11 Imperatori e mezzo dell’Antica Roma

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Quando pensiamo a Roma e agli imperatori romani, solitamente nella nostra testa scatta un’immagine epica, se si pensa a Marco Aurelio, oppure folle e tirannica, se si pensa a Nerone. Tuttavia la vita da imperatore non era facile, non solo per la difficoltà di dover gestire un impero delle dimensioni di Roma, con tutti i problemi derivanti, ma anche perché era necessario riuscire a sopravvivere abbastanza a lungo da potersi godere il potere.

La situazione più frequente, tra gli imperatori di cui si conoscono anche ipoteticamente le cause della morte, è l’assassinio (27 regnanti assassinati); subito dopo, strano ma vero, segue la morte di morte naturale con 12 decessi, anche se è doveroso sottolineare che in alcuni casi potrebbe essere stato a causa di una malattia. Al terzo posto nelle tipologie di morti troviamo, appunto, la morte per malattia, che va dalla malattia non specificata, alla peste o ad ipotetici attacchi cardiaci. Questo podio è variabile, perché in molti casi veniva indicato “morte per malattia” anche la morte da avvelenamento progressivo, di conseguenza scambiato per malattia.

Al quarto posto non può quindi mancare la morte per avvelenamento, che conta 5 decessi certi ed è spesso perpetrata dai familiari dell’imperatore (mogli, figli, fratelli). Le ultime due possibilità di morte sono quelle più dubbie e adatte a nascondere possibili omicidi: sto parlando della morte per suicidio, che conta 4 imperatori, e della morte in battaglia che ne conta tre. In questi ultimi sette casi la validità delle testimonianze è dubbia.
Dopo avervi proposto questi dati, vorrei presentarvi i primi 11 imperatori e mezzo dell’antica Roma, partendo da Giulio Cesare fino ad arrivare a Domiziano. Perché 11 imperatori e mezzo? State a vedere!

1Cesare: Gaio Giulio Cesare (101/100 a.C. – 44 a.C.) Fu il primo condottiero ad essere guerriero, console, dittatore e scrittore romano. Con la tirannide di Giulio Cesare soccombe il governo repubblicano e nasce il potere dell’impero. Molti storici lo considerano il primo imperatore e il grande spartiacque nell’evoluzione della civiltà romana. Morì nella famosa congiura delle idi di Marzo (15 Marzo) del 44 a.C., ovviamente assassinato dai congiurati e persino dal figlio adottivo Bruto.

2Augusto: Gaio Ottavio Turino (63 a.C. – 14 a.C.) Augusto ottenne il titolo di Princeps dal Senato, che acconsentì a indicarlo come “primo imperatore” tenendo, però, per se molti dei poteri politici e militari. Ad Augusto (o Ottaviano), vennero concessi i poteri di “Tribunicias Potestas” (assunzione del potere dei tribuni della plebe, cioè poter legiferare anche a nome del popolo), “Impegnum Proconsolare” (consentiva all’imperatore di porre il veto alle decisioni del senato e essere immune dalle pene comminate) e “Pontefice Massimo”(massimo potere religioso, anche sopra i sacerdoti). Augusto morì, secondo alcune fonti, per un avvelenamento che gli causò problemi intestinali per molto tempo. Secondo altre fonti i frequenti attacchi di malessere erano dovuti ad una malattia.

Busto dell'imperatore Tiberio

3Tiberio: Tiberio Claudio Nerone ( 42 a.C. – 37 d.C.) Tiberio fu un princeps molto abile dal punto di vista militare perché estese, in momenti diversi, i confini dell’impero, riconoscendo i propri limiti. Una volta raggiunto un vasto territorio, che rese Roma potente e temuta, decise di interrompere le campagne di conquista per dedicarsi al mantenimento dei confini. Spesso e volentieri si recava in volontario esilio, per poi tornare e riprendere il proprio posto. Fu anche un abile politico e statista in grado di portare vantaggiose riforme sia nella politica interna ed estera, sia nell’economia. Tiberio trascorse l’ultima parte della sua vita in esilio a Capri ma, a causa di alcuni problemi con la successione al titolo di Princeps, decise di rientrare a Roma. A sette miglia dall’Urbe, intimorito dalle reazioni del popolo, cambiò strada e si diresse in Campania, dove venne colto da un malore. Da qui venne trasportato nella villa di Lucullo e, sfiancato da alcuni giorni di delirio, parve morto. Qualche giorno dopo riprese conoscenza e riuscì a trovare un briciolo di sanità mentale. A questo punto il popolo stava già acclamando il nuovo imperatore Caligola e il prefetto Macrone decise di far soffocare con le coperte il vecchio Tiberio.

