In una notte senza luna

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Più di tutto voleva essere una scrittrice, una vera donna d’intelletto, con gli occhi che attraversano l’anima in un solo sguardo, brillanti e mobili, pronti a cogliere gli anfratti più nascosti del cuore. Per prima cosa si pitturò le labbra di un rosso arancio con i brillantini, la bocca così sembrava una ferita aperta sul mondo.

[Avviso: Il linguaggio e le situazioni a sfondo sessuale descritte in questo racconto potrebbero urtare la sensibilità di alcune/i lettrici/lettori]

Una breccia sensuale e sfibrata, un suono d’orgasmo che arriva muto in gola. Poi si sarebbe cercata un vero agente, magari all’inizio avrebbe dovuto tenere una rubrica specializzata in argomenti rosa, tipo la posta del cuore o roba simile. E ci stava. D’altronde si sa i contratti sono fatti anche di marchette.

[foto di Camille Jackson Barre]

[foto di Camille Jackson Barre]

Allungò lo sguardo degli occhi disegnando lungo le palpebre una linea di kajal, uno strato di mascara nero avrebbe reso più intenso lo sguardo, una generosa passata di cipria, due rapide e abbondanti pennellate di fard ed ecco Madame X, la più nota porno star di uno sgangherato night club di Rimini Nord.

Al collo un boa di struzzo verde mela comperato dai cinesi all’angolo, una parrucca arancione e una catenella dorata ai fianchi. Indossò un paio di stivaloni di plastica lucida bianchi con le zeppe enormi e scivolò tranquilla nel buio del palcoscenico illuminata solo dalla brace della sottile sigaretta che stringeva il bocchino.

La musica assordava gli animi e copriva le parole irripetibili dei furiosi astanti, erano lì pronti a menarsi l’uccello appena Madame X avesse dato inizio alle danze.

Gialli, si avrebbe scritto dei gialli, i poliziotti d’altronde le erano sempre piaciuti, non pagavano un gran che ma almeno assicuravano un po’ di protezione in cambio di qualche pompino extra. E poi erano insuperabili nel fare l’amore, così naif dentro gli stivali d’ordinanza e la pistola in pugno, tanto per giocare ai cow boy, e il pene perfettamente rigido e pronto alla battaglia.

La facevano sentire una vera attrice di cinema hard, con loro come attori forse avrebbe potuto vincere l’Hot Dor a Cannes. Un dito le scivolò dentro il culo mentre spalancava piano le cosce davanti al pubblico, in bilico su di uno sgabello, cominciò piano a menarlo dentro; e sì, forse non avrebbe scritto delle avventure su Miss Marple, ma inventare una nipotina ninfomane che va a caccia di assassini per redimerli scopando, sarebbe stato un soggetto molto interessante.

Ecco che dal gruppo degli infoiati si alza un timido spruzzo biancastro, Madame X ne ha appena steso uno, e ancora non ho fatto nulla di veramente eccitante. La nipotina potrebbe chiamarsi Lucilla, avere lunghi capelli neri legati in due graziose code ai lati e non indossare biancheria intima. E’ allergica ad ogni tipo di tessuto che le sfiori il pube, solo la carne la sazia dal prurito.

[foto di Jonathan Berkon]

[foto di Jonathan Berkon]

Lucilla, sì potrebbe andare bene, è un nome onesto, una ragazza con un nome così non può che essere intelligente e maledettamente simpatica e non deve per forza succhiare uccelli per guadagnarsi da vivere. Ora le dita le scivolano piano dentro sempre più in fondo, la musica è diventata più dolce, accompagna i movimenti delle anche che si dimenano, ancora un  po’ e…la mano  scivola per intero dentro al culo, pubblico in visibilio.

Se trovassi un agente, un brav’uomo che mi facesse scrivere delle belle sceneggiature, è chiaro che di soli libri non si campa, la mia Lucilla potrebbe essere un’eroina prestata al cinema porno; Hot dor per regia, soggetto, sceneggiatura e perché no, interpretazione. Dio mio quanto sei patetica, adesso titillo un po’ i capezzoli, un “must” in questa topaia di luridi ubriaconi, poi ecco sì, un po’ di vaginale, sfila un vibratore rosa da sotto lo sgabello.

Lucilla è una tosta, ha scoperto che nel suo quartiere si nasconde un feroce criminale, un uomo che ama spaccare in due le donne, quelle che fanno la vita ma anche le altre se non trova di meglio. Il vibratore è dentro quasi per intero, i movimenti convulsi del bacino le fanno raggiungere un eco di orgasmo, maledizione adesso no, devo fare ancora il numero della catenella che si infila in vagina e che poi a forza di osceni contorsionismi sputa nei pantaloni del primo porco che le capita a tiro.

Lucilla è da alcuni giorni che pedina quell’uomo dall’aria dimessa e tranquilla, non farebbe male a una mosca. Ma la casa è un orrendo immondezzaio con un forte odore di marcio, di sangue e di merda. Perché nessuno se ne accorge? E chi crede alle parole di una stupida ragazzina ninfomane con le code? Nessuno, neanche l’ispettore Corazza, quello con le palle troppo mosce e pelose che non gli tira più niente, ma Lucilla sulle gambe se la prende volentieri perché non indossa le mutandine e il suo piccolo sedere sodo gli ricorda di quando una volta era capace di fare godere le donne.

