“Tabaccaia di via Lecco” e altre poesie

1
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Poesie
Lucine

Mi piacerebbe rimanere questa sera
riuscire a prolungarla
con un cavo la presa
dirti che domani ci vediamo.

Ma invece guardo in alto
sui palazzi illuminati dalle luci e dalla luna
che cammino storta
ti saluto a metà
sotto il cielo fra la Porta.

E così funziona la mia vita
una gomma masticata
dura tutto due minuti
poi sparisco non ho voglia
di pensare in prospettiva
a te, se ci sei rimasto male.

Mi sento una lucina di Natale
con la voglia di morire presto
di stare appesa e funzionare
poi svuotarmi insieme all’atmosfera
ai ripieni ai panettoni

all’amore viscerale.

Una posa sgonfia
dove nasce dentro il senso
di una pace speciale
piccola ma eterna
che rimango ferma
sotto la benedizione
di questa luna aperta.

 

Tabaccaia di via Lecco

Sono entrata come sempre
nella puzza intrisa nella stoffa
dentro l’ambiente malsano
che penso sempre ai tumori
con i vecchi poveri
cinquanta euro grattaevinci
e le occhiaie viola gonfie
per niente imbarazzate.
Il punto d’incontro
l’eterno aperitivo
lo sporco comunicativo
tentare il colpo duro
forse è meglio rimanere
magari bastano le sedie.

Comunque poi ho pagato
le murati per la mamma
come mi dici tu ogni volta
con il sorriso “ciao bella”
e ti vergogni degli ubriaconi che ti trattano male
di quel posto della puzza
dei mille centesimi che accetti.
Li guardi male
li stracceresti a quel paese
ma con me lì davanti
non ci riesci sei impacciata
ti vergogni.

Hai due occhi stupendi
buoni veramente.
Spero che tuo marito ti ami
che ti dia conferme.

 

Valeriana

Protettrice degli isterici
mamma degli insonni ipocondriaci
ogni sera nel letto
aspetto il tuo effetto
sperando di fare un sogno proprio vero
che posso ripassarmi a colazione
con i Kellogs special K:

la chetamina di mattina
è permissiva
e non insinua sensi di colpa.

 

Viola

Ti escludo con le mie enormi cuffie rosse
dalle calamite di tutti i paesi del mondo sul frigo.

Tornare con la verde graffio questo pomeriggio
e percepire veramente quanto faccia male fumare
con la voglia di smettere
palesata ad un moscerino.

Umore a noleggio anche questa sera
ma adesso è finito il turno
e si è bloccato il meccanismo.
Un gonfiore dentro al cuore
zucchero filato
bici arancio ad ore.

Duchamp con il suo cesso
pollo lesso protettivo.

Spero che il mio cane sia felice
che mi voglia bene.

 

Mamma

Mi vedo le mani ferite
sporche di rimmel che ho tolto dal vetro
guardando la gente passare
stretta sullo scoglio banchina
sono scappata dalla Centrale
mi sono mischiata alla gente
mi sono fatta guardare.

Sto piangendo e non penso alla fame
penso alla mamma e alle rose pestate
rovinate per sempre
sotto le scarpe di petali e colpa
erano belle di un rosa pallido gentili
come le sue guance.
Mi manca molto
non risponde ai messaggi
spero sia arrabbiata
che non mi venga incontro
che faccia seccare le rose per terra
le lasci sul tappeto fino al ritorno
così sistemo io e magari mi dica
che sono ancora molto belle.

 

Amore Astronave

Voglio noleggiare un’astronave
per portarti dove dico io
relativizzare il cielo il mare
per legittimarci in un sollievo.

Regalarti il cd che ti piace in versione speciale unica
che mettiamo su subito guarda
per mischiarci nel piacere
comprometterci la vita
(ecco proprio adesso)
con la tua canzone preferita.

Voglio che ti affezioni ai miei origami
che mi regali un braccialetto a forma di delfino
cinque grammi e l’accendino
giusto un pezzo
per far finta di toccare
nell’impasto
le tue dita.

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Giulia Hansstein

Giulia è nata a Roma nell '88. Vive a Milano dove studia Lettere e Filosofia e lavora come educatrice. Nel 2009 ha vinto  il premio di giornalismo internazionale Claudio Accardi nella sezione Junior. Tra i suoi interessi la poesia, il cinema e la musica.

Cosa ne è stato scritto

  1. Astrid

    nascono dal cuore, un po’ impetuoso e in subbuglio, sotteso però da passione e forti emozioni! Brava!!

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?