Ditelo con un fiore, se vi pare: il bucaneve

6
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Eh no, non è ancora primavera.

Anche se nel vostro giardino sono già spuntate margherite, primule e viole.

Anche se l’altro giorno l’avete sentita – sì, distintamente! – quell’aria di primavera, tiepida e profumata. Sarà il föhn?! 

Nomen omen

Nomen omen

Vogliamo forse parlare, come ai tempi delle scuole elementari, del mazzolin di rose e viole che reca in mano la donzelletta che vien dalla campagna in sul calar del sole?? No, dai, basta.

Siete stanchi delle solite brutture? Odiate il grigio in tutte le sue sfumature? Avete sfidato gli psicologi delle Forze Armate ammettendo, al questionario dei tre giorni, che sì, vi piacciono i fiori? La primavera è la vostra stagione preferita? Se avete risposto sì ad almeno una di queste domande, questa pagina è per voi. Altrimenti, giratela.

Parliamo invece del galanthus nivalis: il bucaneve!

Non è il biscottino che vi comprate al supermercato per fare colazione, bensì il timido fiorellino che incontrereste se faceste una passeggiata in montagna in questa stagione.

"Trova l'intruso": lo riconoscete?

“Trova l’intruso”: lo riconoscete?

Si parlerà della varietà spontanea che cresce nel nostro territorio, comunque sappiate che ne esistono altre, coltivate soprattutto all’estero, che si differenziano per una diversa dimensione dei fiori o per la fioritura in periodi diversi.

Il genere galanthus deriva dalle parole greche “gala”= latte, perché è bianco come il latte, e “anthos”= fiore. Il nome specifico (nivalis) fa riferimento alla sua precoce fioritura in mezzo alla neve.

Nella pratica, dove lo possiamo trovare?

In generale, in Europa meridionale e nelle zone caucasiche. Nell’Italia continentale, praticamente dappertutto tranne che in Calabria (dove troveremmo suo cuggino, il galanthus reginae-olgae Orph). Nelle nostre isole maggiori, non pervenuto.

Attenzione ai simulatori:

Leucojum vernum L. o campanellino o falso bucaneve (a-ha!): appartiene alla stessa famiglia, le Amaryllidaceae, fiorisce nello stesso periodo e sui medesimi terreni, ma si distingue per la corolla più rotonda e per i tepali bianchi ma tutti uguali e macchiati di verde all’apice.

Gagea lutea (L.) Ker-Gawl o cipollaccio stellato: possono essere confusi con i bucaneve soprattutto prima della fioritura. Comunque, il cipollaccio ha foglie singole e non appaiate, acute all’apice e non arrotondate, solcate da tre nervature e non una sola,  come i nostri bucaneve. Ma soprattutto,  i suoi tepali sono gialli.

Cercatelo nei boschi di latifoglie, nei cespuglieti o nei prati, comunque nelle zone a mezz’ombra. Nell’Italia centro-meridionale è una specie prevalentemente montana, mentre nel Nord Italia, in Toscana e nelle Marche si trova anche nelle pianure alluvionali ed in prossimità delle coste.

Di bucaneve si parla da secoli.
Qualcuno lo chiama “Stella del mattino” perché è uno dei primi fiori ad apparire nel nuovo anno. Inoltre, pare sia considerata una pianta sacra e simbolica anche in alcune feste religiose, sia cristiane che pagane (ma non chiedetemi quali).

In Inghilterra (paese che dovrebbe ringraziare le nostre Alpi, perché fu proprio la Regina Elisabetta a prelevarli da qui e trapiantarli da quelle parti) circolano un paio di leggende, poco differenti l’una dall’altra, che legano il bucaneve ad Eva (proprio lei, quella della mela): nel primo la donna, colta dallo sconforto di trovarsi su una terra buia e gelida, dopo la cacciata dal paradiso terrestre, riprese forza e speranza proprio dopo aver visto apparire un bucaneve, miracolosamente fatto spuntare da un angelo. Chissà se quel bucaneve l’aveva solo visto o…

Cu-cu!

Cu-cu!

L’altra leggenda racconta i fatti un po’ più dettagliatamente: pare che l’angelo di cui sopra, impietosito dall’intima sofferenza di Eva, scese addirittura  sulla terra per incontrarla e consolarla (un vero angioletto!).
Infatti, da quando quei disobbedienti di Eva e Adamo fecero la nota sciocchezzuola che costò loro la cacciata dall’Eden, il creato subiva catastrofi inenarrabili.
Perciò, mentre  discorreva con lei, l’angelo soffiò su un fiore,  guarda caso uno dei nostri bucaneve, al quale ordinò di riprender vigore e propagarsi. “Questo fiore – disse l’angelo – ti sia di garanzia che l’estate arriverà”.