4Caligola: Gaio Giulio Cesare Germanico (12 a.C – 41 d.C.) Caligola fu il terzo imperatore romano dopo Cesare e, secondo l’opinione comune, un tipo eccentrico e stravagante, che nulla aveva a che spartire con Tiberio. In realtà le stravaganze, i vizi e i gusti eccentrici dell’imperatore, non influirono sul suo operato. Escludendo il fatto che spese gran parte del patrimonio ereditato in vizi, e vendette, anche lui fu un grande economista e un ottimo stratega. In pochissimi anni di regno riuscì a diminuire le tasse e mantenere saldi i confini rendendo minimo il dispendio e le perdite di soldati. Poco prima di essere assassinato iniziò a dare segni di malessere e di squilibrio mentale.

5Claudio: Tiberio Claudio Druso Nerone Germanico (10 a.C. – 54 a.C.) Claudio mostrò fin dalla nascita i segni di lievi squilibri mentali e, per questo motivo, venne tenuto lontano dalla politica fino a quando non rimase l’unico erede maschio adulto della gens Giulio-Claudia. Ottenuto il titolo di princeps fu un abile legislatore, molto prolifico, tanto che alcuni aneddoti gli attribuiscono l’emanazione di 20 editti in un giorno. Fu patrono dell’edilizia pubblica e sostenitore di varie campagne militari, ma queste sue abilità non furono viste di buon occhio dalla sua quarta moglie, Agrippina Minore, madre di Nerone. Se la prima moglie era stata condannata a morte per aver congiurato contro di lui e aver tentato di ucciderlo, Agrippina si mostrò molto più abile. Già in altri casi la donna si era macchiata di omicidio per avvelenamento e la morte di Claudio a causa di un piatto di funghi velenosi è quasi certamente opera sua.

6Nerone: Lucio Domizio Enobarbo Nerone (37 d.C. – 68 d.C.) Solitamente, quando si parla di Nerone, si pensa immediatamente all’imperatore folle che incendiò Roma e incolpò i cristiani. In realtà non era un folle, si era semplicemente adeguato alla follia che imperversava a Roma, alla situazione politica e sociale e alle scelte strategiche del predecessore Caligola, cercando di ingraziarsi il popolo con elargizioni di cibo e giochi circensi. Unica falla nel suo piano, fu il fatto che ignorò completamente l’aristocrazia. Cominciò a mostrare segni di paranoia quando condannò a morte chiunque fosse anche vagamente sospettato di congiura nei suoi confronti, persino sua madre. Tale atteggiamento paranoide era dovuto alle sue scelte politiche filo-popolari che lo resero scomodo alla classe dominante. Nerone si suicidò a 30 anni.

7Galba: Servio Suplicio Galba (3 d. C. – 69 d.C.) Prima di assumere il titolo di princeps intraprese una lunga e ricca carriera politica, completa di ogni carica sostenibile. Alla morte di Nerone divenne imperatore, dopo essere stato acclamato dalle truppe spagnole, ma governò per soli sette mesi, dal giugno del 68 d.C. al gennaio del 69 d. C., quando venne assassinato dai sostenitori militari di Otone. Vi sembrerà poco un regno di sette mesi, in realtà non era così raro. Il potere politico, per soli sette mesi e nelle mani giuste, avrebbe potuto essere vantaggioso.

