Violetta è nel mio mondo (Forse non lo sai, ma è anche nel tuo)

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Fame, Saranno famosi. il telefilm.

Fame, Saranno famosi. Il telefilm.

Nel mio mondo c’è sempre stato spazio per musica, canzoni, balli, musical, telefilm, film in cui gli intrecci prevedevano che ad un certo punto il o i protagonisti, invece di dialogare o spiegarci un dilemma interiore, iniziassero ad esprimersi attraverso il canto coreografato. Non era una vera e propria passione, però Papà Gambalunga” con Fred Astaire e Leslie Caron mi era proprio tanto piaciuto. Così come mi piacevano tanto le parodie del Quartetto Cetra, con i protagonisti travestiti che ci raccontavo dei 3 Moschettieri, che, chissà perché, eran sempre quattro e non eran tre. Anche Raffaella Pelloni, in arte Raffaella Carrà ha contribuito a “manomettere” la mia infanzia. Emiliano – romagnola come me, era fonte di ispirazione per il canto, il ballo (in particolare il Tuca Tuca) e il look a vita bassa. A 5 anni, per imitarla, ho sfondato con la gamba sinistra la vetrata del terrazzo della cucina. Son passati 43 anni e ne porto ancora le cicatrici sul ginocchio.

La grande svolta è avvenuta nell’adolescenza. Col film di Alan Parker “Fame”, per noi italiani “Saranno Famosi”, avevo scoperto che a New York esisteva una scuola di performing arts, un luogo unico dove diventare professionisti del canto, della danza, della musica e della recitazione. Una scuola meravigliosa, celebrata nella sua quotidianità dall’omonima serie televisiva, un posto invidiabile, in cui in mensa anziché lanciarsi il cibo, ci si poteva mettere a cantare e ballare come se fosse un comportamento consueto.

Ma, c’era un ma. E sin dalla sigla iniziale del telefilm, allora si diceva così, ce lo diceva Lydia Grant, l’insegnante di danza e ballo: “Volete il successo, la fama, ma sono cose che costano ed è da qui che si inizia pagare. Col sudore!”. Insomma il canto, il ballo, l’arte della musica e della recitazione, non solo erano per pochi – americani – talentuosi, ma erano, soprattutto attività che richiedevano studio, impegno, perseveranza, sacrificio e fatica. Quindi non per me, italiana, di scarso talento e difficile immedesimazione. Diciamo che per un lungo periodo ho abbandonato questo genere di storie, ad esclusione di qualche edizione del “Rocky Horror Picture Show” o qualche film di Baz Luhrmann. Per il resto trovavo le programmazioni di film e telefilm cantati e ballati “troppo”. Troppo pop ed emotivi.

Tutto è tornato ad essere di mio interesse da quando sono madre, in specifico, madre di due femmine. Per le nuove generazioni, per le ragazzine in particolare, la parola musical, il canto abbinato a semplici passi e coreografie è, al contrario, la norma, la quotidianità, la semplicità, l’immediatezza. E gli uffici marketing e merchandising della Walt Disney Company lo sanno. Ci hanno costruito sopra le fortune degli ultimi 10 anni. Altro che cinema e cartoni.

High School Musical

High School Musical

“High School Musical”, ad esempio, un semplice Disney Channel Original Movie, cioè un film originale realizzato per il solo canale televisivo Disney, quando è uscito in DVD  “il 23 maggio 2006 sotto il titolo di High School Musical: Encore Edition. Ha venduto 1 milione di copie nei primi sei giorni, facendo così che fosse il DVD di un film televisivo più acquistato di tutti i tempi – da Wikipedia”. Una di queste copie è anche a casa mia, scelto dalla mia figlia maggiore allora decenne. Son seguiti altri due film, poi la Disney a messo la parola fine alla saga degli studenti cantanti e ballerini. “Nei primi tre giorni di debutto nei cinema statunitensi (il 24 ottobre 2008), High School Musical 3: Senior Year ha incassato 42 milioni di dollari nell’America Settentrionale e (dal 31 ottobre 2008) più di 40 milioni nell’oltreoceano, battendo il record così per il film musicale più visto nel fine settimana di debutto. Questo è quindi l’unico Disney Channel Original Movie ad avere avuto un seguito al cinema – Wikipedia”.

