Sulla fenomenologia degli zombie

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Per che cosa sarà ricordato il 2013 appena terminato? Per le elezioni politiche? Per Papa Francesco? Per l’attentato a Boston o la pioggia di meteoriti in Russia o la morte di Mandela?…NO il 2013 sarà ricordato per essere stato l’anno degli ZOMBIE!

Un nuovo anno è appena iniziato. Il 2013 è stato un anno ricco di avvenimenti, più o meno importanti, e più o meno felici.  Le elezioni politiche in Italia e la non vittoria del PD, la stranissima pioggia di meteoriti in Russia, lo spaventoso attentato alla maratona di Boston, la morte del padre spirituale del Sud Africa Nelson Mandela, l’elezione di un nuovo Papa, che in meno di un anno ha saputo ridare speranza e orgoglio alla Chiesa Cattolica.

Per cosa sarà ricordato quindi l’anno appena passato? Per nessuno di questi fatti. Il 2013 sarà ricordato come l’anno degli zombie. Sono decine i film incentrati sul tema dei morti viventi usciti nelle sale cinematografiche o per l’home video: Warm Bodies, Battle Of Damned, Zombie Massacre, Zombie Hunter, Reel Zombies e tantissimi altri.

Brad Pitt invidioso di uno zombie in World War Z

Brad Pitt invidioso di uno zombie in World War Z

Anche la Hollywood che conta ha deciso (saggiamente, visti gli incassi), di investire nel filone Zombie. La Plan B Entertainment, di proprietà di Brad Pitt, ha co-prodotto World War Z, tratto dall’omonimo romanzo di Max Brooks, immaginando un’apocalisse zombie a livello planetario. Non dimentichiamo poi il maggior successo televisivo a tema morti viventi di sempre: The Walking Dead. In Italia trasmesso su Sky, è arrivato alla 4a stagione; un vero trionfo di audience. Lo show più seguito negli Stati Uniti, vincitore di numerosissimi premi e riconoscimenti da riviste come il New York Post, si può dire sia un vero caso mediatico.

Ci si interroga: qual’è il motivo che porta così tanta gente ad andare al cinema, o a stare incollati alla TV di casa, se il tema trattato è quello dei morti viventi?

"La notte dei morti viventi" di George A. Romero, capostipite dei film di zombie

“La notte dei morti viventi” di George A. Romero, capostipite dei film di zombie

Il grande capostipite di questo genere è senza dubbio “Night of the Living Dead” (La Notte dei Morti Viventi) dell’ormai mitico George A. Romero, plurisettantenne regista con all’attivo circa una decina di lungometraggi a tema zombie. Il film uscì nelle sale in un periodo storico ben preciso: era il 1968 e gli Stati Uniti vivevano un’epoca di rivoluzioni: sessuale, sociale e razziale. Alla fine del film, l’unico sopravvissuto di un gruppetto di abitanti della Pennsylvania viene ucciso a colpi di fucile, perché creduto uno zombie. Ma il fatto che sia un afro-americano è emblematico del periodo di segregazione razziale dal quale l’America stava cercando di affrancarsi. Il successo dei film di Romero non è affatto la violenza in sé, quanto il significato politico che riesce a dare alle sue storie e alla sua creatura prediletta, lo zombie.

La verità è che i film a tema zombie hanno da sempre suscitato una varietà di emozioni nel telespettatore, perché esso si riconosce nel morto vivente. È tutto quello che vorrebbe essere. È coeso con i suoi simili, non ha bisogni primari se non quello di cibarsi, è capace, essendo parte stessa e fondamentale della massa, di ribaltare governi, non possiede niente, se non se stesso. In uno dei suoi ultimi film, “Land of the Dead”, Romero dipinge come cattivi della situazione non i morti viventi, bensì i ricchi americani sopravvissuti e arroccati in un palazzo super protetto da esercito e mercenari. Geniale allegoria di un America dove un fortunato 1% della popolazione detiene il 40% della ricchezza del Paese.

L’impressione, è quella che fin tanto che ci sarà povertà per molti, e ricchezza per pochi, il filone del genere zombie-movie avrà ancora un enorme successo.

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