Care donne, adesso vi spiego alcune cose sugli uomini…

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Care donne, adesso vi spiego alcune cose sugli uomini, su come sono fatti davvero e su come trattarli. Senza tanti giri di parole da manuale di psicologia di coppia (per carità, rispettabilissimi) o edulcorazioni varie. Pane al pane e vino al vino. Ovviamente si generalizzerà e si farà uso di iperboli e provocazioni.

Gli uomini sono davvero semplici....beh, forse non così semplici...

Gli uomini sono davvero semplici….beh, forse non così semplici…

Cominciamo col dire che gli uomini sono dei bambocci, dei pupazzi, degli spiriti infantili. Tuttavia, se saprete soddisfare in loro alcune poche, semplici esigenze che enuncerò qui sotto (anzi, per la verità, una sola esigenza), sapranno essere anche persone forti, protettive e darvi enormi soddisfazioni sotto ogni aspetto.

Lo so già in tante starete pensando al solito sesso, ma la questione è un po’ più ampia, seppure rimanendo sorprendentemente semplice.

Sono certo che la maggior parte dei problemi planetari, anche quelli che travalicano di molto la sfera della coppia, sia dovuta alla seguente cronica e secolare incomprensione. Se immaginiamo di paragonare uomini e donne a delle lavatrici, allora le donne sono lavatrici con 999 programmi, mentre gli uomini ne hanno uno solo. Purtroppo, assai raramente, né le donne, né gli uomini riescono a concepire la possibilità che la persona che hanno di fronte e con cui magari affrontano e attraversano la vita, sia completamente diversa da loro e che madre Natura abbia fatto uomini e donne così differenti nella loro complessità.

Care donne, gli uomini sono estremamente semplici, hanno un solo interruttore, una logica binaria: o acceso o spento, non sono complicati e intricati come voi, non hanno bisogno di tante sottigliezze, cose dette-non-dette, non hanno uno spettro di intuizioni e sensibilità ampio come il vostro. Gli uomini vogliono un’unica cosa, hanno bisogno di un’unica certezza, di un solido pilastro senza il quale nulla può essere costruito. Care donne, gli uomini vogliono solo essere rassicurati sulla loro virilità, sulla loro forza, sul loro “potere”. Vogliono essere certi che in primo luogo la loro partner li consideri “maschi”, risoluti, valorosi. Una volta che siano sicuri di questo, allora sapranno rendervi felici oltre ogni vostra immaginazione.

Diceva la scrittrice Simone de Beauvoir: “Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità.”. Sante parole! La paura più profonda, più atavica e connaturata con l’essenza stessa dell’uomo è proprio la paura di non essere sufficientemente virile, potente, forte. Un’insicurezza non relativa solamente alla sfera sessuale, ma all’intera maniera con cui l’uomo si confronta con il mondo. Se questo timore si cronicizza, diventa paranoia, diventa ansia, se non è eliminato dalle parole, dai comportamenti, dagli sguardi della donna…se quell’unico programma della lavatrice non funziona, beh, allora tutto va a rotoli. Se invece quell’interruttore viene messo nella posizione corretta, allora quella lavatrice funzionerà a meraviglia e l’uomo, care donne, saprà rendervi felici e soddisfatte oltre ogni aspettativa.

how to satisfy

Come soddisfare un uomo. Come soddisfare una donna.

Immagino, care donne, che adesso in tante di voi staranno pensando: “Sì, ok, ma il mio uomo non è forte, valoroso, risoluto!” Eh…ma qui sta il punto! Ricordate quanto scritto all’inizio: gli uomini sono dei pupazzi, dei burattini che voi, donne, potete manovrare a vostro piacimento per la vostra soddisfazione, semplicemente spingendo l’interruttore giusto.

Care donne, è vero, gli uomini sono dei bambocci. Ma dei bambocci che sapranno rendervi felici.

Care donne, è vero, gli uomini sono dei bambocci. Ma dei bambocci che sapranno rendervi felici.

