Cari animalisti, spesso gli animali che difendete sono più intelligenti di voi

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Stamane, in uno dei tanti inutili scroll della giornata della bacheca di Facebook, tra una frivolezza e l’altra, mi sono imbattuto in questa notizia riportata da “Il Fatto Quotidiano”. In sostanza sarebbero apparsi, nella notte del 6 gennaio, codesti manifesti nelle strade di Milano:

1512732_776022799078635_666248342_nLeggendo la notizia completa – e tutti i link che essa propone – ho avuto la conferma: certi animalisti sono dei pazzi da legare. Perché così si va oltre, troppo oltre. Va bene difendere gli amici a quattro zampe, va bene scegliere un’alimentazione priva di carni, va bene condannare chi maltratta gli animali per il solo gusto di farlo. Ma condannare in maniera così aggressiva uno scienziato, ripeto uno scienziato, perché esegue sperimentazioni animali no, così è troppo. E non si parla di un innocuo messaggio stizzito su Facebook, non si parla di una denuncia civile e razionale. Si parla di lasciare nome, numero e indirizzo del tale scienziato, così da poterlo chiamare o peggio andargli a fare visita.

Cari animalisti pazzoidi e ignoranti, se qualche genio come voi va a casa del povero studioso e lo maltratta non potreste essere denunciati per istigazione alla violenza o a delinquere?

Il signor Corsini, e altri come lui, in anni di sperimentazione animale hanno svolto il loro lavoro, solamente il loro

La foto di Caterina Simonsen che ha risvegliato la follia degli animalisti

La foto di Caterina Simonsen che ha risvegliato la follia degli animalisti

sacrosanto lavoro. Un lavoro che per molti può essere considerato brutale, ma per altri vitale. Come per Caterina Simonsen, la 25enne studentessa di veterinaria padovana che, malata di quattro, ben quattro malattie genetiche rare, avrebbe ringraziato pubblicamente su Facebook, tramite una foto, gli scienziati che ogni anno, grazie alla sperimentazione animale, salvano vite umane. «Senza di voi e al vostro lavoro sarei morta a 9 anni», scrive su un cartello che mostra dal letto d’ospedale, con tanto di respiratore.

«Per me puoi pure morire domani. Non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso per un’egoista come te» gli avrebbe risposto un qualche animalista senza cervello, dimenticando come ci si può sentire con quattro malattie genetiche in corpo. Perché uccidere un tenero coniglietto è vergognoso, ma augurare la morte a una ragazzina si può. Questo è il ragionamento, secondo loro. Molto coerente.

Comunque, è assolutamente plausibile che un qualche scienziato, tra i tanti al mondo che sperimentano sugli animali, possa aver commesso in vita sua crudeltà su di essi. Il manifesto in questione recita «Da più di 30 anni tortura animali». Ma questo Corsini lo avrebbe realmente fatto? Ci sono prove? Qualcuno lo ha visto? Sono sicuro che no, nessuno lo ha visto, e che molto probabilmente svolge solo il suo lavoro nella maniera più etica possibile. Uccide animali, sì. Ma salva vite umane. Per alcune persone evidentemente sono più importanti le vite degli amici a quattro zampe, ma sarebbe curioso vedere come si comporterebbero se fosse un loro caro ad avere bisogno della ricerca medica. Ricerca che, guarda un po’, deve passare per la sperimentazione animale. In quel caso cosa farebbero, lascerebbero morire una moglie, un figlio, un padre perché “le vite dei topini sono importanti”?

I miei paladini della giustizia preferiti

I miei paladini della giustizia preferiti

Ma per piacere, si inginocchierebbero al camice del medico frignando «La prego, salvi mio figlio!». Se invece la salute regna sovrana nella propria famiglia, dalli addosso allo scienziato cattivone. Senza la minima idea delle conseguenze. Come il caso di aprile scorso, il più triste, che vide un gruppo di animalisti privi di materia grigia intrufolarsi nel reparto di Farmacologia di Milano per aprire le gabbie di topi e roditori, che ovviamente si diedero alla fuga. Il risultato? Anni di ricerche sul Parkinson e sull’autismo distrutti. Grazie, animalisti. Avete salvato dei topi sacrificando felicità e serenità – oltre che la salute, sia chiaro – di chissà quante persone e di chissà quanti bambini e anziani, che da queste malattie saranno segnati a vita. Ma i topini, loro stanno benone. Grazie, paladini della giustizia! Quando poi vostro nonno si ammalerà di Parkinson o vostro figlio di autismo cosa fate? Rimettete i vostri cari amici roditori in gabbia? O sbattete la testa contro il muro dandovi dell’idiota?

