John Wayne circondato dagli omosessuali

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Dallas Buyers Club La trama è schietta e semplice: un cowboy omofobo contrae il virus dell’AIDS. I medici lo danno per spacciato, gli restano da vivere trenta giorni o poco più. Attraverso disperati stratagemmi atti a procurarsi farmaci sperimentali per curarsi, il nostro protagonista si spinge fino in Messico al fine di trovare una cura alternativa al male che lo affligge. Inizia quindi ad importare illegalmente sostanze non approvate dalla commissione sanitaria statunitense e fa dell’egoismo un business.

Dallas Buyers Club
Regia: Jean-Marc Vallée
Interpreti: Matthew McConaughey, Jared Leto, Jennifer Garner
Genere: Drammatico
Produzione: USA
Premi: nominato a 6 Oscar, vincitore di 2 Golden Globes (a Matthew McConaughey e Jared Leto)

Consigliato a: chi apprezza Matthew McConaughey
Sconsigliato a: chi odia i luoghi comuni


Un film privo di particolari virtuosismi, sia nella regia che nella sceneggiatura. Tutto pesa sulle spalle dell’emaciato lead actor, un Matthew McConaughey in stato di grazia, unico pregio della pellicola in esame.

Jean-Marc Vallée tenta un pallido e spaurito attacco alle case farmaceutiche e alla burocrazia sanitaria statunitense, ma pecca di mancanza di coraggio. Il film infatti non è un manifesto politico, ma non è neanche un vero e proprio “drama movie”. Shakera entrambi i generi ma non riesce a legarli, così come faceva egregiamente un film di qualche anno fa: “The Constant Gardener” di Fernando Meirelles. Emozioni, verità nascoste e tensioni si intrecciavano in una trama viva, la quale trattava fondamentalmente lo stesso argomento (test farmacologici su cavie umane, HIV, interessi delle case farmaceutiche) arrivando al cuore di chi guardava. Ma, si sa, in America vanno pazzi per le storie di redenzione, quelle nelle quali in due ore un buzzurro texano diventa un santo. Perché in fondo è la storia dell’America stessa, ce l’hanno nel dna.

AMF_1593 (592 of 903).NEFMcConaughey recita bene la parte, fa i suoi assoli da bassista carismatico del cinema quale è diventato dopo “Killer Joe” ma ruba parecchio screen time alle sue due spalle nel film: Jennifer Garner e Jared Leto, il quale inspiegabilmente sta riscuotendo premi e successo per il ruolo dell’omosessuale malato di AIDS. Inspiegabilmente perché ormai tutti ne hanno piene le tasche del cliché del gay tutto boa di struzzo e lustrini che parla come una principessa Disney anni ’50. E non bastano di certo due scene dove si finge di piangere a secco e si sputa sangue finto per vincere un Oscar. Ma tant’è…
Dallas Buyers Club si potrebbe infine definire come un racconto “sentimentale” a tratti un po’ ruffiano: cerca di far l’occhiolino a tutti senza far incazzare realmente nessuno, seguendo le gesta di un eroe che è molto meno profondo e ricco di buoni sentimenti rispetto a quanto l’ottima interpretazione di McConaughey vuol far credere.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Giulio

    Credo che tu non abbia visto bene il film. Non sono d’accordo con quanto scritto.
    Forse dovresti rivederlo!!

    Rispondi
    • Serena Risitano

      Le percezioni e le opinioni sono soggettive. Ritengo che ci siano film che ritraggano la medesima situazione in modo migliore. Sinceramente non credo che avrò bisogno di riguardarlo. Riguarderò un film di Almodòvar semmai :)

      Rispondi