Cinque pagine (e mezza) di Facebook da conoscere per forza

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Facebook è zeppo di gente.
È zeppo di zombie.
È zeppo di pagine.
È zeppo di pagine zombie.
Ed è zeppo di immani cazzate, che per una mera questione di forma potremmo identificare col termine “amenità”.
Ma per fortuna è anche ricco di personaggi e pagine intelligenti, umoristiche e geniali.

Saltando a piè pari, ad occhi ben chiusi e con una forte musica in cuffia le pagine bimbominkia, quelle dei fissati, dei mistico-complottisti senza speranza, degli esaltatori di infami personaggi e dei senza-più-una-vita-nel-triste-mondo-reale, vorrei far conoscere a chi non le conoscesse delle probabilmente già ben conosciute pagine di umorismo intelligente che rendono l’esperienza quotidiana sul montezuccheroso social network alquanto più varia e un po’ meno grama.

Gli elenchi di questo tipo già reperibili sulla Rete si sprecano; bene, questo è il mio. Siamo su L’Undici e so che dovrei fare un elenco di undici voci, ma poiché ciò supera di non poco le mie facoltà lo dimezzerò e quindi ci saranno solo cinque voci, e mezza.

1 – Carlo Maria Rogito [senza link, leggi in seguito]

carlomariarogito

il Maestro Carlo Maria Rogito

Il Sommo Maestro, il Poeta maledetto, ingenuo, impavido, cinico, sballatamente rock, sempre coi “caps alzati” distilla la sua immensurabile saggezza con ortografia e punteggiatura sapientemente “creative” dalle sue pagine che nascono, vengono bannate, spariscono per un po’ e poi risorgono con nomi differenti (al momento in cui scrivo è nuovamente senza pagina, ma c’è quella di un fan per consolarci).

Dai brulli liti foggiani egli, sempre diretto, caustico e baldanzoso commenta a modo suo l’attualità, ci fa conoscere le bulle lettere di suo cugino Giampy che è andato a Milàn ed ora è uno che ce l’ha fatta, ci parla della sua infanzia violenta e delle sue supereroiche tecniche mortali di combattimento (è nientedimeno che il “FONDATORE SCUOLA PAUROSA DI TECNICHE DI COMBATTIMENTI E STATO DI MORTE APPARENTI BASATO SULLA NOBILE ARTE NINGIA ITALIA”), lascia i suoi consigli ed apprezzamenti sulle bacheche di personaggi molto famosi, ci parla della sua amorosa fiamma Janira Caraibica, ci mostra la Verità tramite le sue profondissime vignette disegnate alla meno peggio col Paint, a chi gli scrive “ti amo!” risponde con un “OK”.

Solo una ed una sola rarissima volta i suoi devoti adepti, tra cui anch’io ebbi la fortuna, poterono leggere un post scritto “normalmente”, un post sull’amore, dal quale palesemente compresero ancora maggiormente l’intelligenza e la sensibilità della misteriosa persona che si cela dietro al geniale personaggio del Maestro.

FEL

Sacro stemma di Feudalesimo e Libertà

2 – Feudalesimo e Libertà

Lo Imperatore chiama, la plebe risponde!
Direttamente da Aquisgrana il legittimo regnante dell’italico Impero e la sua illustrissima corte, sotto l’insegna di FEL, partito politico che predica il ritorno al mos maiorum cavalleresco e pugnace del glorioso periodo medioevale ed al “ripristino dei diritti feudali in Italia e in Europa”, magnanimamente si abbassano ad utilizzare i moderni mezzi, come l’elettronico “musotomo” (senza dimenticare che il ruggito dello Imperatore riecheggia anche attraverso tuittero) per emanare i loro giusti proclami e sacri ammonimenti, democraticamente rivolgendosi sia agli illustri Signori che alla ignobile plebaglia.

