Mary e la danza della vita

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Mariafrancesca Garritano è molto più di una ballerina sublime. Mary Garret è un’Artista che racconta la realtà, solo chi l’Arte la vive dentro di sé e non solo fuori, nell’apparenza, lo può fare.I fatti: Mariafrancesca nel 2010 pubblica un libro dal titolo “La verità, vi prego, sulla danza” in cui racconta la sua storia personale, ripercorrendo gli anni trascorsi nella scuola di danza che frequentava a Cosenza da bambina, passando per il periodo vissuto all’Accademia del Teatro alla Scala fino all’ingresso nella compagnia scaligera. Nel libro svela una serie di aspetti che rendono il mondo del balletto non poi così ideale come il mondo esterno se lo immagina, un mondo fatto anche di giochi di potere, rivalità, invidie e raccontando tra l’altro la piaga dei disturbi alimentari.

Quest’ultimo tema viene riportato alla luce in occasione di una sua intervista al periodico inglese “Observer” in cui denuncia la presenza dei disturbi alimentari tra le colleghe ballerine, spiegandone alcuni effetti e conseguenze. Per tale motivo viene licenziata dal Teatro, viene accusata di aver leso l’immagine dello stesso e della sua scuola di ballo, nonché di aver violato i doveri fondamentali che legano un dipendente al suo datore di lavoro, facendo venir meno il necessario rapporto fiduciario che è alla base di tale legame.

Qualche giorno fa ho avuto modo di vedere un suo video: danzava a sedici anni il pas de trois tratto dal balletto di repertorio “Paquita”, e mi sono resa conto di cosa voglia dire essere predestinati all’Arte, in questo caso all’Arte della danza.

Mary è una di quelle che muovono un braccio e raccontano una storia. Mary la sua storia non solo l’ha raccontata e la racconta ancora, Mary la sua storia l’ha portata alla luce con le parole oltre che con i movimenti. Le parole che hanno un peso, a volte strumentalizzate, le parole che sono facili alle modifiche, in questa epoca di inganni mediatici e non solo.

Mary ha detto la “sua” verità, quella scomoda, tanto scomoda che al momento non è più Solista del Corpo di Ballo del Teatro alla Scala. Una verità che fa male a tutti, una verità che qualcuno preferisce tenere nascosta, perché una volta che viene fuori fare finta di nulla diventa più complicato. Mary ha rischiato, forse non sapendo di farlo, ha dato voce ad una realtà meschina e crudele. Quella malata necessità che vuole le danzatrici magre, più magre possibile.

È “bastata” un’intervista a smuovere alcune coscienze. E il tema dei disturbi alimentari nel mondo tersicoreo (legato alla danza, NdR) è divenuto nuovamente d’attualità, come altre volte forse, con la differenza che ora siamo nell’epoca 2.0 e le informazioni girano veloci e sono alla portata di tutti.

Mariafrancesca Garritano – Foto di Daniela Rende

Quello che voglio raccontare è il ruolo di una figura esile ed eterea che toglie il tutù e arriva dritta al cuore di chi mette la Vita al primo posto. Lei ha carattere da vendere, questo non solo per la forza con cui difende la “sua” causa ma anche per quella che è stata la sua carriera. Ci vuole carattere, determinazione e tanto tanto talento. Solo che Mary oltre ad avere talento per la danza ha anche il talento di essere persona. Può accadere che sia necessario mettere la persona davanti alla danzatrice ed è a quel punto che accade la magia. Ed è lì che anche le sue parole diventano Arte, l’Arte della Vita.

A volte ci siamo scontrate, a volte chi combatte per qualcosa è “duro”, rigido, a volte però chi combatte per qualcosa ha la capacità rara di conoscere chi ha di fronte. Fino a qualche tempo fa l’avrei apprezzata come danzatrice: le sue gambe, i suoi piedi perfetti, oggi l’apprezzo innanzitutto come persona, come me molti altri, e so che per lei questa è una vittoria. A prescindere da tutto.

Se per questo mondo c’è ancora speranza, tra le mie speranze c’è posto anche per una più armoniosa delle altre che riporti la magia.
Un palco.
Le luci.
Le note di Tchaikovsky.
Un cigno meraviglioso che torna in scena per raccontare la sua storia…di Vita.

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Chi lo ha scritto

Makita Di Fabio

In poche righe … mi chiamano tutti Maki (anche se il nome mi piace per esteso), milanese d’adozione con una laurea in Economia Politica in Bocconi. Amo le parole ovunque esse siano scritte. La danza classica è stata parte della mia vita e mi piace pensare che lo sarà per sempre. Ho un' idea personale su tutto, adoro preparare antipasti, vivrei sulle punte. Tanti sogni ancora da realizzare. Chissà che prima o poi qualcuno si realizzi.

4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Makita

    Enza grazie! Ho voluto scrivere quest’articolo per fare in modo che la storia di Mary possa diventare nota anche a chi non la conosce. Si capiscono tante cose del nostro Paese anche grazie alla sua vicenda.

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  2. Enza

    Un ringraziamento anche per avermi fatto conoscere questo sito, lo trovo stimolante, interessante e non ovvio! Mi piace!

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  3. Enza

    Che dire di più: meglio non ti si può descrivere! I miei complimenti a Makita che ha saputo cogliere la tua vera essenza, l’Arte che vive e palpita in ogni tuo gesto, ed ovviamente a Te tutto il mio bene, ed i migliori auguri perchè come farfalla voli ma non trascuri i lati che restano sotto i tuoi battiti d’ali! Il tuo coraggio e l’impresa non facile ti fanno onore e meritano rispetto le tue scelte, le tue battaglie, e dietro esse tanta gente, che come me, ad esempio, ti segue e ti è accanto, non ti verrà mai meno per sostenerti!

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