Cosa è cambiato con questa trilogia nell’approccio al canto e al ballo per bambini ed adolescenti? In questa storia c’è l’amore, l’amicizia, lo sport, tutto molto soft. I protagonisti sono di origini diverse: bianchi, afro, latini, grassi, sportivi, magri, normali. Tutti sembrano avere già una strada segnata: nel basket, alle Olimpiadi della matematica, nello skate park, nelle scienze, nella letteratura. Invece scoprono che cantare e ballare può essere divertente e, perché no, soddisfacente. Gli ostacoli vengono dal senso comune degli amici, dei compagni, dei genitori, dalla semplice regola che dice che “se vuoi che vada tutto bene, lascia le cose come sono, non rimescolare le carte in tavola”. Se sei bravo a giocare a basket, che ti importa di cantare o di cucinare dolci? Se sei un genio della matematica perché ballare l’hip hop? Se devi andare ad un concorso di scienze, perché tentare le audizioni del musical? Se sei uno skater sfattone, perché indossare giacca e papillon per suonare musica classica? La risposta è: perché no? Senza vergognarsi o sentire di tradire le aspettative nei nostri confronti.

La musica, il canto sono vissuti non come via di realizzazione professionale, ma personale. Non solo e non tanto la ricerca di fama e riscatto, l’espressione di talento e fatica, ma soprattutto come modo di stare bene insieme, divertirsi e realizzare una parte di se stessi sempre tenuta nascosta. Certo una così detta “americanata”, certo vero stile Disney. Ma forse c’è di peggio.

Le popolari, il mondo di Patty, Disney Channel.

Le popolari, il mondo di Patty, Disney Channel.

L’anello di congiunzione fra High School Musical e Violetta è stato “Il mondo di Patty” una telenovela argentina trasmessa da Disney Channel; anche questa serie ha ottenuto un successo planetario. Il titolo originale è Patito Feo, brutto anatroccolo, perché Patty è una tredicenne, bruttina e demodé, figlia di ragazza madre, arrivata a Buenos Aires dalla campagna. Frequenta una scuola d’arte e musica. Il suo gruppo si chiama le “Popolari” e si scontra con “Las Divinas” della bella ma stronzetta Antonella. Tutto questo l’ho letto, perché, per mia fortuna le mie figlie non lo hanno seguito. Andato onda fino al 2010, ricordo i dibattiti sia nell’America Latina che in Asia e in Europa, perchè le ragazzine tifavano Patty, ma si ispiravano ai comportamenti da “bulla” di Antonella e delle sue “Divinas”.

I vari Disney Channel e la Walt Disney Company, devono aver capito le potenzialità delle produzioni sudamericane: la musica latina vende quanto quella inglese, ma è più “orizzontale”, il mercato molto ampio e i costi di produzione più interessanti che quelli negli Stati Uniti. In più, de Il mondo di Patty detenevano i diritti di trasmissione, ma non essendo un prodotto loro, il merchandising non aveva dato i frutti economici direttamente a loro. E così la serie Violetta è prodotta direttamente da Disney e tutto, ma proprio tutto quello che vedete in giro di Violetta (oltre a Cd musicali e DVD, anche abbigliamento, gadget, cancelleria, tazze, piatti, calzini, pigiami, mutande…) è coperto da licenza Disney.