Questi manifesti – e queste azioni, e questi messaggi – offendono, oltre alla comunità scientifica, anche gli animalisti onesti, quelli che ogni giorno combattono le loro legittime battaglie in maniera civile e intelligente. Senza contare che offendono tutti i malati, i bisognosi di quelle cure che vanno sperimentate sui conigli, topi, scimmie e così via. Animali, questi, come tutti nella loro categoria, che di certo hanno più senno di voi, animalisti fanatici. Perché difendere questi esseri viventi è giusto, condannare a morte chi la pensa diversamente da voi è quantomeno “animalesco”.

Ottimo esempio di "animale più intelligente dell'uomo"

Ottimo esempio di “animale più intelligente dell’uomo”

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. a@eee.it

    Non sono un animalista, ma se ci pensi un pò l’umanità dovrebbe sul serio svanire dalla terra.

    Rispondi
  2. Luca

    Buonasera!
    Ogni pensiero, idea e comportamento, se portato all’estremo diventa pericoloso per la collettività e anche per se stessi. Purtroppo gli ecologisti/animalisti a volte esagerano. Il loro errore sta, a mio parere, nell’autoproclamarsi portatori di verità e di giustizia. Questo succede quando l’ideologia va a sostituire la coscienza individuale! Bisogna anche ammettere che internet è uno strumento che gioca del tutto a favore degli esaltati in quanto ognuno può scrivere assurdità trovando pure dei seguaci.

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  3. Antonioeco

    IL RISPETTO per gli animali infatti è una cosa, il fanatismo cieco (purtroppo molto frequente) è un’altra. Gli psicotici animalisti li riconosci, infatti se avviene un aggressione da parte di un cane diranno che la colpa è sempre del padrone e non del cane. Se un cane attacca un sbrana un bambino si preoccupano del cane e non del bambino, e diranno che l’uomo è il cattivo e l’animale la vera vittima. Per i fanatici non esistono animali aggressivi, son tutti buoni e bravi! L’uomo la causa di tutto! Delirio e idealizzazione pura, patologico in senso stretto!

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  4. Anna

    Siete tutti bimbi che fatte i dispettucci tra voi, animalisti esagerati, voi,che provocate dicendo mangio più carne, la verità è che in Italia le persone sono eterni adolescenti.

    Quello che dovrebbe sparire e la mamma italiana tutta premura e amore che rincoglionisce i,figli facendoli diventare lagnosi e permalosi…

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  5. Stellanigra

    Il mondo è duro ed ad alcuni la coscienza morde, per mille ed un motivo.
    Quale modo migliore di sentirsi migliori se non quello di vestirsi da persone “de core ” e sedersi dalla brechtiana parte della “ragione” e lasciare che altri si accollino il “torto”?
    I bambini e gli animali sono INNOCENTI, e quindi qualcuno si prende la briga di ergersene ad insindacabile accorato paladino, con la taciuta riserva di gettare il cervello nel gabinetto nello sparare a zero su chi diventa anche inconsapevolmente il nemico.
    Questi pseudo-animalisti di recente ribalta ne sono un ottimo esempio: dove sono le liberazioni di animali sfruttati in brutali allevamenti intensivi? Dove sono i sit-in ad oltranza contro i cacciatori? Dove sono le incursioni nelle pelliccerie?
    Roba pericolosa; meglio prendersela con la ricerca scientifica, cose da “prufessoroni” che gli Italiani parimenti a loro non conoscono, benché i numeri di animali usati siano estremamente inferiori.
    Prova ne è la visibilità mediatica concessa a costoro ed il dibattito infuocato che ne sta conseguendo, quasi come se le posizioni, anti-vivisezionisti (concetto campato in aria, la Sperimentazione Animale non è vivisezione) e ricercatori scientifici, “Le Iene” contro “Nature”.

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    • Cicci

      Bell’articolo, sono d’accordo su tutto.
      La controriforma culturale che da anni sta devastando i cervelli degli italiani darà sempre frutti di questo tipo.
      Mi fa veramente piacere che quest’articolo non sia stato scritto da un biologo o da un medico ma da una persona con una formazione prevalentemente umanistica.

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