Grândola vila morena

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A metà degli anni 70 sull’Europa volavano ancora i corvi neri del fascismo. Nel Portogallo, la lunga dittatura di Salazar verrà spazzata via il 25 aprile del 1974 dalla rivolta dei capitani progressisti che diedero vita al Movimento Forças Armadas (MFA). In Grecia la dittatura dei colonnelli cadrà il 23 luglio del 1974. In Spagna la dittatura del generale Franco sembrava non finire più e solo dopo la sua morte, che arriverà il 20 novembre 1975 il regime franchista cadrà. Quello spagnolo fu un regime feroce che usò fino ai suoi ultimi giorni strumenti atroci di morte come la garrota, usata l’ultima volta in Spagna  il 2 marzo 1974 per l’esecuzione del giovane catalano Salvador Puig Antich, anarchico e militante antifranchista.

La Rivoluzione dei garofani fu il colpo di Stato incruento attuato nel 1974 da militari dell'ala progressista delle Forze Armate del Portogallo che pose fine al lungo regime autoritario fondato da Salazar

La Rivoluzione dei garofani fu il colpo di Stato incruento attuato nel 1974 da militari dell’ala progressista dell’esercito portoghese che pose fine al lungo regime autoritario fondato da Salazar

Quest’anno ricorre il 40° Anniversario della Rivoluzione dei Garofani, (Revolução dos Cravos), la Rivoluzione Portoghese, e mi piace ricordarlo perché per noi giovani di allora, militanti antifascisti, la caduta delle dittature fasciste in Europa fu una gran festa. La più straordinaria di queste vittorie democratiche, anche perché la meno aspettata, fu quella portoghese perché con la caduta di Marcelo Caetano, primo Ministro all’epoca, delfino del dittatore Oliveira Salazar morto da 5 anni, tornarono libere anche le colonie d’oltremare dove il colonialismo portoghese aveva operato una repressione tremenda contro le popolazioni della Guinea Bissau, del Mozambico, dell’Angola e delle Isole di Capo Verde e contro i movimenti di Liberazione di questi paesi.

Gli artefici di questa Rivoluzione furono militari che si definirono marxisti, capitani e altri giovani ufficiali dell’esercito portoghese, che combatterono nelle colonie d’oltremare, stanchi di vedere il loro paese impoverirsi, perché ormai le spese per la sporca guerra divoravano il bilancio nazionale.

Erano stanchi di vedere morire i loro compagni in una guerra assurda e inutile, anche perché ormai il colonialismo era morto.

Il colonnello Otelo Saraiva De Carvalho, l’ammiraglio Rosa Coutinho ed altri militari furono i leader della Rivoluzione dei Garofani, così chiamata perché i fucili dei soldati portoghesi non spararono un colpo e nelle loro canne i giovani infilarono garofani che i militari mostravano ai portoghesi con orgoglio e allegria. Era stata una fioraia che per prima offrì garofani ai soldati e i garofani (cravos) divennero simbolo della Rivoluzione e un segnale per le truppe governative affinchè non opponessero resistenza. Furono giorni di gran festa in tutto il Portogallo.

Sentii il bisogno di trovarmi in mezzo a questi avvenimenti per vederli e viverli da vicino. Erano passati poco più di due mesi e ai primi di luglio partii con la mia Dyane rossa, con la mia ragazza e due amici di Rimini che scelsero di fare il viaggio di nozze con noi. Al ritorno scrivemmo cinque lunghi articoli per un giornale riminese, “Il Progresso”, organo del Partito Comunista locale.