Cosa significa? Significa che io, azienda, diciamo di biancheria, pagherò alla Disney delle Royalty su ogni singolo prodotto venduto. Prima dovrò superare una commissione che approverà l’uso consono dell’immagine Disney che vorrei utilizzare, poi pagherò un anticipo sulle previsioni di vendita, con un minimo garantito che dovrò rispettare anche se venderò meno. Poi, ogni 6 mesi dovrò corrispondere il 10% del fatturato ottenuto utilizzando l’immagine Disney. I contratti sono annuali. Immaginate i guadagni. E c’è di più.

La storia di Violetta, non è molto diversa da quella di Patty, solo un po’ più glamour e scanzonata. Violetta è orfana di madre e arriva a Buenos Aires a 15 anni, dopo aver vissuto in giro per il mondo col padre. Ma è bella, allegra, buona, canta e balla bene, e frequenta, di nascosto dal padre, uno studio di registrazione pieno di suoi coetanei. Insomma, location e lingua latina come per Patty, ma stile più simile ad High School Musical, per età e piglio internazionale.

YouTube: 31 milioni di fan.

YouTube: 31 milioni di fan.

Alcuni dati tratti da Wikipedia: Violetta è una telenovela argentina …  prodotta da Disney Channel America Latina, Disney Channel Europa, Disney Channel Medio Oriente, Disney Channel Africa e Pol-ka Producciones (Argentina) ”. In Italia, ha totalizzato 195.973 telespettatori nella prima puntata della prima stagione – debutto su Disney Channel il 14 maggio 2012 -. È risultata la premiere più vista nella storia dei canali Disney per quanto riguarda il target giovanile dai 6 – 17 anni.  La prima visione in chiaro su Rai Gulp – 8 maggio 2013 – ha ottenuto 272 mila spettatori. La seconda puntata invece ha raggiunto quota 300 mila spettatori. Il primo episodio della seconda stagione trasmesso su Disney Channel Italia ha invece totalizzato 326 mila spettatori, divenendo l’episodio di Violetta più visto sui target 4 – 17 e 8 – 17.

Nello stesso canale, Violetta ha raggiunto, nelle prime 20 emissioni della seconda stagione, una media di ascolti pari a 266.800 persone nel target 4+, 160.400 ragazzi dai 4 ai 14 e 131.500 ragazze con 8 -14 anni, superando quelli della prima stagione. Anche su Rai Gulp rimane uno dei programmi più seguiti della rete.”.

Oggi, 10 gennaio 2014, la pagina Facebook ufficiale di Violetta Disney Italia ha 825.471 fan; la canzone più famosa “Nel mio mondo”, nella sola versione italiana, ha avuto oltre 5.000.000 di visualizzazioni su YouTube e oltre 9 milioni e 600 mila nella versione in lingua originale “In mi mundo” su YouTube tramite Disney Channel Brazil. Ma ogni record è battuto dalla canzone “Te Creo” su YouTube tramite Disney Channel Latino: 31.077.374 visualizzazioni dal luglio 2012 ad oggi.

I dati sono ancora più sconvolgenti se si pensa che l’età media del pubblico di Violetta è di 8/10 anni. Perché credetemi, oltre il 12 anni, dopo un ascolto in lingua originale ci si sente già paghi. Ma evidentemente si tratta di un gruppo d’acquisto molto potente in ogni angolo del pianeta.

Qual è la forza della telenovela Violetta?
Che è un telefilm con un intero cast di cantanti e ballerini che interpretano personaggi che hanno la loro stessa età e vanno avanti con loro nel tempo. 

Violetta/Martina, struccata con il moroso.

Violetta/Martina, struccata con il moroso.

E qual è la forza del personaggio Violetta?
Che è interpretata dalla cantante-attrice ormai veterana Martina Stoessel, che è nata a Buenos Aires, 21 marzo 1997 ed ha debuttato proprio ne Il Mondo di Patty. Canta in spagnolo, in portoghese e in italiano. Sembra identificarsi appieno con questa ragazza piena di amici e innamorati, ma che vuole fare da sé il proprio destino. Proprio come le principesse del film Disney di questo Natale “Frozen”, di cui lei canta il brano principale della colonna sonora, “All’alba scoprirò”.