Suppongo che adesso, care donne, in tante di voi staranno dicendo: “Ah! Quindi si tratta di ingannare e ingannarsi?!?!”. Eh, ma allora vi siete dimenticate quanto specificato sopra: gli uomini sono dei bambini! E forse voi vi sentite d’ingannare un bambino quando, per farlo mangiare, fate finta che la forchetta con il boccone sia un aeroplano che vola fin dentro la sua bocca? E’ madre Natura (o Dio per chi ci crede) che ci ha fatto così! Non c’è nulla di male, non è colpa di nessuno, non c’è nulla di cui scandalizzarsi! Gli uomini sono semplici, semplicissimi ed abbisognano di pochissimo per essere “nutriti” e per essere soddisfatti.

E, ripetiamo, la sfera sessuale, ancorché importante (sintetizzando al massimo, la paura più profonda e ancestrale degli uomini è quella di essere impotenti) è solo uno dei contesti in cui questi meccanismi si mettono in atto. Ma se gli uomini cominciano a pensare di essere impotenti (non solo in senso strettamente sessuale), allora lo diventano davvero. Mentre se sono tranquillizzati sul fatto di essere “potenti”, ecco che davvero lo saranno.

E’ soprattutto per questo che gli uomini possono far fatica a rimanere in una relazione duratura. Perché nel breve termine, è facile mostrarsi forti e nascondere le proprie naturali debolezze. Che però, inevitabilmente, vengono a galla con il trascorrere del tempo. A quel punto, gli uomini, come detto bambini un po’ vigliacchetti, sentendosi denudati, insicuri, “impotenti” di fronte alle proprie imperfezioni, invece di affrontare la situazione (nessuno è perfetto!), preferiscono scappare e ripartire da zero.

E’ in questo frangente che la donna deve intervenire sul burattino che non sa più cosa fare e si sente debole e spoglio, rassicurandolo sul fatto che è il più forte, il più virile, il più maschio di tutti. Si tratta di investire poco per avere indietro molto di più. Perché ecco la magia: una volta “ingannati”, una volta rassicurati, allora effettivamente diventeranno forti, risoluti, protettivi. E anche attenti, sensibili, comprensivi, dolci, valorosi e capaci di “utilizzare” i 999 programmi della “lavatrice-donna” e rendervi felici…beh, ok, non esageriamo, proprio tutti e 999 no…diciamo sugli 800…

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22 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Viviana Alessia

