Daria risponde: “Quante parole e quanti errori per capire i figli”

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i-figliSono mamma di due figli adottati, 22 e 23 anni, due bellissimi figli che io e mio marito abbiamo sempre desiderato.
Ora riguardo gli anni passati insieme, le tante gioie ma anche le tante fatiche, i tanti errori che per amore abbiamo fatto.
Adottare non e’ come partorire un figlio, io lo ho considerato diverso ma non per questo un gesto migliore o minore, sono due esperienze diverse ma della stessa importanza e del stesso carico affettivo.
Forse se ho fatto errori è perché ho troppo ragionato e spesso non mi sono messa nell’onda emotiva che questi figli vivevano e ancora vivono. Dimenticavo che loro erano adottati e le emozioni che hanno vissuto da piccoli hanno in qualche modo segnato, a volte le loro scelte. Molto spesso io è mio marito faticavamo a capire.
La loro fragilità sono nelle relazioni con l’altro, la loro paura di essere lasciati, il loro volere a tutti i costi piacere agli amici, ai fidanzati.
Quanta fatica per farli sentire se stessi, ma ora leggendo un suo articolo quante gabbie abbiamo costruito per proteggerli, ora che sono poco più che adolescenti leggo nei loro occhi questa fatica di crearsi una propria identità, che loro spesso denunciano nel fatto che sono stati adottati, ma che forse noi genitori adottivi tanto presi dal fare bene il nostro compito abbiamo esagerato, soffocato, deluso amato troppo se così si può dire.
Ora riflettendo credo che a volte bastavano i silenzi per insegnare e fermarsi ad ascoltarli, così forse imparavano da se stessi quale strada prendere.
Ora spesso mi metto dall altra parte del tavolo e ascolto, ascolto, loro parlano si ascoltano e sentendosi capiscono cosa bisogna fare.
Non è vero che sempre dagli errori si impara a volte si rischia la vita prima di imparare, come poteva succedere a mia figlia… E allora genitori cerchiamo di aprire le porte delle gabbie.
BPO

 

Cara mamma,
quando diventiamo genitori, naturali o adottivi, nel profondo del nostro cuore scatta una molla. Quella molla ci mette in trazione continua e ci ricorda costantemente che abbiamo una responsabilità: quella di crescere i nostri figli meglio che possiamo, dando loro tutto ciò di cui avranno bisogno, garantendo una crescita sana, una maturazione equilibrata e un futuro quanto più possibile sereno. Vorremmo vederli sempre felici e proteggerli dal dolore, quello che noi abbiamo conosciuto, vorremmo risparmiar loro ogni tipo di sofferenza dimenticando che proprio attraverso di essa si diventa adulti.

Questa energia che vive latente dentro di noi ci accompagnerà per tutta la vita spingendoci a fare scelte, a compiere azioni, ad esprimerci nel modo che più riteniamo sia funzionale alla crescita dei nostri ragazzi. Ma ci sono molti fattori che non teniamo nella dovuta considerazione. Primo tra tutti la consapevolezza dei nostri limiti. Non siamo perfetti. Sbagliamo, e anche spesso. E i nostri figli pagano i nostri errori. Ma sbagliare fa parte della vita, ciò che conta è avere l’umiltà di riconoscerlo e la capacità di perdonarci perchè solo così saremo in grado di capire, di cambiare rotta, di essere meno rigidi, di accettare i cambiamenti, di confrontarci tra di noi e con gli altri e di riconoscere ai nostri figli la capacità di affrontare le sfide della vita.

Lo sottolineo perché è proprio dalla nostra paura e dal nostro crederli perennemente incapaci che scatta la tentazione di proteggerli sempre e troppo, scegliendo noi invece che lasciarli sbagliare, costringendoli, a volte, a percorrere strade che non appartengono loro. E sono proprio queste le gabbie d’amore che creano fragilità e dipendenza. Alla fine della tua lettera dici una cosa bellissima: ora spesso mi metto dall’altra parte del tavolo e ascolto, ascolto, loro parlano si ascoltano e sentendosi capiscono cosa bisogna fare. Brava mamma!
Concludo dicendo che il nostro compito di genitori è quello di ascoltare più che imporre e accompagnare più che dirigere senza dimenticarci mai di continuare a nutrire la nostra anima perchè è da lì che i nostri figli attingeranno forza e fiducia.

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