Undici motivi per quattro concerti

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Che cos’hanno in comune The Lumineers, i Biffy Clyro, gli Editors e i Mogwai? Assolutamente niente. Se non undici buone ragioni per aver imboccato l’A14 verso Bologna per assistere ai loro concerti. Programmate a cavallo tra il 2013 e il 2014, raccolgo qui qualche impressione sulle loro performance, come piccolo tributo alla musica live.
Undici, per l’esattezza.

The Lumineers
1 • Il folk-rock è tornato. E con loro suona pulito e sincero, si direbbe quasi ancora incontaminato, come i loro giovani volti.
2 • Neyla Pekarek: voce e violoncello al femminile perfettamente modulati in una rock band americana. Studi classici e attitudine rock, usa il carisma con lucida discrezione.
3 • L’interazione con il pubblico. Sarà per il genere, sarà per l’origine, ma con il pubblico sanno dialogare con calore. E non è sempre così scontato.

Biffy Clyro
4 • Perché esistono da quasi 20 anni, hanno pubblicato 11 album e sono bravi, ma qui quasi nessuno li conosce. Un po’ punk, un po’ rock, un po’ alternative, un po’ grunge. Forse troppo di un po’ disorienta.
5 • L’esibizione dal vivo. Rigorosamente, da sempre, senza T-shirt, a qualsiasi latitudine. Penso che non sia solo semplice esibizione di pettorali e tatuaggi, ma un modo per non erigere barriere.
6 • Il forte accento scozzese genera vigore inatteso su pezzi come Many of Horror, 9/15ths o Biblical.
7 • Il romanticismo mascherato del frontman, il cui nome è la buffa inversione di Neil Simon (si chiama Simon Neil), che sul petto esibisce la scritta tatuata God Only Knows What I’d Be Without You. Non si tratta di un banale omaggio ai Beach Boys, ma una dedica alla moglie e al primo ballo che hanno condiviso.

BiffY Clyro

Biffy Clyro

Editors
8 • La festa della mia migliore amica, e una serata di musica dal vivo insieme come collante di un rapporto che dura da oltre 30 anni (come premessa, e promessa, per i prossimi 30).
9 • Semplicità e sudore in salsa dark, moderatamente rock.

Mogwai
10 • Non una parola, ma un potente muro di suono. Quel tipo di vibrazione profondissima che ti circonda e ti attraversa, che qualcuno scambia per frastuono.
11 • Sorprendentemente melodici, scavando sotto la patina dell’alienazione.

E in attesa dei 4 giorni più rock dell’estate emiliana (Rock in Idro, Bologna Parco Joe Strummer, dal 30 maggio al 2 giugno), Bologna val bene un concerto.

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