Primi incontri

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Affrettai il passo, l’estate era finalmente arrivata ma c’era quel leggero friccicorio che mi carezzava le gambe nude. Mi è sempre piaciuto indossare una gonna senza calze con un paio di sandali bassi, sento una strana libertà alle gambe e il costante tocco del sole sulla pelle, che mi fa sentire il corpo e fa stare bene. Ha ragione Jean Claude Izzo quando dice che le donne si mettono le gonne quando si sentono felici.

Ed io lo ero. Emozionata. Tesa. Una mia amica me ne aveva parlato: “vedrai ti piacerà, è dolce, sensibile ma con un che di sensuale”. Aveva insistito tantissimo. Diceva che incontrarlo mi avrebbe cambiato la vita.

E io di proprio di un cambiamento avevo bisogno. Ero a quell’età in cui ti fermi, decidi di investire su quello che hai e di andare avanti. Oppure alzi gli occhi, trattieni il respiro e ti butti in una nuova avventura. O senti che quello che hai ti riscalda e ti dà gioia oppure molli tutto e cerchi qualcos’altro anche se non sai bene cosa.

Mi distraggo e comincio a canticchiare l’orrenda canzone di Titanic, quella che, all’inglese, definirei il mio guilty pleasure. Quelle cose che sai che non dovrebbero piacerti. Che non ammetteresti mai che ti piacciono ma che in alcuni momenti canticchi tra te e te.

Bene la canzone mi ha tolto un pò di tensione. Sono troppo nervosa. Lo conoscerò tra poco e non so cosa aspettarmi. Non so cosa voglio che accada. Non so se sarà un incontro di pochi minuti, il tempo fugace di capire che non siamo compatibili o se sarà il compagno di una vita. Di quelli che ti porti nel cuore, nella testa, nel corpo ovunque tu sia. Di quelli il cui solo ricordo a volte fa apparire sul tuo volto un sorriso in mezzo ad una metropolitana affollata od una lacrima in fila al supermercato.

Non so cosa succederà e la cosa mi incuriosisce e atterrisce.

Non so cosa voglio che accada. Non so se voglio che mi avvolga in un abbraccio appassionato e mi faccia addormentare esausta dopo una notte intensa. Oppure se preferire una lenta carezza che mi scaldi il corpo, senza fretta e mi lasci il tempo di conoscerlo notte dopo notte.

L’emozione che provo è forte ma cerco di rilassarmi. Di non correre. Non voglio anticipare l’incontro. Ho bisogno di un bicchiere di vino. Solo così sarò in grado di non ingurgitarlo bramosamente dando una fine troppo veloce all’incontro.

Sono arrivata. Salgo le scale, apro la porta e mi dirigo verso la mia stanza da letto. Indosso una sottoveste di satin rosso: voglio stare comoda ma anche sentire la fresca carezza del tessuto sui miei seni.

Con la mano tremante mi allungo verso di lui. Lo tocco… lo accarezzo e dolcemente lo porto con me nel letto… la sua copertina è rigida, non delle mie preferite, ma i colori sono tenuti. L’odore è inconfondibilmente invitante. Le dimensioni sono giuste: non troppo piccole da dare l’impressione di una fugacità inutile né troppo grande da spaventare…

E’ con me sotto le coperte…

…e penso: non c’è sensazione migliore che iniziare una nuova storia d’amore con questo libro.

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Chi lo ha scritto

Natalie Nicora

Natalie Nicora è varie cose: inglese e romana, bionda e genuina, antropologa di formazione, traduttrice per passione, ha lavorato per alcune ONG in Gran Bretagna e dal ritorno in Italia sette anni fa lavora precariamente in una rivista. I suoi interessi vanno dalle serie televisive americane a Jane Austen, dalla psicologia a Harry Potter.

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