Crescere è diventare grandi… ma grandi come?

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diventare adultiSe qualcuno mi chiedesse che cosa vorrei per i miei figli, risponderei che vorrei che potessero crescere sereni e diventare adulti consapevoli. Dunque, la mia speranza, e forse quella della maggior parte dei genitori, si condensa in questi due presupposti che sembrano essere in qualche modo inscindibili e allo stesso tempo garanti di un’esistenza appagante e felice.

Essi condensano in sé tutto ciò di cui un essere umano può aver bisogno.

Se cresco diventerò grande. Se diventerò grande sarò autonomo. Se sarò autonomo me la saprò cavare. Se me la saprò cavare sarò felice.

Ma ogni adulto sa anche che non sarà facile, che ci saranno battaglie da affrontare, sconfitte da subire, ferite da riparare, intoppi, cadute, giorni di vuoto e di disorientamento, e poi anche, naturalmente, prove superate, insegnamenti acquisiti, momenti di rara intensità e giorni felici.

Ma sarà comunque una strada in salita perché la crescita è cambiamento e il cambiamento è un passaggio da uno status ad un altro e si sa, nessun passaggio è mai indolore.

Ma cosa significa crescere? E’ diventare adulti? E’ essere indipendenti? E’ fare carriera? E’ costruire una famiglia? Secondo me crescere è molto molto di più.

Crescere è ricerca, coraggio, trasformazione, apertura, fiducia, forza, accettazione, flessibilità, volontà. Tutte doti indispensabili per far si che il cambiamento sia propositivo. Eh si, perché cambiare si può anche in peggio. Succede quando subentrano la paura, la disistima, la violenza, l’arroganza, l’invidia, il controllo, l’incapacità di affrontare le sfide della vita. La paralisi. Allora tutto si cristallizza, tutto si ferma, non pulsa più la vita, non c’è più luce. Involuzione.

Ma per fortuna il cambiamento è l’unica costante della nostra esistenza. E’ quotidiano. Nessun giorno ci lascia senza aver operato dentro di noi delle metamorfosi. Spesso non ne siamo coscienti ma ciò che conta è che possiamo sempre rialzarci e riprendere il cammino da dove eravamo rimasti anche se qualche volta le soste sono imposte.

Qualcuno pensa che ci voglia molto tempo per crescere. Di sicuro nessuno si sveglierà una mattina “cresciuto”, ma in questo contesto il tempo è una variabile davvero molto relativa. Ci sono persone che hanno intuizioni, che cercano, che sono duttili e sanno cambiare per andare avanti, che fanno passi da gigante in tempi brevi; altre che rimangono una vita intera inchiodate nei loro schemi, avvinghiate alle loro idee, protette dalle loro convinzioni. Tutte finestre chiuse, senza spiragli attraverso cui possa filtrare la luce della saggezza, della conoscenza, della novità.

I bambini crescono in fretta e poi, piano piano, quella spinta rallenta fino quasi a fermarsi. E a quel punto, per continuare a progredire, ci vuole la consapevolezza dell’adulto, la voglia di scoprire, di mettersi in gioco, di cercare nuove prospettive per vedere orizzonti diversi, per provare meraviglia, per capire gli altri e se stessi, per non subire, per imparare a essere umili e forti allo stesso tempo.

Ognuno di noi è responsabile delle sue scelte e delle strade che vorrà intraprendere.

E uno degli errori in cui più facilmente possiamo incappare è quello di incolpare gli altri per le nostre cadute e per le nostre sofferenze. Questo atteggiamento non potrà che bloccare la crescita. Accogliere invece con benevolenza anche i momenti bui, le perdite e le sconfitte sarà un atto di coraggio e di grande maturità poiché, spogliandoci delle nostre certezze saremo costretti a guardarci nudi, senza le impalcature che ci siamo costruiti per difesa, per sentirci meno fragili, per ingannare gli altri e spesso anche noi stessi. Solo attraverso questo durissimo processo di spogliazione impareremo a misurare le nostre forze, quelle necessarie per crescere.

OrmeSicuramente la sofferenza è uno degli ostacoli peggiori in cui ci possiamo imbattere ma è anche uno dei più grandi maestri. E uno straordinario strumento di ampliamento della coscienza. Perché quando un dolore è riconosciuto e vissuto solo come un dolore, resterà tale per sempre, ingabbiato nella sua etichetta. Sarà un inutile spreco di energie, un terreno sterile su cui ci saremo fermati, spargendo preziosi attimi di vita che saranno inghiottiti nel nulla. Se invece lo sapremo trasferire nei processi vitali allora potremo operare un’alchimia, una metamorfosi dell’esistenza, potremo porre nel terreno fertile i semi per la nostra crescita ed il nostro futuro poiché esso ci insegna che la libertà, quella vera, passa attraverso la capacità di accettare e la volontà di scegliere.

La vita è davvero un’avventura meravigliosa, insondabile, piena di angoli bui ma anche di tanta luce … straordinaria …. ed è proprio di questo che abbiamo bisogno per crescere. Di luce.

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Chi lo ha scritto

Daria Cozzi

Triestina, due figli, una vita vissuta con passione. Ascolto tutti, soprattutto chi la pensa diversamente da me. E imparo sempre qualcosa. Mi piace comunicare attraverso la parola scritta, ma non solo ... credo che ci sia sempre una seconda chance, che possiamo crescere e cambiare pensiero, modo di essere, obiettivi e programmi per avere davanti a noi ogni giorno un orizzonte nuovo su cui scrivere i nostri progetti, dipingere i nostri sogni, depositare le nostre speranze. Ho raccontato la mia storia in "Quattro giorni tre notti", il mio primo romanzo.  

5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. funalcolo

    non molto tempo fa’, ho cercato la parola energumeno su google, e ho fatto questa scoperta secondo me interessante. termine coniato dai primi greci cristiani, per definire le persone diciamo in stato di trance, mentre adesso se lo cerchi sul dizionario (copiato ed incollato) il suo significato è: Indemoniato; oggi com. spec. in espressioni comparative, a proposito di persona in preda all’ira, accecata dalla passione ( si comporta sempre come un e. ) o anche ( iperb. o scherz. ) di ragazzo insofferente e prepotente (consideriamo che nel passaggio evolutivo, abbiamo attraversato il medioevo…). Mi ci sono ritrovato nelle tue descrizioni, secondo me scrivi bene ma specialmente mi fai sentire quello che scrivi e dunque me lo trasmetti, d’altronde con una nonnina così… ps: mi hanno detto che ho camminato sul fuoco

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    • Daria Cozzi

      Gentile Gio Vanni, grazie per aver letto il mio articolo e grazie per la sua opinione. Accolgo a cuore aperto ogni giudizio anche se di contrarietà. Se poi è costruttivo mi piace di più. Mi fa riflettere.
      “Ogni testa un tribunàl” diceva mia nonna. Ed aveva ragione. E poi aggiungeva “Bisogna passarci attraverso le situazioni per dare un senso alle parole” e anche qui mostrava la sua straordinaria saggezza. Fuffa su fuffa ;-)

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  2. Ilaria Raspadori

    Non si cresce, si muta solo. L
    a vita si trascorre, si attraversa, si passa e basta.

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