Undici cose (tutte tristemente vere) che una donna non vuol sentirsi dire da un uomo

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Ad una donna in occasione dei primi appuntamenti può capitare la casualità, la sventura, o la fortuna sfacciata (per capire subito con chi ha a che fare e cosa non vuole mai più), di incappare in personaggi non propriamente galanti ed avere la disgrazia di sentir proferire frasi del genere:
1)    Versione botte piena e moglie ubriaca “Mangia poco e bevi tanto” (ovvio… così non ingrasso ma sono abbastanza ubriaca da poterci provare)
2)    Versione solo chiacchiere e distintivo. Dopo che ti ha dato appuntamento sotto casa sua: “Sono mortificato, ma il mio coinquilino è uscito con le mie chiavi di casa e sono bloccato qui”
3)    Versione uomo che non deve chiedere mai. Qualche ora dopo, nel cuore della notte: “E arrivato. Dai, fai questa pazzia, torna qua. Vieni anche in pigiama” (sì, sì, guarda, son già lì)
4)    Versione inclassificabile. “Non sei gelosa, vero? Mi presenteresti qualche amica? Sai… sono un poco ingordo…”
5)    Versione coda di paglia “Giuro che domani mi faccio perdonare” (e, naturalmente, sparisce)
6)    Versione Principe Azzurro dei miei stivali “Domani sera ti porto a cena in un bel posto” e poi non conferma né avvisa di non poter venire
7)    Versione macho man. “E’ stato bellissimo. Però non ti accozzare adesso, eh” (mah guarda, non mi passava neanche per l’anticamera del cervello, è stato bellissimo solo per te)
8)    Versione risparmio energetico “Ho voglia di vederti, ma che sbatti portarti fuori, perché non vieni a casa mia dopo mangiato?”
9)    Versione bugiardo “Mi faccio sentire io”
10)    Versione sexy shop “Quanto sei coperta, già che c’eri potevi presentarti con la tuta da sci”
11)    Versione ruffiano. Quando gli dici di no a qualcosa facendogli notare che la tua esperienza in merito ti ha insegnato a declinare l’invito che ti sta facendo: “Ma io sono diverso dagli altri” (eccerto, come no, altra frase che dicono TUTTI)

Morale della favola, mai credere alle dichiarazioni di un maschio in preda ad un picco ormonale. Quando ti capita gente così, c’è solo una sequenza possibile: autocommiserazione, autoironia, autoerotismo.

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Chi lo ha scritto

Sandras

Sovrastata dal grigiore milanese e dalla precarietà e per non finire risucchiata dal Truman Show, si diletta nella ricerca del senso della vita, rincorre stati di coscienza ispirati e cerca di scovare la bellezza nelle piccole cose che sfuggono agli occhi pigri e annoiati, qualche volta cercando di immortalarle in qualche scatto fotografico. Odia le discriminazioni, l'ingiustizia e la violenza; ama la vita e cerca di coglierne i segni del sacro.  

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