    Finalmente qualcuno che ha il sacrosanto coraggio di dichiarare a chiare lettere l’ immensa diversità che caratterizza i due sessi, in un contesto socioculturale che enfatizza ipocritamente l’ uguaglianza della donna rispetto all’uomo. Ipocrisia che più di cosi’ non si può.Basta pensare un attimino a tutte quelle politiche (o politichesse, accidenti la questione della parità è talmente ingarbugliata che si viene a creare pure l’ incertezza grammaticale della morfologia)che scendono in campo per dar man forte ai loro pur monolitici e granitici compagni di tessera per combinarne di cotte e di crude: avete mai fatto caso a quando scoppia la consueta bombetta mal partorita? Le politiche(esse?) sovente s’ attaccano appunto a tutti i loro 999 bottoni per giustificare e berciare contro complotti antifemministi, si sgolano a piu’ non posso pur di dimostrare ossessivamente e petulantemente le immense ragioni e straragioni della ennesima iperbolica “trovata” che viene rifilata al popolo che di botto si sveglia e ulula. Esse sfoderano tutta la loro capacità, che è decisamente ineguagliabile, di rifilare ed infilare parole a raffica impedendo l’accesso alla discussione a qualsivoglia essere diverso da loro, e, se arrivano a vedere, alzandosi sui loro iperbolici tacchi, che la frittata scodellata è effettivamente bruciacchiata, magari premono il bottoncino del programmino” risciacquo a suon di lacrimucce”. Magari va pure a succedere che, pur di dimostrare di aver ragione a tutti i costi, si prendono a sacrosante pedate in diretta tivu. E io dico che va bene, come no! E’ cosi’ che e’ fatto il pianeta donna: “Son qua mi e mi posso, voglio,comando, tirate in parte ti
    che te si ‘na figlia de ‘na gallina!”. Si’ questo multisfaccettato e multicolore pianeta va dritto per la sua strada, per quanto erta e tortuosa sia, da far invidia anche al piu’ vecchio e allenato mulo degli alpini. E intanto i compagni di tessera o merendina del vecchio mulino,come più vi aggrada chiamarli, stanno lì, fermi, solidi, ritti come corrazzieri a veder come va a finire il logorroico e colorito dibattito, pardon, monologo, tanto le donne si sa che fan cosi, e va ben cosi. E il maschio, ferreo e silente, va a dedicarsi per l’ intanto al successivo involtino politichese da infilare sullo spiedino, in granitico silenzio e con estrema freddezza, pardon, menefreghismo che più maschio di così non si può, fino all’ ultimo punto, punto e virgola, punto fermo, firma.
    Sorge spontanea la domanda:” Ma questi ci sono o ci fanno?”. Ci sono, ci sono, dico io. Non e’ che fan finta di niente: per i veri masculi son cose da niente.Ma quando mai?
    Poi, si sa, qualche eccezione in entrambi i sessi c’è sempre, per carità: non ci può esser regola se non ci son le relative eccezioni.
    Come non si possa ravvisare la semplicità del maschio in tutto ciò che è ed avviene, mi par cosa immatura, direi infantile anziché no. Basti pensare a tutte le volte che le svolazzanti e poliedriche compagne dei maschietti la combinan grossa da qualche parte e di fronte alle conseguenze van di corsa a piagnucolare, singhiozzare, sussultare di pianto e di petto (velocemente rafforzato con l’ ingegnoso sistemino del push-up) sulle accoglienti ginocchia del compagno che immediatamente investito dell’ atavico, maschio ruolo di difensore del territorio, impugna cappa e spada, gettandosi a capofitto nella difesa, menando fendenti a destra e a manca che Zorro te lo scordi proprio. E non importa se la figura è barbina ché la
    sfaccettata e rutilante compagna l’ ha imboccato di aeroplanini e razzetti a iosa: l’importante per il masculo e’ sentire ed esprimere a 360 gradi la maschia natura.Un vero peccato che miliardi di anni di evoluzione della specie abbiano tolto al nostro umanissimo compagno di ventura e sventura la fulgida ruota che il pavone maschio può tuttora sciorinare per esprimere la sua superba virilità, pardon, mascolinità. Saremmo di fronte a un Eden di ruote azzurre occhieggianti da far invidia al cielo più bello che abbiamo mai visto al mondo.
    Vanno però anche spezzate le lance in favore di ciò che è giusto in questo intricato e complesso mondo in cui l’ umanità spesso affoga dimenticando i fondamentali.
    Voi riuscite ad immaginare i cacciatori preistorici armati della sola forza delle braccia in versione femminile? Io proprio no, e non serve spiegare perché. Voi riuscite ad immaginare nella preistoria come oggidì un essere che partorisca ed accolga sul petto un nuovo piccolo e che questo essere non sia donna? Io no e qui posso dirvi che, dopo molte riflessioni, ho chiarito a me stessa che solo la donna possiede quell’ indescrivibile e potentissimo istinto che la porta a figliare e a crescere i propri piccoli anche nelle più drammatiche condizioni. Si, ha proprio ragione quel veritiero aforisma del sud : ” Una madre può crescere cento figli; cento padri non arrivano a crescerne uno”.
    E può un uomo sapere veramente cosa significa per la madre perdere il frutto dei suoi visceri? Io dico che un padre , nella medesima condizione, soffre, eccome soffre, eppure, mentre la madre esce smarrita e confusa dalla chiesa dove per l’ ultima volta ha portato il suo piccolo a udir le preghiere e i canti, quel padre è in grado di correre verso quella sua donna improvvisamente piccola e smarrita che all’ uscita del tempio grida di riportare il suo bambino a casa ai necrofori che accolgono la piccola bara bianca nella scura auto riempita di candidi fiori. Quell’ uomo-padre è l’ unico essere al mondo capace di prender per mano quella madre, di sussurrarle di seguirlo, star vicino a lui, quell’ incredibile lui che con fanciullesca semplicità stringe al suo fermo fianco la donna colpita da ciò che nessuno al mondo capirà mai. E sarà ancora lui, più avanti nel tempo, che saprà sussurrare tra le lacrime, stringendo ancora a se’ nel modo più naturale e maschile del mondo quella donna che non vuole svegliarsi al mattino : “Importa come i figli son venuti al mondo, importa l’ amore che hanno avuto. Importa l’ amore che ho per te”. È semplicismo? No, per me è essere uomo, semplice ma vero, autenticamente, disperatamente uomo.
    Uomo e donna sono due creature complementari, come possono dunque essere uguali?
    L’ autore del brano ha invitato a riflettere. Chi scrive in fondo scrive per capire. E cosa mai ha detto se non l’ovvia verità che l’ uomo è semplice, diretto e protettivo coi suoi e la donna è infinitamente complessa, sfaccettata, diversa da un attimo all’ altro, da un luogo all’ altro, ma che è proprio per questa sua peculiarità che tiene fra le mani sue il segreto della vita?

