Daria risponde: “Il marito non aiuta ad arginare la suocera invadente”

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Gentile dottoressa,
leggo sempre i suoi articoli che trovo assai interessanti e pieni di spunti di riflessione. Le scrivo perchè ho un problema che non so come affrontare. Ho 35 anni, abito in un piccolo paese della Brianza e sono sposata da un anno con l’uomo che è stato il mio fidanzato per dieci anni. Il nostro rapporto sarebbe bellissimo se solo non si intromettesse mia suocera. Lei è una donna energica, ancora molto attiva nel lavoro e frequenta i salotti bene della società milanese. Nel tempo l’ho ammirata per la sua intelligenza, la sua cultura, la sua eleganza e la sua capacità di essere sempre al posto giusto in ogni situazione.
Ma lei mi ha sempre guardata dall’alto verso il basso facendomi soffrire moltissimo. Io sono una ragazza semplice che viene da una famiglia di operai e ho dovuto faticare molto per essere accettata da lei che avrebbe voluto, per suo figlio, una donna più titolata. Speravo che con il matrimonio avrei potuto recuperare la sua stima e ottenere il suo rispetto. Invece ogni giorno che passa è più difficile, lei è sempre a casa nostra anche se non invitata, tratta mio marito come un bambino e continua ad immischiarsi nella nostra vita e ad interferire nelle nostre decisioni. Sono disperata, che devo fare?
Adriana


Gentile Adriana,

la sua situazione purtroppo non è così rara. Ciò che salta all’occhio dalla sua lettera è che non parla di suo marito. Dov’è? E’ con lui che deve confrontarsi ed è lui a dover mettere i paletti in questa situazione ma perchè non l’ha fatto finora?  Voi siete una coppia e avete il diritto/dovere di difendere il vostro territorio. Ma devo dirle ancora una cosa su cui la pregherei di riflettere. In dieci anni chiunque ha modo di conoscere i comportamenti e gli atteggiamenti delle persone che ha accanto. Cosa le ha fatto pensare che il matrimonio avrebbe cambiato qualcosa?

Cara Adriana, l’ingenuità è una dote nei bambini ma diventa un grande difetto negli adulti. Sua suocera era e resterà così. Ma voi, se volete, sì che potete fare qualcosa. Ricordi però che nulla potrà cambiare se non attraverso un duro lavoro di consapevolezza, di confronto e di ricerca dentro voi stessi. Forse questo percorso non è mai iniziato ed ora, se ci tiene al suo matrimonio, dovrebbe attivarsi, insieme con suo marito ovviamente, ma mi chiedo… a lui interesserà?

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Rita Fornasini

    Credo che manchi autostima in chi si lascia intimorire. Ognuno di noi è unico e irripetibile e nessuna suocera può farci ombra.Divenendo coscienti della nostra importanza il problema svanirebbe e tutto sembrerebbe banale. Un tempo temevo mia suocera, era invadente e spesso usava nei miei confronti gratuite cattiverie e mio marito si coalizzava tacitamente con lei . Ho sofferto molto finché un bel giorno mi sono liberata dal suo giogo sentendomi finalmente libera. Quella libertà comunque non era da lei ma era una conquista interiore.

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  2. Antonio

    È evidente la difficoltà della coppia locutore-interlocutore. Da una parte la specialista, costretta a rispondere avendo a disposizione pochi elementi, dall’altra la giovane donna in pena che si renderà conto di avere inviato una richiesta di aiuto all’insaputa del marito.

    Alla luce di tali elementi, quindi, sembrerebbe impossibile sottrarsi al più incombente dei pericoli, lo stereotipo, che nella fattispecie prende il nome di “Stereotipo della suocera”.

    Avere il quadro chiaro, è operazione impossibile per tutti, ma tentare di averlo è importante, come nel caso in questione, in merito al quale vorrei lasciare un pensiero.

    Premetto di non voler dettare alcuna regola, considerando anche il rischio di incappare in luoghi comuni, ma pur tuttavia alcuni principi trasversali a tutti sento il dovere di dirli.

    I due rapporti di cui si discorre – in cui sembra vedere al centro il sig. X, tra la madre e la moglie – godono di una caratteristica che li rende immuni da qualunque giudizio, essi sono cioè inconciliabili. E imparagonabili. Uno affonda le radici nel legame biologico, l’altro nell’amore. Il primo è ineluttabilmente indissolubile, il secondo è un mistero. Entrambi sono speciali ma viaggiano su due binari distinti e paralleli e per questo destinati a non incontrarsi mai.

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