Dream: ON…Un sogno preconfezionato!

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“Sogno o son desto?”, una domanda che non potrebbe più avere alcun significato, ora che il sogno si conforma sempre più alla vita reale, che le cose brutte non si affrontano, ma si ci dorme semplicemente sopra! Nell’epoca intasata dai media e da panorami mentali creativi, colorati, splendidi, spensierati; la sofferenza e il sacrificio sono bandite come se fossero delle piaghe inaccettabili e fuori moda.

"L'incubo", dipinto di  Johann Heinrich Füssli

“L’incubo”, dipinto di Johann Heinrich Füssli

I rapporti umani vengono bombardati dall’interno, sacrificati ai miti della faciloneria e dell’apparenza. Ogni cosa esiste solo nel momento in cui viene approvata dal mondo esterno, cliccata, linkata, commentata. La nostra esistenza appare sempre più simile a un sogno proiettato sul grande schermo, in una sala che non è limitata da quattro mura, bensì si estende al mondo intero.

Per secoli l’uomo ha vissuto nella paura di non discernere la verità dalla falsità, il desiderato da ciò che realmente era; siamo andati al teatro, al cinema, al circo, abbiamo letto libri fantastici, tenendo sempre a mente la fatidica frase: “Questa è solo fantasia”; ci siamo immersi nel vortice impetuoso della tempesta mediatica e abbiamo appreso notizie distorte, ambito al successo, alla bellezza, alla ricchezza.

Adesso le chiavi mediatiche sono confuse, perché abbiamo smascherato il sistema e crediamo di poterlo governare, ma esso si è ormai impadronito di noi, si nutre delle nostre carni e brulica nelle nostre viscere come un serpente velenoso, alla cui sostanza nociva oramai siamo immuni. La realtà è troppa, ci confonde e ci costringe a una scelta tra milioni di prodotti, tra migliaia di strade da attraversare, donne e uomini con i quali condividere il letto e le spese, libri da leggere, film da guardare, medicine da ingerire, alimentazioni da seguire.

La tecnologia ci ha fornito le basi per lavorare di meno, per avere del tempo libero per noi, senza rendersi conto che in effetti, oltre a liberare il tempo, ci ha liberato dalle catene della routine, dai dogmi, dalle credenze… però ci ha incatenati a un sogno, ci ha fatto credere invincibili, in grado di intendere il nostro destino e di essere ciò che vogliamo, anche il nostro io più nascosto.

unnamedVi chiederete quale sia il “Perché” di queste mie parole. Vi rispondo che si tratta di disgusto, probabilmente anche di un po’ di paura, nell’apprendere l’invenzione di Dream: ON, un’app messa a punto dal professor Richard Wiseman, che ci permetterebbe di decidere i nostri sogni e di ricordarli, così da poterli trascrivere. A prima vista potrebbe sembrare un’invenzione geniale e formidabile, eppure mi mette angoscia il solo pensiero di non potermi stupire, di decidere cosa sognare, come se facessi un’ordinazione al bar.

È senza ombra di dubbio un lavoro raffinato, quello attuato sulla mente, però mi proietta nella pellicola di Inception (un film di C.Nolan, uscito nel 2010. Ma in realtà se ne potrebbero citare tantissimi, ad esempio eXistenZ di Cronenberg), in cui i sogni acquistano più valore della realtà e in cui si creano delle ragnatele di cui è difficilissimo liberarsene. Gabbie dorate di illusione in cui si può vivere più a lungo, ma anche morire, deludersi, soffrire. Questa, d’altro canto, è la vita e questi siamo noi: lunatici, volubili, tristi e felici, facce opposte della stessa medaglia, vogliosi di affetto, benessere, felicità, ma bisognosi di quelle notte di tristezza e dolore capaci di bilanciare l’anima.

unnamedSono del parere che i sogni siano delle storie create da noi a nostra insaputa, è il modo più bello di stupirci: ci rivelano aspettative, ansie, paure, gioie; ci fanno rivivere momenti persi e rincontrare persone morte o che sono uscite dalla nostra vita. E se a volte non li ricordiamo, è perché non tutte le storie sono state create per essere raccontate, alcune hanno il diritto di esprimersi a malapena e di cadere nell’oblio del nostro inconscio. Per cui, se volete raccontare o raccontarvi qualcosa di fantastico e strabiliante, non parlate col cuscino, piuttosto scendete in strada tra la gente e lasciatevi sconvolgere dalle loro vite: avranno un sapore più forte e reale e vi rimarranno impresse nella mente anche senza bisogno di trascriverle. La realtà è più forte dei sogni!

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Chi lo ha scritto

Teresa Monaco

Nata il 7 settembre 1989 in provincia di Siracusa, nel sud più profondo della splendida isola siciliana, laddove ci si perde tra il profumo del mare e gli sguardi del sole. Trasferitami a Roma dopo il liceo, nell'ottobre del 2013 mi sono laureata in "Produzione culturale, giornalismo e multimedialità" (Laurea specialistica di Lettere e filosofia), presentando una tesi sperimentale sul rapporto tra lo scrittore Erri De Luca e i mass media. L’amore per la scrittura (non solo di poesie!), la lettura, l’ammirazione e la sperimentazione di ogni forma d’arte, mi accompagnano da sempre. Sono ottimista e creativa; mi piace viaggiare con la fantasia ed esplorare nuovi mondi. Amo i colori accesi, le parole sussurrate all’orecchio e credo nella bellezza che sconquassa il cuore! Da qualche mese collaboro con L’Undici e con una rivista d’arte.

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