Libertà, lavoro

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Hai alla luce libertà, lavoro.
Chiamato potrai essere a pensare,
alla man che proverai a slegare
dal filo che ti tien e porta oro,

a chi, formando realtà ad arte,
mantiene nello stato di gramezza
colui che solo sogna la bellezza
il cui diritto natura imparte.

Segno devi all’uomo sì plagiato
cosicché scosso attacchi il forte
che antepon la sua a quella scritta.

Trapela raggio nella trama fitta,
reclama dunque alla giusta corte:
“Mi si ridia quel che m’han rubato”.

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