Lucilla ha un gran da fare addosso a quell’uomo e parla e gli racconta della puzza di marcio che c’è da giorni sul pianerottolo di casa sua, e della polacca, l’inquilina che non è più tornata dal suo paese, ma quella, ispettore, fa la vita e ha troppi buoni clienti qui per lasciarseli scappare così.

L’enorme culo di MadameX  sta per terminare lo spettacolo volteggiando nudo e grasso nell’aria, lembi della catenella alla vita le si sono maliziosamente infilati tra le natiche bianche mandando bagliori di inaudite prodezze al pubblico che giace in sala, dopo appena dieci minuti di spettacolo, in un dormiveglia da dopo orgasmo. Ancora un volteggio e una sottile e calibrata pioggia dorata si riversa sul pavimento lurido del palcoscenico tra le urla riaccese degli ultimi spettatori.

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Bene, anche stasera mi sono guadagnata il pane, chissà se Lucilla ha scoperto qualcosa sull’improvvisa scomparsa della ragazza polacca. Non che le stia particolarmente a cuore, ma dentro di lei sente un po’ di pena per quelle prostitute reclutate all’Est e che qui fanno una gran brutta fine. Lei non ha bisogno di protettori, per fortuna, e poi è una artista, i suoi spettacoli sono studiati, quanto meno si preoccupa di variare giochi e strumenti, cambia le parrucche una volta alla settimana e va a comprare i costumi di scena da sé, mica indossa la robaccia che c’è lì nel night. Di solito si serve in un negozietto specializzato lungo il mare che sta aperto anche d’inverno e che offre la biancheria intima in voga nei locali notturni alla moda di Parigi e di Amsterdam. Insomma, non si limita a fingere orgasmi ma abbozza anche una partitura scenica dei suoi personaggi, o così almeno le sembra.

Tornata a casa mise su un pentolino d’acqua a bollire, un uovo sodo la sera con un po’ di insalata fresca è quanto di meglio chiedeva il suo corpo sfibrato dalla dura vita del night. Ormai non sono più molto giovane, devo pensare a trovarmi da fare qualcosa di diverso, sono a dieta perenne sennò il culo  si inquarta, il seno avrebbe bisogno di un’altra ritoccatina…mmm, le cosce però sono ancora sode e forti… certo che una bella fettina di carne una volta alla settimana non sarebbe male…. devo risparmiare, comprare finalmente un locale tutto mio dove io penso a gestire le serate e a contare i quattrini e il lavoro sporco lo lascio alle giovani, magari la storia di Lucilla è buona e ci faccio pure un sacco di soldi, vivo di rendita e mi metto a scopare solo chi dico io, per puro piacere….

Due grosse lacrime presero a scenderle piano sul volto incipriato, tirato e stanco. Aveva messo da parte un bel po’ di soldi negli ultimi anni, e voleva smetterla con quella vita che le lasciava un odore acre di sperma sulla pelle nonostante si frizionasse ogni giorno con del succo di limone. Non ne poteva più di fingere orgasmi sopra sgabelli arrugginiti…ora voleva solo diventare una vera signora e pensare seriamente a scrivere.

Illustrazione di Jonathan Dalton

Illustrazione di Jonathan Dalton

Lucilla non riusciva a dormire quella sera, l’odore di sangue le si era appiccicato sui capelli, aveva provato a chiamare l’ispettore Corazza, ma il telefonino era staccato, decise di andare a casa sua. Era preoccupata, la  polacca era letteralmente sparita, nessuna l’aveva più vista da almeno un mese. Il suo protettore, un napoletano, era disperato e siccome doveva dei soldi ad un numero imprecisato di persone, era sparito anche lui da giorni, non senza prima essersi sfogato con Lucilla della fuga di quella vacca dell’Est che se torna la prendo a calci in culo fino a Cracovia…no, lui non le avrebbe torto un dito, prima perché era un’ottima fonte di guadagno, poi perché in fondo, a modo suo, le voleva bene.

Suonò alla porta dell’ispettore, nessuno in casa. Si mise a sedere sui gradini, ed ecco da lontano la sagoma di Corazza, nel buio una figura grande e grossa cammina con passo lento e pesante, nelle mani stringe un sacchetto di plastica azzurra. Lucilla si alza, l’ispettore si avvicina, dal sacchetto spunta un ciuffo biondo, minuscole gocce di sangue ricoprono il viso dell’ispettore, che ci fai qui? Lucilla trema, l’è parso di scorgere un profilo lì dentro, un naso, una bocca, sembra essere della polacca la testa che Corazza si porta dentro un sacchetto di plastica, prova a gridare, a fare uscire dalla bocca un acuto che le permetta di rinviare l’incontro con la morte, le grosse mani di Corazza le stringono con forza la gola, Lucilla non sente più niente, l’ispettore esperto le ha rotto l’osso del collo senza darle il tempo di realizzare ciò che sta succedendo.

Ha un bel da fare l’ispettore con tutte quella pollastre in giro. L’inquilino del piano di sotto, quello che abita nello stesso palazzo di Lucilla è stato arrestato, è bastato mettere nella cantina di quel poveraccio dei lembi di carne e di pelle strappati dal corpo della polacca e di Lucilla. Ora Corazza si dirige al night “La dolce vita”, stasera si esibisce MadameX. Sarà un lavoretto facile, come le altre, che in cambio di protezione ti spompinano contro voglia e commettono l’errore di entrare in confidenza e di raccontarti i sogni di una vita e dove si trovano i gruzzoli per realizzarli. Tutte uguali ‘ste zoccole, non si fidano di nessuno e nascondono i soldi dentro il materasso.

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