Con forbito linguaggio volgare italo-latinizzante (senza andare troppo per sottigliezze, ché Lo Imperatore ha comunque sempre ragione) ed autarchiche traduzioni dei nomi stranieri, FEL si pone come fulgido araldo dei diritti feudali e nobiliari e robusto baluardo contro l’avanzare dei moderni usi e costumi corruttori e dell’ “oppio della democrazia”.

FEL, tramite pubblicazioni consistenti in forbiti e nobilissimi testi associati a pergamene illustrative (alcune graficamente per nulla male) ad uso del popolo analfabeta, giudica e lancia anatemi contro la modernità, contro i loschi figuri pubblici che giornalmente fanno parlare ignominiosamente di sé, il relativismo, il multiculturalismo, le pari opportunità e le demoniache trappole del finto progresso, le amoralità e gli usi della moderna società.

FEL glorifica e propugna invece una società priva di disoccupazione (c’è sempre una vanga che attende tutti gli abili al lavoro perché si spacchino la schiena ad arare le terre dei padroni per sedici ore al giorno in cambio di un tozzo di pane raffermo ed un pagliericcio per la notte), basata sui sacrosanti diritti di nascita e sulle giuste punizioni corporali, in cui con sani rimedi naturali si combattano le pestilenze e, soprattutto, in cui ogni fiorino eccedente i bisogni dei Signori venga speso per costruire ampie navi ed armare flotte di valorosi da inviare verso le crociate in Terra Santa contro l’invasore Saracino: assediare ed infine liberare Gerusalemme, questa è l’agognata meta!

I ragazzi (quelli reali) dietro FEL ci sanno fare, sono intelligenti, arguti e si stanno aprendo varchi nel mondo reale, invitano i “sodali” a inviare i propri dagherrotipi raffigurantili in abito pugnace, figurano come “guest star” presso numerosi locali in giro per l’Italia, compaiono in apparizioni radiofoniche, hanno un ganzo inno ufficiale con tanto di video ed hanno aperto uno store online (bottega) di casacche ed indumenti di rimembranza feudale.
Per Lo Imperatore, alla pugna!!!

3 - Servitevi DA SOLI

Servitevi DA SOLI

Servitevi DA SOLI, il libro

Che tipo di persone potranno essere incontrate in un grande negozio di elettrodomestici lavorando a contato con “la gggente”?
Persone DI TUTTI i generi.
Almeno questo è quello che racconta, in maniera “semiromanzata”, un commesso di lungo corso di una grande catena di negozi, quotidianamente alle prese con le più improbabili figure umane che si possano incontrare tra la clientela e situazioni assurde meritevoli di narrazione che avvengono dentro o fuori il negozio.

Il tutto narrato con uno stile sapiente ed inconfondibile, da scompisciarcisi, con discorso diretto, romanaccio, cinico e disincantato.
Come altri anche loro si evolvono nella realtà ed hanno creato un libro che raccoglie una summa delle storie narrate, che i followers affezionati ovviamente non mancano di acquistare e fotografare inserendolo nelle situazioni più disparate

4 – Favio Bolo

Favio Bolo

Simpatica caricatura di Favio Bolo

Questa preziosa pagina che non-poteva-non-esistere “prende spunto” dagli effimeri, semplificati pensieri e modi di dire di un noto personaggio di cui anagramma il nome, il quale, in conseguenza della propria carriera di ex-radiofonico, passato per la TV e per il cinema è ovviamente sbarcato nell’editoria e grazie ai suoi supervenduti libri viene amato ed osannato dal grande pubblico per la sua presunta genuinità.

Con delle semplici vignette testuali, non disdegnando qualche volgarità e persino incursioni in campi come la fisica oltre a rimestare nell’attualità, Favio Bolo ci regala perle di saggezza intrise di banalità, sillogismi circolari ed equivoci lessicali, ovvietà ovviamente ovvie per ovviare alla mancanza di ovvietà della complessa vita moderna, che talora sfiorano la pura poesia e non mancano spesso di spingere alla condivisione.

