Le 11 cose che provo a dare ai miei figli per farli crescere (decentemente)

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Se sei insicuro e non riesci a prendere decisioni, è dovuto a genitori troppo apprensivi. Se sei egoista è perché sei figlio unico; se hai sempre bisogno di farti notare è perché sei l’ultimo di tanti figli; se hai sensi di colpa è perché sei il primo di troppi figli.

Se non trovi un compagno è perché il genitore è stata figura troppo ingombrante, se torni sempre dai tuoi a mangiare non sai tagliare il cordone ombelicale. Se poi sei figlio di genitori separati puoi stare tranquillo di avere trovato la causa di ogni problema, nessuno si sorprenderà nemmeno se sei cocainomane.

Fino a qui tutto bene. E potremmo dire che il gioco torna anche utile, a volte, se non fosse che un giorno diventi TU genitore, ed è a questo punto che scattano due sentimenti incontrollabili: cominci ad avere una commovente pietà per i tuoi genitori ed un’inarrestabile paura per quel che ti aspetta, ovvero essere messo alla gogna senza possibilità di appello. Perché d’ora in poi qualunque cosa negativa accadrà nella vita di tuo figlio – e qualcosa prima o poi accadrà – la colpa sarà TUA.

vecchiaia_infanzia_vita_circoloInutile attendere la redenzione da arrivo di nipoti (troppo tempo) o pensare di essere immune o immunizzato da fallimenti (perché io?), il primo passo è la consapevolezza: farò di certo qualcosa di sbagliato che un giorno mi verrà rinfacciato, probabilmente anche con rabbia.

Per quanto io ipotizzi che ciò non darà più di tanto sollievo alla delusione che mi attenderà, ho provato a fare un salto in avanti e chiedere ai miei tre figli: “Quali sono le cose che la mamma non fa bene secondo te?”. Risposte: “Mi fai fare tanti compiti” (6 anni), “Mi dai poca cioccolata” (4 anni), “Tu sei bella” (2 anni). Ho capito che la loro tenera età mi sta concedendo ancora qualche anno di tregua. Ma mi voglio preparare.

Così ho stilato l’elenco delle (undici) cose che provo a fare per dare ai miei piccoli figli gli strumenti per crescere decentemente:

  1. dare loro fratelli: oggi compagni di gioco con cui dividere anche materialmente la vita, domani, magari, appoggio e solidarietà;
  2. dare loro momenti personali e di esclusività, che compensino il punto 1;
  3. leggere: è una passione che può nascere in casa, se la coltiveranno sarà sempre un grande piacere;
  4. non contraddire mai l’altro genitore, anche se dentro di me non sono sempre d’accordo (poi magari glielo dico a tu per tu), ma che ai figli arrivi un solo messaggio;
  5. insegnare loro a chiedere scusa, ancora prima che a non commettere sbagli (per non entrare nella categoria di quelli che “è sempre colpa dell’arbitro”);
  6. arrangiarsi, nella cura delle cose e di sé: compatibilmente con la propria età, ma “pensaci tu” (il mio figlio di mezzo è stato tutto il giorno coi pantaloni alla rovescia, ma se li era messi da solo!);
  7. un po’ di educazione: non guasterà mai;
  8. insegnare e fare provare loro esperienze portatrici dei valori in cui io credo: sarà sbagliato? Piuttosto che nessuno, meglio un valore di cui sono convinta io, se si troveranno in disaccordo faranno poi scelte diverse (e quindi li mando agli scout e al catechismo);
  9. ascoltarli (difficilissimissimo);
  10. non bombardarli di attività preorganizzate da me o pretendere che abbiano sempre qualcosa da fare, a costo che si annoino un po’ (questo è forse il punto più lontano dalle precedenti generazioni);
  11. prendermi dei momenti per me e di coppia: la serenità dei figli passa per la serenità dei genitori.

Tenterò, poi, se sarò abbastanza solida, anche di assolvermi ogni tanto, ché se è vero che «i vostri figli non sono figli vostri» capiterà a tratti che sbaglieranno per colpa LORO.

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12 commentiCosa ne è stato scritto

  1. HELGA

    Mi meraviglio che ci siano ancora questi stereotipi ma soprattutto questo fare di tutta un erba un fascio. Sono separata da più di tre anni e sono orgogliosa di mia figlia perché è cresciuta con sicurezza sa quel che vuole, è una bambina educata e rispettosa per le regole. Conosco mila bambini cresciuti nella “famiglia di sposati” ma che sono stati trattati da inopportuni. La famiglia è famiglia indipendentemente dall’unione o meno, l’importante è dare amore e fare sentire tuo il figlio che hai cresciuto e che stai crescendo
    Aggiornatevi siamo nel 2014

    Helga

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    • kiki

      Scusa Helga, fatico veramente a capire dove tu abbia letto nell’articolo una perorazione della famiglia “sposata” come strumento migliore (se non unico) di educazione dei figli. Nel punto 4? Se sei single parlare a una sola voce riuscirà ancora più semplice; nell’11? E’ vero che conclude sulla “serenità dei genitori”, ma poco sopra parla di coppia e penso che anche il genitore single abbia dei momenti per sé e di coppia. Stra-concordo con te sulla famiglia e concordo tranquillamente con gli “stereotipi” dell’articolo. Dove sbaglio?

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  2. elvi

    Un articolo da stampare e appendere tipo “memorandum”. Sul punto 10…non so, si criticano tanto le attivitá extra-scolastiche ma io o 42 anni e durante le elementari andavo a danza, nuoto, catechismo e inglese…e non era perché i miei lavorassero e non sapevano con chi lasciarmi, oltretutto le attivitá non le svolgevo nel recinto scolastico, al contrario. Io penso che dipenda dal carattere dei bambini e dei genitori. Tutto sommato, é vero…faranno errori che dipenderanno solo da loro, ma io sono d’accordo con quanto ha detto la maestra d’asilo di mio figlio…l’adulto che saremo si forma tra i 3 e i 7-8 anni.

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  3. Mario Gigliotti

    Puoi aggiungere in 12º sei già brava/o
    Se hai questi pensieri per i tuoi figli sei
    Già una persona positiva nella vita, rimboccarsi le maniche da subito troverai grandi soddisfazioni quando saranno adulti.

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  4. Alessia

    la numero 1 non è una priorità per rendere felici i figli .. a volte “fratelli coltelli”.. per non parlare poi in questo brutto momento di crisi… meglio assicurare un futuro decente a uno solo.

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  5. kiki

    La n. 4 è supergiusta in teoria, difficilissima se non impossibile in pratica.
    La più giusta è la 10 (ma quando è venuta questa fregola dei corsi per qualsiasi cosa, dagli sport alla musica a… tutto?), ma condivido pienamente anche le altre, soprattutto la n. 8, anche se nel mio caso l’applicazione è diametralmente opposta (“fino a che sei sotto patria potestà, tu in una chiesa entri solo per visitarla e i preti li saluti solo da lontano”)

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  6. spino

    la numero 4 me la sento dire da 4 anni (cioè da quando è nata mia figlia) e poi, regolarmente, appena le dico qualcosa vengo contraddetto.

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