Film del mese: “Miss violence”

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Una festa in famiglia, è l’undicesimo compleanno di una delle bambine. Nonostante gli sforzi degli adulti di celebrare il rito non traspare molta allegria. Poi in un momento di distrazione generale, la festeggiata esce in terrazzo e si butta giù.

Scheda del filmmiss-violence

Miss Violence [tit. Miss Violence]

Grecia, drammatico

Regia: Alexandros Avranas. (
Scritto da Alexandros Avranas e Kostas Peroulis
Interpreti:
Themis Panou : Il padre
Rena Pittaki : La madre
Eleni Roussinou : Eleni
Sissy Toumasi : Myrto
Kalliopi Zontanou : Alkmini
Constantinos Athanasiades : Philippos

Leone d’Argento per la regia e la Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile (Themis Panou) alla 70° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia

Consigliato:

a chi ha voglia di vedere un film duro, un dramma, un film d’autore; a chi ha il mito della famiglia borghese .

Sconsigliato:

a chi non ha voglia di vedere cosa si nasconde dietro le porte delle case, a chi non vuole rattristare la serata; a chi non vuole rovinare il mito della famiglia borghese.

Questo è l’incipit straziante (e spiazzante) di un film che non risparmia colpi duri allo spettatore.
Concentrato su un nucleo famigliare del quale per lunga parte del film non riusciremo a decifrarne i legami di parentela, il film è un labirinto di omissioni e di silenzi e resta quasi sempre rinchiuso claustrofobicamente dentro una casa della quale ci vengono mostrati divani, tavole e pareti, ma nella quale resteremo disorientati (quante camere ci sono? chi dorme con chi? dov’è il bagno?). Così assistiamo al ripetersi di riti radicati nel DNA famigliare che appaiono  forzati e inutili in una situazione tanto drammatica: che senso ha  imporre e rispettare regole che servono solo a nascondere alla famiglia e all’esterno una realtà che non è possibile affrontare e risolvere? A cosa serve essere bravi a scuola se non esiste un futuro da costruire?

miss violence madre

Meglio girare la testa dall’altra parte

Al centro di questo film greco ci sono proprio le ipocrisie e le mostruosità della famiglia borghese, base di una società decadente nella quale anche le istituzioni non riescono a comprendere una realtà sulla quale comunque non sarebbero più in grado di incidere.

La regia asciuttissima non muove mai la telecamera per inquadrare i personaggi in maniera frontale, schiacciandoli contro le pareti e allontanandoli da ogni possibile empatia col pubblico. Si mantiene un tono distaccato ed ellittico interrotto solamente da una scena tanto cruda quanto necessaria a sputare in faccia allo spettatore una realtà fino a quel momento solo intuita. Perché anche se lo spettatore sa già, è giusto che veda coi suoi occhi, che provi un disagio anche fisico per ciò che non può più far finta di non conoscere.

miss violence nonno padre figlie nipoti

Chi conosce la bella famiglia borghese non ha niente da ridere

Venendo dalla Grecia, qualcuno ha visto in Miss Violence una metafora della drammatica crisi che sta uccidendo la società greca (l’economia greca invece è già morta da un pezzo). Le analogie si possono riscontrare a vari livelli, anche se la metafora, come la bellezza, è soprattutto negli occhi di chi guarda. Resta un film glaciale e disperato, nel quale sembrano non esserci alternative al male e che ha in parte il torto (o il merito) di tenere lo spettatore distaccato dalla realtà che viene mostrata.

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Cosa ne è stato scritto

  1. Gian Pietro "Jumpi" Miscione

    Film abbastanza shockante, non solo per ciò che mostra, ma anche per come lo mostra: le tragedie e le storture possono essere e nascondersi ovunque, anche in famiglie apparentemente normali, anche se sottoposte ai controlli degli assistenti sociali.

    Rispondi

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