Favio Bolo coi suoi “momenti di vita vissuta male” sembra portare avanti la missione di farci ripensare al sopravvalutatissimo mito del normalismo e della semplificazione ad ogni costo, di riportarci coi piedi per terra e farci riconsiderare il peso ed il significato delle parole, spesso alterati dall’aura quasi mistica che alcuni personaggi creano intorno a sé per nascondere quello che per qualcuno potrebbe essere solo un certo vuoto…

5 – Il coinquilino di merda

Il Coinquilino di Merda

Il Coinquilino di M.

Il coinquilino di merda è quello che in tua assenza allaga la casa, si appropria impunemente della tua roba, lascia il frigo aperto nel fine settimana, sbaglia detersivo nella lavastoviglie, torna sbronzo e vomita nella vasca, fa sesso selvaggio con il/la compagno/a nella stanza affianco.
Quello con cui, volente o nolente, devi condividere spazi ristretti e il prezioso tempo sottratto allo studio e a cui è impossibile far rispettare elementari regole di convivenza civile.

Quello che quando ti capita di incontrarlo cominci ad interrogarti su quali enormi torti verso l’umanità abbiano compiuto i tuoi antenati perché il Fato ti percuota con cotanta cieca malvagità. Oppure quello che ti sorprende e ti strappa un sorriso con la sua sbadataggine, le trovate sempre nuove o con con trovate davvero geniali
.
In questa esilarante pagina vengono appunto raccolte le testimonianze, i racconti e le fotografie di episodi di convivenza studentesca, strani ritrovamenti, preoccupanti scoperte, narrazioni epiche che rimarranno negli annali (vedi la “mirabolante storia della patata“).

Anche i gestori di questa pagina si danno da fare, con un blog che raccoglie con ordine tutti i contributi inviati, un calendario, strisce fumettistiche ed anche apparizioni radiofoniche e televisive.

5 e ½ – Tu

Eccoci infine giunti alla mezza pagina: la tua.

Tu

Com’è la tua pagina Facebook?
Rileggendoti, scorrendo la tua bacheca, tornando indietro “nel tempo” a quanto da te stesso inserito nei voraci database di Palo Alto, quale impressione ti da la tua stessa pagina?
Per alcuni la propria pagina Facebook non sarà probabilmente un aspetto fondamentale della propria vita, mentre per altri è ormai una realtà realmente parallela, in cui un mezzo insulto virtuale può scatenare rappresaglie nella vita reale, e viceversa.
C’è chi utilizza il potente mezzo alla guisa di un paramecio decerebrato per condividere soltanto video beceri, chi come esclusivo pulpito edonistico pubblicando continuamente selfie a torso nudo allo specchio o provocanti foto al mare con le ultralovvate amicixxime x smpr, chi come longa manus familiare per tenere aggiornati i parenti su nascite, matrimoni e decessi, chi come quotidiana rassegna stampa sui fatti del mondo, chi come effimero sfogatoio momentaneo per emettere esclamazioni incontestualizzabili a-posteriori, e chi vi ripone con fiducia impegnati e profondi pensieri ed articolate riflessioni sulla vita.
Ognuno con la sua pagina ci fa quel che vuole, ci mancherebbe altro.

Il punto è:  indipendentemente dal peso che le si può attribuire, che concetto ti faresti di te stesso se leggessi estratti dalla tua cronologia faccialibresca?
Riusciresti innanzitutto a comprendere che diavolo volessi dire con quel “Finalmente!”, che peso attribuiresti al laconico “Stanco” pubblicato una sera di tanto tempo fa e quale profondo ricordo riporterebbero alla luce quel “Aaaahhh” del 23 maggio dell’anno scorso?
Troveresti invece che ciò che scrivesti sia comprensibile e contestualizzabile, ancora attuale, interessante, utile, divertente, stimolante?

“Amenità” e pagine intelligentemente divertenti a parte, FB è uno strumento potente e rischioso; il mio consiglio è di essere lungimiranti: la tua pagina potrebbe sopravviverti quando sarai morto…

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