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  2. marina

    come scrive lo stesso autore dell’articolo, i toni e le parole presentano il tema enfatizzando e giocano esasperazione [Ovviamente si generalizzerà e si farà uso di iperboli e provocazioni.] ma
    esistono ricerche serie, serissime, sul tema e confermano le affermazioni, senza “lavatrici” e relativi programmi, e senza il riduzionismo da potere a sesso, in “quell’unica cosa”.

    Un uomo chissà per quale naturale o misteriosa legge di vita, o mera sopravvivenza,h e, c esprime il meglio di sé quando sa che vale, che quanto riesce ad offrire rende felice la persona che ama, e che quindi ha svolto bene il suo compito, ruolo di compagno.

    Per chi è riduzionista e si limita al sesso, o alle prestazioni sessuali, io scomoderei Adler e il suo “tassello mancante” autentico scopo ossessionante chi ha frustrazioni e scarsa autostima. Cito come “prova” uomini di successo, alla ribalta della politica, della finanza e anche dei media, sono l’esempio di uomini con enorme tassello mancante, che si sviluppano una vera ossessione verso il potere, ma non riescono ad ottenere il rispetto autentico di donne valide, intellettualmente mature e così anche al culmine del potere (materiale) si accompagnano con simil escort (le “escort pensanti” nella loro struttura mentale affettiva) o escort vere, pur di auto-dimostrarsi con l’inganno di se stessi, che loro sono apprezzati e valgono.

    In fondo che come si dimostra l’amore e l’essere amati? Con affettuosità e l’approvazione di chi si è. :)

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  3. Alessandro

    Complimenti… sembra scritto da un frustrato. I commenti invece sembrano usciti dalla sala di un reparto di psichiatria. Provo una gran pena…

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  4. michele

    Noto ed apprezzo l’analisi svolta con l’intentento di far concordare due entità ancestralmente differenti UOMO E DONNA.
    Ammirevole il tentativo di proporre e fornire, semplificare tramite un analisi apparentemente forviante se la si legge con occhi “giudicanti”, una soluzione al schizzofrenico rapporto tra uomo e donna.
    Effettivamente l’uomo qui appare un’ebete al quale gli si riconosce un’unica  solitaria e semplicistica capacità:ossia quella di istintivamente  sopravvivere difronte alla complessa “macchina” donna a 999 programmi.
    Ma successivamente, se costui trova la corrispondenza all’unico programma che lo mette in sintonia con la donna diventa lui stesso il lettore ed interprete degli altri 998 programmi.
    Notevole versione rivista della visione taoista della vita, riflessa nel rapporto uomo/donna.

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  5. lorena

    Io ci rifletto si poi vi faccio sapere.al l momento rimango molto molto perplessa nonché incuriosita . Lorena

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  6. Laura

    In un minuto ho compreso cosa è andato storto nelle mie relazioni e perché! Niente di più vero, in effetti. Fagli vedere che sei completamente indipendente, ed è finita. Wow, bravo!

