Godzilla, say my name!

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E niente. A Walter White ammazzano la moglie. Con questa premessa parte il film che tutti i fan di Godzilla e Breaking Bad aspettavano. Sarà riuscito a far felici entrambi i fandom?

Regia: Gareth Edwards
Sceneggiatura: David Callaham
Paese: USA / Giappone
Genere: azione, avventura, thriller, fantascienza, fantasy

Interpreti:
Bryan Cranston
Juliette Binoche
Ken Watanabe
Aaron Taylor-Johnson
CJ Adams

Consigliato a: fans di Godzilla, fans di Breaking Bad(?), grandi e piccini che amano i mostri, mostri che amano grandi e piccini
Sconsigliato a: fans di Breaking Bad(?), a chi non sopporta i mostri, a chi ama l’energia nucleare

Niente è per sempre, nemmeno Bryan Cranston

Niente è per sempre, nemmeno Bryan Cranston

Walter White, al secolo Bryan Cranston, l’attore del momento venerato da tutti, quello che ogni volta che starnutisce gli danno un Emmy, sembrava, dal trailer, il protagonista di questa pellicola. Ma così non è quindi se andate al cinema solo perché vi sentite orfani di quel capolavoro che è Breaking Bad rimarrete delusi. Cranston è uno scienziato che lavora in una centrale piena zeppa di reattori nucleari, in Giappone. La moglie lavora con lui. Degli apparenti terremoti fanno scoppiare un reattore e la consorte di Bryan, interpretata da Juliette Binoche, resta bloccata dentro la centrale e muore. La zona viene messa per quindici anni in quarantena. Il figlio della coppia, nel frattempo, è diventato un detonatore di bombe mentre il padre è “impazzito” nel tentativo di dimostrare che ciò che gli ha portato via la moglie non è una semplice calamità naturale. Padre e figlio si riuniscono ma il buon Cranston muore nei primi venti minuti di film. Hai Walter White come papabile lead actor in un film e lo fai fuori così, regista sconosciuto? Primo fandom scontento.

La prima parte, tranne che per la prematura dipartita del nostro beniamino, è ben organizzata: c’è suspance, tensione e una trama quasi ben articolata in grado di svelare i segreti della sceneggiatura. Peccato per gli attori: una volta andati i pezzi grossi (la Binoche e Cranston) il film resta in mano a Kick-Ass (Aaron Taylor-Johnson) e alla faccia perennemente smarrita di Ken Watanabe.

La seconda parte è totalmente sbilanciata rispetto alla prima. C’è un maggior numero di SBUM! SBAM! e BOOM! Che comunque ti aspetti in un film su Godzilla, soprattutto se poi entra in ballo l’esercito Americano. Ma la trama viene totalmente abbandonata a se stessa. Riesce forse per un attimo a focalizzarsi sull’ineluttabilità del destino umano di fronte a catastrofi naturali (certe scene ricordano terribilmente lo tsunami del 2004) o innanzi al pericolo nucleare (la strage di Fukushima del 2011) facendo un pelino riflettere lo spettatore medio. Ma niente di più. Anche perché Kick-Ass ha il carisma di una bistecca di finta carne per vegani ma la fortuna di chi pesca sempre la carta “Esci gratis di prigione” al Monopoli.godzillnpbg

E poi c’è lui: “He picks up a bus and he throws it back down as he wades through the building towards the center of town”. Godzilla c’è. E’ lui. Graficamente perfetto. Epicamente distruttivo. Quint’essenza del dinosaurone cattivo. Ed è una bellezza per gli occhi, tranne che per il fastidioso 3D. Il secondo fandom è più soddisfatto, anche se, purtroppo la città che distrugge non è Tokio ma San Francisco e [spoiler??? no!] E purtroppo viene “battuto”.[/spoiler] Il film non è poi così bello se alla fine ti ritrovi a tifare per il cattivo. O almeno così si dice in giro, no?

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