Manifesti in Portogallo nel luglio '74 [foto: Giorgio Giovagnoli]

Manifesti in Portogallo nel luglio ’74
[foto: Giorgio Giovagnoli]

Parlammo di ciò che avevamo visto e ascoltato, da Lisbona a Coimbra, dall’Alentejo all’Algarve. Pubblicammo le interviste fatte alle dirigenti delle donne e dei giovani comunisti, ai militari e le impressioni di cittadini portoghesi. Portammo materiale politico e di propaganda in Italia attraversando la Spagna franchista con il timore che alla frontiera perquisissero l’auto e lo trovassero. Scegliemmo di passare un posto di confine il più sperduto possibile. E così fu. Un soldatino spagnolo, mezzo addormentato, ci lasciò passare senza far alcun controllo. Col materiale allestimmo una mostra alla Fiera di Rimini nel corso di una delle pochissime feste dell’Unità che si fecero in quella struttura.

Perché il titolo “Grândola Vila Morena”? “Grândola Vila Morena”, del grande José Afonso detto Zeca, era una canzone proibita in Portogallo che veniva cantata solo nelle riunioni sindacali. Il colonnello Otelo De Carvalho scelse questa canzone come il segnale della rivolta.

In un ciclostilato che venne distribuito ai reparti che avevano aderito alla rivolta venivano indicate le operazioni militari che si sarebbero svolte: “Tra le ore zero e l’ora una del 25 aprile 1974, il programma di Radio Renasenca trasmetterà la seguente sequenza: a) lettura delle strofe della poesia Grândola Vila Morena; b) trasmissione della canzone dallo stesso titolo interpretata da José Afonso”.

L'autore dell'articolo, Giorgio Giovagnoli, intervista il dirigente del Partito Comunista Portoghese, Edgard Valles, a Lisbona nel luglio 1974

L’autore dell’articolo, Giorgio Giovagnoli, intervista il dirigente del Partito Comunista Portoghese, Edgard Valles, a Lisbona nel luglio 1974

Chi ascoltò quella canzone nella notte del 25 aprile dichiarò di essere rimasto sbalordito perché tutti sapevano in Portogallo che quella canzone era proibita. Sotto il regime di Salazar e Caetano non poteva che essere così perché queste erano le parole che recitava: “Grândola vila morena, terra da fraternidade, o povo è quem mais ordina, dentro de ti o cidade (“Grândola città bruna, terra della fratellanza, è il popolo che comanda, dentro le tue mura”). Grândola è infatti una città dell’Alentejo (una regione del Portogallo) terra di grandi lotte contadine, dove cadde sotto il piombo della polizia, nel 1954, Caterina Eufemia ricordata in un’altra canzone di Zeca Afonso con queste parole: ”Chi vide morire Caterina, non perdona chi la uccise”.

Eppure in Portogallo i militari non spararono un colpo. Ci furono, però, quattro vittime, uccise dalle forze lealiste della DGS, più nota come PIDE, la famigerata polizia segreta portoghese.

La Rivoluzione scattò puntualmente la notte del 25 aprile 1974 e spazzò via la vecchia e feroce dittatura dei vecchi Salazar e Caetano. Il 25 aprile in Portogallo è la festa nazionale, ma di quella Rivoluzione e dei suoi protagonisti resta ben poco. Fa piacere comunque ascoltare, di tanto in tanto, che nelle lotte di questi anni e anche di questi mesi, nelle piazze delle città portoghesi si sentano ancora le note di “Gràndola Vila Morena”.

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Cosa ne è stato scritto

  1. anselmo

    Pazzesco.
    Tu sei quello che nel film è interpretato dal figlio di Giannini. Sei lo schermo che si fa carne ed anche questo è un elemento della bellezza de L’Undici.
    Per chi vuole vedere la storia – romanzata – di questo signore qua, del “grande studente dell’Università di Bologna, scappato a Parigi perché ormai a Bologna se le era già fatte tutte”, prendetevi il leggero e divertente “Alla rivoluzione con la Due Cavalli”. Più o meno dello stesso periodo “Capitani d’aprile” con Accorsi.
    Per ascoltare invece “Grandola Villa Morena”, consiglio “Liberation Music Orchestra” di Charlie Haden.
    Minkia che emozione

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