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  7. silvio

    mah…………..sarebbe neanche da commentare ma visto che ci sono “sto giornalista o scrittore o quel che e’ mi sembra uno sull altra sponda cioe’ un po p………a e forse bamboccio si riferiva alla immagine riflessa nello specchio quando si guarda poveretto

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  8. Stefano

    Ma sì. Approvo questa opinione. Che, ben lontana (spero) dal voler essere un’analisi di psicologia di genere, mi sembra una digressione leggera, ironica, e tutto sommato veritiera. Piccarsi, rispondere di fioretto, mi sembra davvero risibile. Gli uomini qui sono relegati a tardi bimbetti con una scadente maschera di Zorro, desiderosi di essere compiaciuti dalle loro super women. Beh, sotto sotto è così, molto spesso. Soprattutto la cosa vale per gli uomini con l’aura di “sicuri di sé”.
    Che poi… il nostro essere mono programmati spesso, ammettiamolo, si rivela in molte occasioni un gran vantaggio, soprattutto se si accompagna, e non capita di rado, ad una buone dose di intelligenza. Perché è chiaro che far funzionare in modo stabile ed equilibrato un organismo con 999 programmi, è quasi un miracolo. . Un macinino meccanico lo metti in sesto con un modesto intervento. ..
    Quindi… ok, va bene così. Resta solo il problema della consapevolezza….

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  9. naomi

    Non avrei saputo dirlo meglio. Detto da un uomo poi assume l’aria di un vero trattato. Quando le scrivo io queste cose mi cicchettano dette da te mi deliziano.

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  10. Alex

    sarebbe bello(!) che il mondo, qualsiasi mondo, fosse così semplice. Semplificare può essere necessario ma rinchiudere degli universi in una frase degna delle pareti di un bagno pubblico (con anke l’aggravante della logorrea) é diabolico!

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  11. Serena

    Ma perché invece che insegnare alle donne come gratificare l’autostima degli uomini non si insegna agli uomini che non tutto il mondo gira intorno al loro ego? Non so, magari facendogli notare che un uomo che lava i pavimenti è molto più apprezzato di uno che non lo fa perché è troppo “virile” per farlo. Come dice Marinda, mi sembra che gli impegni quotidiani siano un po’ troppi per accollarsi pure l’ego di chi si suppone sia una persona adulta. Perché voler essere curati come bambini e allo stesso tempo considerati come adulti è davvero chiedere un po’ troppo.

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  12. AlessandroP

    Credo fortemente che, in quanto docente di chimica, il libero accesso a sostanze psicotrope abbia alimentato l’elaborazione di questo scritto.
    Man mano che procedevo nella lettura si stagliava in me la sensazione che fosse stato scritto da una di quelle femministe affette da ipertricotia libera ed incazzate con il mondo. Sgomento nel vedere in calce la firma di un uomo, ma leggendo la biografia tutto si è chiarito.
    Direi anche basta con la segale cornuta.

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  13. stefano

    La lettura mi ha piuttosto rattristato. Penso che forse, nel XXI secolo, dovremmo sforzarci di superare questi luoghi comuni, per puntare di più sulla reciproca conoscenza, sul rispetto, sulla cura delle differenze. E, perché no, sul dialogo.

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  14. marinda

    Ti garantisco che non mi lamento, né di come vengo trattata, né di rimanere sola. Mi lamentavo proprio del contrario: se sommi lavoro, casa, figli, famiglia, parenti e amici, da un uomo che dice di amarmi e di volermi aiutare, mi aspetto che mi stia vicino anche senza che io mi preoccupi 24 ore su 24 del gratificare il suo amor proprio. Poi, caro Lorenzo, parlo per me. Immagino che non tutte le donne siano così, come so, per esperienza, che non tutti gli uomini sono monotasto.

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    • Maurizio

      Finalmente una risposta intelligente: non tutti gli uomini sono monotasto così come non tutte le donne sono tanto complesse. È il bello della vita DIVERSITÀ

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  15. Daria Cozzi

    Gran bella analisi Jumpi, simpatica, irriverente, coraggiosa, realistica, profonda, metaforica!

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  16. marinda

    Mai pensato che semplicemente per quanto amanti delle lavatrici, ci sono alcuni momenti in cui quello del funzionamento della lavatrice è l’ultimo dei pensieri femminili? Ok per far funzionare la lavatrice maschio monoprogramma basta azionare un tasto. Ma ogni tanto ci si vorrebbe proprio dimenticare che la lavatrice esiste.

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    • Lorenzo

      Allora poi non lamentarti di essere trattata male o magari di rimanere sola. Non tutti gli uomini sono bambini o bambocci, alcuni sanno bene cosa vogliono, spero che tu non ne trovi mai uno così, se questo è il tuo modo di ragionare

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