Non ha ancora 17 anni, ma calca le scene come una show girl consumata. Posso affermarlo con cognizione di causa: il 6 gennaio scorso ho assistito al suo concerto serale di Bologna, con mia figlia di 10 anni e la sua amica, un’autentica V-lover. I biglietti, acquistati a settembre, erano stati considerati il regalo di compleanno per mia figlia e sorpresa di Natale da parte dei suoi genitori per l’amica.
Ci tengo a precisarlo per due ordini di motivi:
primo già a settembre, appena uscite le date, i biglietti si son venduti in un battibaleno;
secondo il prezzo del biglietto è così esoso che merita di essere considerato il tipo di spesa che si fa giusto a Natale o per il compleanno.

Che la festa abbia inizio

Che la festa abbia inizio

All’Unipol Arena di Bologna i biglietti più “scarsi” erano da 49 euro. Io ho scelto i più economici della platea: 69 euro + prevendita, per un totale di 73 euro a biglietto. I posti nelle prime file sotto il palco – subito esaurite – costavano 250 euro l’uno. Poi ce n’erano da 200 euro, 175 euro e via via fino alla gradinata di 10 file in cui mi trovato io con 300 posti da 70 euro circa, appunto.

Anche “Violetta Il cast – Il Concerto” è una licenza Disney. Si tratta di un tour mondiale ora in Italia. Dopo Milano e Bologna, con diverse giornate di spettacoli pomeridiani e serali che han registrato sempre il tutto esaurito, in questi giorni è a Roma, sold out tutti e 8/10 spettacoli, Napoli, Catania, Padova e Firenze. Certo avrà un costo l’allestimento del palco, spostare l’intero cast di città in città, ma al ritmo di 2 spettacoli al giorno più le vendite del merchandising originale interno al palazzetto (fasce per capelli, sciarpe, t-shirt, Cd, libri, bijoux …) non credo che Disney ci rimetta.

V-Lovers concerto di Bologna, ore 16.

V-Lovers concerto di Bologna, ore 16.

Devo confessare che alla fine mi sono divertita, anche solo a vedere la vera gioia negli occhi di mia figlia e delle migliaia di ragazzine, nel sentire le loro voci emozionate che cantavano ogni singola canzone, comprese quelle in spagnolo. L’atmosfera era allegra, gioiosa e per niente isterica.
E così, all’uscita, in macchina, anche io intonavo “Nel mio mondo”.

Ti confesso che/ non so bene, cosa fare
forse è perché/ non ho tempo per pensare
I miei dubbi sono tanti e non posso andare avanti
ma ora sono stanca,
non aspetto più

 

Mi sveglio ancora qui/ nel mio mondo
questa sono io
Da oggi io vivrò/ fino in fondo
il destino mio!

Finalmente lo so, ascolterò!
tutto ciò che provo, tutto, tutto!
finalmente lo so, ascolterò!
tutto ciò che provo, niente mi spaventerà!
E mi accorgo che/ quel che sento

sta cambiando
tutto intorno a me/ ad un tratto sta girando
I miei dubbi sono tanti e non posso andare avanti
ma ora sono stanca,
non aspetto più …

Ps. Da questa storia mancano due elementi importanti: la serie Glee, perchè produzione Fox, certo più trasgressiva dei serial Disney e il finale. Perchè nel mio, nel vostro mondo siam pieni anche di ex-bambine/adolescenti prodigio, assurte alla cronaca gloriosa grazie a Disney Channel ed ora protagoniste solo di cronache poco edificanti. Aspettiamo la non ancora diciassettenne Miss Martina Straossel al varco. L’interprete di Violetta sarà l’erede delle bravate delle figlie del Mickey Club cioè Lindsay Lohan, Miley Cyrus o Britney Spears?

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