Tre ore di pippone ambientalista nel “Noah” di Darren Aronofsky

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Chi va a vedere Noah deve mettersi in testa che qui parliamo di una rivisitazione del mito del diluvio nel Vecchio Testamento. Aronofsky è ebreo e ha consultato materiale antico ebraico non presente nella nostra versione ripulita del Vecchio Testamento (noi tutta quella parte l’abbiamo “presa in prestito”) e si è consultato con parecchi studiosi per fare un film epico su concetti non biblici, bensì ebraici.

Regia: Darren Aronofsky
Soggetto: dal racconto “Genesi” contenuto nella sezione “Vecchio Testamento” della famosa raccolta “Sacra Bibbia”
Sceneggiatura: Darren Aronofsky, Ari Handel, John Logan
Paese: Stati Uniti d’America
Genere: Drammatico, Fantasy, Catastrofico, Biblico

Interpreti:
Russell Crowe
Jennifer Connelly
Ray Winstone
Anthony Hopkins
Emma Watson

Consigliato a: fans di Darren Aronofsky, fans del genere catastrofico, fans dei racconti biblici, ambientalisti di terra e di mare.
Sconsigliato a: a chi piacciono le catastrofi che durano poco, a chi non ride dell’umorismo involontario, a chi pensa che l’ambientalismo sia una cosa seria

Piove, governo ladro

Piove, governo ladro

I giganti di Roccia, che altro non sono che dei Nephilim, c’erano nelle primissime versioni del mito. Il grosso problema nostro è che ci mancano le basi per interpretare alcuni elementi della mitologia (e questa non è una colpa), ma abbiamo per le mani un regista che comunque sa come mandare dei messaggi forti con grandi immagini. Solo Aronofsky avrebbe potuto sfangarla con un film su Noè in questo periodo.

In realtà, il Diluvio Universale non è una leggenda solo ebraica. In tutte le civiltà del mondo esiste un simile racconto. E in ogni civiltà esiste un salvatore delle specie animali con un nome diverso, ma incredibilmente simile: Noè, Nu-u (hawaii), Nu Wah (cinese), Noah (ebraico), Noa (civiltà precolombiane) e così via. Adirittura esiste una città precolombiana in Venezuela che si chiama Ma-Noa (l’acqua di Noè). Quindi è probabile che un fondo di verità nel mito ci sia (e siccome sono una sentimentalona riconduco il papabile diluvio al disgelo post glaciazione).

In realtà, a mio parere, la Bibbia (non me ne vogliano i credenti, io non so nulla sulla religione e non ho risposte a nulla) è, al pari dei miti nordici o di quelli greci, un raccontone mitologico con tanto di eroi, mostri e super punizioni celesti. Quindi nulla di strano nel vedere un film che, ispirato ad una parte di essa, presenti caratteristiche spiccatamente fantasy.

Ora che ho finito lo spiegone paraculo culturale posso affermare che Noah è un film lungo, troppo lungo, con scene grottesche e attori abbastanza incapaci (Russell Crowe, ce l’ho ancora con te! Ti ho stalkerato un pomeriggio intero mentre grugnivi e cacciavi i fan al Festival di Taormina dell’anno scorso. Non si spintona la gente!). Ma procediamo con ordine.

In realtà non sarebbe proprio una novità

In realtà non sarebbe proprio una novità

Il film non racconta solo la storia di Noè e della sua famiglia ma ci illustra la storia della Genesi, di Caino e Abele e di come la cattiveria abbia contagiato l’uomo. Per far comprendere meglio ciò il buon Darren Aronofsky ci dice che i cattivi sono carnivori, mentre i buoni sono vegani. E da qui si comincia col pippone ambientalista, cioè tre ore di pippone ambientalista.

Di scene grottesche, come scrivevo, ce ne sono a bizzeffe: Anthony Hopkins aka Hannibal Lecter è Matusalemme e lui nel film va pazzo per le bacche. Muore investito dal Diluvio quando finalmente è riuscito a mangiarne una. Il personaggio di Emma Watson aka Hermione è sterile. Riesce a non esserlo più grazie a Matusalemme e, appena guarita, ha una botta ormonale che fa felice il figlio maggiore di Noè. Il secondo genito di Noè, dato che Hermione è già occupata, è un forever alone ma non rinuncia a cercare una fidanzata. La trova ma Noè la fa uccidere. I Nephilim, ovvero i giganti di Roccia, quando ritornano allo loro forma naturale e si ricongiungono col Creatore assomigliano a delle fatine di luce (tutti a gridare “Enchantix” al cinema!). Noè diventa inspiegabilmente un serial killer di neonati e fa le poste sull’arca ad Hermione incinta. Jack Nicholson approved. Nessuno per nove mesi si accorge che il cattivo è sull’arca. Infine, Dio comunica la sua onnipotente approvazione tramite arcobaleni e jingle musicali.

Molto meglio una gita fuori porta con la famiglia

Molto meglio una gita fuori porta con la famiglia

Sugli attori c’è poco da dire. Tutti osceni tranne Jennifer Connelly. Lei sta bene ovunque la si mette.
Aronoskkfjgkfhòktko (mi secco a fare copia-incolla), ha fatto dei film bellissimi e ne farà sicuramente altri, ma questo “Noah” fa acqua da tutte le parti.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Maurizio

    Non l’ho visto e non lo vedrò, perchè non avevo alcun dubbio che fosse esattamente il film che hai esaustivamente criticato.
    Serena, sto sereno, alla faccia del diluvio.

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    • Luca

      Non lo giudico il miglior Aronofsky e alcune delle cose che dici sono giuste in primis la faccenda vegani vs carnivori che mi sembra un po’ moralista, e la scena di Emma Watson che salta in groppa al tipo che nonostante debba cercare il fratello scomparso non disdegna la botta ormonale. Per il resto non condivido quello che dici, non è lungo e gli attori sono bravi, anzi la Connelly per me è la più scarsa, ma questi sono un po’ anche gusti personali. Tralasciando le scene grottesche che hai elencato e che non condivido, in un’arca con tutta la fauna della terra forse un uomo può sfuggire allo sguardo di chi non lo sta cercando, ciò che mi fa dubitare tu abbia capito il film è quando scrivi che Noah inspiegabilmente decide di uccidere i due neonati, tutta la morale di quel film sta in questa decisione. Più che altro avrei qualcosa da ridire sugli effetti speciali, i Giganti si muovono piuttosto male e il serpente dell’Eden è imbarazzante. Ma vabbè ognuno dice la sua. Bella recensione lo stesso.

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