esser reduce da una mattanza. Beh insomma, prima o poi capita comunque, quindi lavatene le mani.

W la diga

W la diga

Allora, sono riuscita ad incuriosire voi donne in età fertile ancora ignare dell’esistenza della coppetta mestruale?
Ma soprattutto, vi è venuta voglia di provare questo dispositivo, ormai non nuovissimo ma ancora poco pubblicizzato (chissà come mai…)?

Per come la vedo io, anche questa è una piccola-grande occasione di progresso, perciò cogliamola, o almeno proviamoci!

 

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

8 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Caygri

    a me fa impressione, non sopporto l’idea di avere la coppetta all’interno e che danneggi l’utero e sopratutto se rimane li dentro?

    Rispondi
  2. Claudia

    Ottimo articolo. Peccato rovinare la bella iniziativa per delle sciocchezze. Non mi risulta siano state chieste autorizzazioni per l’utilizzo delle immagini e non è stata citata la fonte.

    Rispondi
    • AeRRe

      Grazie per il complimento.
      Per quanto riguarda le sciocchezze, credo che, in quanto tali, siano risolvibili agilmente.
      Potrebbe farmi contattare dai diretti interessati (se non è lei)? Grazie.

      Rispondi
  3. Jole

    Mi ha cambiato la vita e ha migliorato il rapporto con il mio corpo. Donne andate oltre…buttatevi, provatela e non tornerete più indietro!

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?