7 ½Otone: Marco Salvio Otone (32 d.C. – 69 d.C.) Regnò dal 15 gennaio del 69 al 16 aprile del 69. Siamo giunti al nostro “mezzo imperatore”. Alla morte di Galba e dei suoi fedeli Otone venne immediatamente proclamato princeps ma il suo potere non durò che tre mesi perché, nello stesso frangente in Germania, le truppe acclamarono imperatore Vitellio. Dopo aver tentato un accordo i due imperatori si scontrarono sulle rive del Po e, a causa dell’impazienza di Otone che non volle attendere le truppe in arrivo dalla Dalmazia, lo scontro diede la vittoria a Vitellio. Visto il numero di morti per un suo errore, Otone si ritirò per dormire e al mattino si suicidò, probabilmente augurandosi di porre fine alle guerre civili che stavano sconvolgendo l’impero.

Busto dell'imperatore Vitellio

8Vitellio: Aulo Vitellio (15 d.C. – 69 d.C.) Regnò dal 17 aprile del 69 al 20 dicembre del 69. In seguito alla prima battaglia di Bedriaco, nella quale Vitellio sconfisse Otone, nelle regioni orientali dell’impero venne acclamato imperatore Vespasiano, che raggiunse con le sue legioni lo stesso punto della prima battaglia. In questo secondo combattimento fu Vitellio a perdere, costretto ad abdicare in favore dell’altro. L’ex imperatore non poté nemmeno sperare di andarsene, venne ucciso dai sostenitori di Vespasiano.

9Vespasiano: Tito Flavio Vespasiano (9 d.C. – 79 d.C.) Vespasiano fu l’ultimo imperatore eletto nell’ “Anno dei 4 imperatori”, il 69 d. C. In seguito alla morte di Nerone nel giro di un anno vennero eletti quattro imperatori: Galba in Spagna, Otone a Roma, Vitellio in Germania e Vespasiano in oriente. Vespasiano regnò per 10 anni e morì di morte naturale, secondo gli storici, ma anche lui come Augusto, a causa di problemi intestinali.

10Tito: Tito Flavio Vespasiano (39 d.C. – 81 d.C.) Tito, primo figlio di Vespasiano, si distinse subito per la brillante carriera militare e per la forza d’animo e la solidarietà dimostrata in due terribili occasioni: l’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e l’incendio di Roma dell’anno successivo. Svetonio stesso lo definisce “Amore e delizia del genere umano”. Le ipotesi sulla sua morte sono due: secondo alcuni storici potrebbe essere morto di malaria, contratta durante il servizio in aiuto ai malati. Secondo Svetonio, invece, sarebbe stato avvelenato dal su medico Valeno, su ordine di Domiziano.

Statua dell'imperatore Tito

Statua dell’imperatore Tito

11Domiziano: Tito Flavio Domiziano (51 d.C. – 96 d.C.) Fu un imperatore corretto e leale, disinteressato alle conquiste ma solo al mantenimento dei confini. Abbellì Roma dando il via a una nuova stagione dell’edilizia pubblica. Resosi conto della difficoltà da parte del popolo di sostenere i dualismo governativo di Senato e imperatore cercò di trovare un compromesso che gli costò una prima congiura che Lucio Antonio Saturnino fallì. Al secondo tentativo Domiziano non ebbe scampo e morì assassinato.

Questi sono solo 12 degli imperatori della storia romana, tuttavia la successione al potere non cambia, assassini, avvelenamenti, suicidi erano i metodi migliori per un cambio al vertice. Se i greci non esitavano a raccontare anche gli aneddoti più umilianti, i romani cercavano, invece, di mantenere una certa virtus anche nel ricordo della morte, rispettando le qualità e le doti dei condottieri.

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Chi lo ha scritto

Tamara V. Mussio

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Laureata in Storia della Lingua italiana all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Follemente innamorata di tutta la letteratura classica greca e latina, vivo di caffè, libri e musica. La parola d'ordine nella mia vita è "conoscere", per poter "cambiare". Sono una ragazza pratica, diretta, che non crede nel destino. Il mio motto è "Homo faber fortunae suae", "L'uomo è artefice del proprio destino", a sottolineare la forza di ogni persona che voglia raggiungere i propri obbiettivi. Leggo e ascolto di tutto, ma il mio romanticismo marmoreo mi impedisce di apprezzare i romanzi rosa. Dall'alto della mia bassezza (1,48 m) cerco di mettere a frutto tutti i pregi e i difetti che ho.

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