Ora veniamo alle curiosità.

Si dice in giro che il bulbo del bucaneve applicato sulla cute, fresco o essiccato, acceleri la “maturazione” di foruncoli, ascessi e pustole (lo state immaginando, sì?) e che sia utile per eliminare le volgarmente dette “cipolle” dei piedi (l’alluce valgo). Provare per credere.

Guardare ma non toccare

Guardare ma non toccare

In ogni caso, fate attenzione a non ingerirlo, perché il Galanthus nivalis contiene un alcaloide chiamato galantamina, una molecola che interagisce con l’acetilcolina, neurotrasmettitore fondamentale per la regolazione di funzioni vitali e perciò potenzialmente letale. Le proprietà anticolinesterasiche della galantamina vengono comunque utilizzate anche a scopo terapeutico, ad esempio nella malattia di Alzheimer, con risultati che non sto qui a raccontarvi perché… è un’altra storia.
Detto questo, ribadisco: non preparatevi infusi di bucaneve se siete smemorati, perché potrebbe essere molto pericoloso.

Piuttosto, regalateli.
Il bucaneve è sinonimo di augurio.

“Auguri!” “ E per cosa?” “Così, per tutto”.

L’inverno è quasi finito, benvenuta primavera!

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Viviana Alessia

    Piccolo bucaneve! Quand’ ero piccina conoscevo un posto che tutti avrebbero potuto vedere e raggiungere perché si trattava di una chiazza innevata del prato che gia’ scioglieva il suo niveo manto. Oltre il prato, invece, gelava ancora, accanto alle prode che ricominciavano timidamente a rinverdire, l’ acqua del ruscello che aveva finito la sua corsa e si preparava con sapiente lentezza a perdersi nel grande fiume che lo aspettava. Il prato, tutto soleggiato, costeggiava il fianco destro della strada sterrata che conduceva al paesello. Sulla sinistra il ripido colle ancora innevato. Addentrandosi di poco nel prato, ai piedi di un vecchio gelso dai lunghi rami spogli, si ammucchiava per un tempo più lungo la neve che cadeva copiosa ad ogni invernata . Avevo scoperto, chissà come, che nel bel mezzo di quel mucchio di neve addormentata al sole spuntavano ogni anno, imperturbabili, i bucaneve, piccoli, bianchi, delicati. Ogni volta mi accovacciavo a guardarli a lungo, incantata. Splendevano di candore sotto il sole che li scaldava. Un lieve profumo di miele intorno. Li raccoglievo quasi tutti in un minuscolo mazzetto, con la maestria segreta che solo i bimbi conoscono, tutta sola e guardinga. Portavo a casa mia quel primo sentore di primavera che tenevo solo per me. Non dissi mai a nessuno dove raccoglievo i bucaneve. Ogni anno essi mi aspettavano silenziosi, in tutta la loro grazia. Prato, gelso, bucaneve non sono più la’ ad attendermi coi loro antichi segreti. Villini e ghiaia sterile di cortili li hanno strappati alla terra generosa. Inutilmente ho cercato, nel seguitare della mia vita, una macchia di bucaneve ai piedi di qualche albero, a ridosso di qualche muro, presso un ciglio di fosso. Quei piccoli bucaneve della mia infanzia sono rimasti con essa, unici e soli, sospesi nei miei ricordi di un paesello lontano dal mondo, sconosciuto, incantato nella sua silente e placida esistenza.

    Rispondi
  2. Antonio Capolongo

    Vorrei ancora dirlo con un fiore, ma quale mi consiglierebbe l’autrice in autunno?
    Nella speranza di un nuovo articolo, la saluto.

    Rispondi
    • AeRRe

      Caro Antonio, non è per aggirare la domanda con eleganza, ma il mio consiglio è di guardarti intorno e scegliere quello che ti piace di più. O che sai apprezzerà particolarmente la fortunata persona a cui è destinato. ;)

      Rispondi
  3. marinda

    Grazie, sai che mi han fatto credere, sino ad ora, che i crocus fossero bucaneve? O c’è un nesso?

    Rispondi
    • AeRRe

      L’unica cosa che mi viene in mente è che sono entrambi delle bulbose e fioriscono in montagna. A dir la verità, l’altro giorno non ho visto nè l’uno nè l’altro, solo tante primule, viole, ciclamini ed ellebori. Ma credo che per il crocus sia un po’ presto. E poi…il crocus (sativus) se magna! :) Comunque è fatto così: http://serres-du-breuil.pagesperso-orange.fr/447crocus.jpg (spero si veda)

      Rispondi
      • marinda

        Esatto è proprio quello che ho sempre considerato il bucaneve, forse perchè lo vedevo in montagna fra le ultime nevi che si scioglievano

        Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?