Crescere con 11 canzoni

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La musica pop è pensata e fatta per i giovani, poi i giovani crescono e scrivono pezzi tipo questi che abbiamo scelto per voi, così nudi e crudi, musica e testo di canzoni su ragazzi che crescono.

Francesco De Gregori: La leva calcistica della classe ’68

Sole sul tetto dei palazzi in costruzione,
sole che batte sul campo di pallone e terra
e polvere che tira vento e poi magari piove.
Nino cammina che sembra un uomo,
con le scarpette di gomma dura,
dodici anni e il cuore pieno di paura.
Ma Nino non aver paura a sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.
E chissà quanti ne hai visti e quanti ne vedrai di giocatori
che non hanno vinto mai
ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro
e adesso ridono dentro a un bar,
e sono innamorati da dieci anni
con una donna che non hanno amato mai.
Chissà quanti ne hai veduti, chissà quanti ne vedrai.
Nino capì fin dal primo momento,
l’allenatore sembrava contento
e allora mise il cuore dentro alle scarpe
e corse più veloce del vento.
Prese un pallone che sembrava stregato,
accanto al piede rimaneva incollato,
entrò nell’area, tirò senza guardare
ed il portiere lo fece passare.
Ma Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore,
non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore,
un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.
Il ragazzo si farà, anche se ha le spalle strette,
questo altro anno giocherà con la maglia numero sette.

Francesco De Gregori: Buffalo Bill

Il paese era molto giovane


i soldati a cavallo erano la sua difesa
il verde brillante della prateria
dimostrava in maniera lampante l’esistenza di Dio
del Dio che progetta la frontiera e costruisce la ferrovia

a quel tempo io ero un ragazzo
che giocava a ramino e fischiava alle donne
credulone e romantico con due baffi da uomo
se avessi potuto scegliere
tra la vita e la morte, tra la vita e la morte
avrei scelto l’America.

Tra bufalo e locomotiva
la differenza salta agli occhi
la locomotiva ha la strada segnata
il bufalo può scartare di lato e cadere
questo decise la sorte del bufalo
l’avvenire dei miei baffi e il mio mestiere.

Ora ti voglio dire c’è chi uccide per rubare
e c’è chi uccide per amore
il cacciatore uccide sempre per giocare
io uccidevo per essere il migliore.

Mio padre guardiamo di mucche
mia madre una contadina
io unico figlio biondo quasi come Gesù
avevo pochi anni e vent’anni sembran pochi
poi ti volti a guardarli e non li trovi più.

E mi ricordo infatti un pomeriggio triste
io con il mio amico culo di gomma famoso meccanico
sul ciglio di una strada a contemplare l’America
diminuzione dei cavalli aumento dell’ottimismo
mi presentarono i miei cinquant’anni
e un contratto col circo Pacebene a girare l’Europa
e firmai col mio nome e firmai e il mio nome era Bufalo Bill

Teen Idles: Sneakers

You’re sixteen going on thirty-two
Confusion of age surrounding you
Cigarette dangles from your painted lips
You wear the shoe because it fits

Put on your sneakers and be a kid
Why don’t you try and have some fun
Put on your sneakers and be a kid
You’re not fooling anyone

Why you wanna grow so old, so fast
Let your teenage ignorance last
Put away all those rings and chains
Come back and enjoy the growing pains

When I saw you the other day
You saw me but turned away
Why didn’y you acknowledge me
Was it cause your date was thirty-three

Eugenio Finardi: Non diventare grande mai

Non diventare grande mai non serve a niente sai
continua a crescere più che puoi ma non fermarti mai
E continua a giocare a sognare a lottare
non t’accontentare di seguire le stanche regole del branco
ma continua a scegliere in ogni momento

Perchè vedi l’avere ragione non è un dogma statico una religione
ma è seguire la dinamica della storia e mettersi sempre in discussione
perchè sai non basta scegliere di avere l’idea giusta
assumerne il linguaggio ed il comportamento poi dormire dentro

E il tuo dovere è di migliorarti di stare bene di realizzarti
cerca di essere il meglio che ti riesce per poi darti agli altri

E a ognuno secondo il suo bisogno e da ognuno a seconda della sua capacità
e anche se oggi potrà sembrare un sogno da domani può essere la realtà da domani deve essere la realtà

E non ascoltare chi ti viene a dire che tanto non è successo mai
vuol dire solo che per la prima volta funzionerà qui da noi funzionerà qui da noi.

Continua a crescere più che puoi
ma non fermarti mai
ma non fermarti mai
ma non fermarti mai

E continua a giocare a sognare a lottare
non t’accontentare
continua a giocare a sognare continua a cercare

Tom Waits: I don’t wanna grow up

When I’m lyin’ in my bed at night
I don’t wanna grow up
Nothin’ ever seems to turn out right
I don’t wanna grow up
How do you move in a world of fog
That’s always changing things
Makes me wish that I could be a dog
When I see the price that you pay
I don’t wanna grow up
I don’t ever wanna be that way
I don’t wanna grow up

Seems like folks turn into things
That they’d never want
The only thing to live for
Is today
I’m gonna put a hole in my TV set
I don’t wanna grow up
Open up the medicine chest
And I don’t wanna grow up
I don’t wnna have to shout it out
I don’t want my hair to fall out
I don’t wanna be filled with doubt
I don’t wanna be a good boy scout
I don’t wanna have to learn to count
I don’t wanna have the biggest amount
I don’t wanna grow up

Well when I see my parents fight
I don’t wanna grow up
They all go out and drinking all night
And I don’t wanna grow up
I’d rather stay here in my room
Nothin’ out there but sad and gloom
I don’t wanna live in a big old Tomb
On Grand Street

When I see the 5 o’clock news
I don’t wanna grow up
Comb their hair and shine their shoes
I don’t wanna grow up
Stay around in my old hometown
I don’t wanna put no money down
I don’t wanna get me a big old loan
Work them fingers to the bone
I don’t wanna float a broom
Fall in and get married then boom
How the hell did I get here so soon
I don’t wanna grow up

Massimo Ranieri: Erba di casa mia

Erba di casa mia
mangiavo in fretta e poi
correvo via…
quanta emozione, un calcio ad un pallone
Tu che dicevi piano
“Amore mio, ti amo”
Neve disciolta al sole
sull’erba i nostri libri, ad aspettare
e mentre io ti insegnavo a far l’amore
come un eterno fiore
finì la tua canzone…
Ma una’altra primavera
chissà quando verrà
per questo dalla vita
prendo quello che da’…
amare un’altra volta
ecco cosa farò!
Mi illuderò che sia
l’erba di casa mia.
Ma la vita è questa,
sembra uno strano gioco da equilibrista
sempre più in alto e poi un bel mattino
ti svegli con la voglia di ritornar bambino…
Ma un’altra primavera
chissà quando verrà
per questo dalla vita
prendo quello che da’
amare un’altra volta
ecco cosa farò
mi illuderò che sia
l’erba…di casa mia

Green Day: Good Riddancer (Time of your life)

Another turning point a fork stuck in the road
Time grabs you by the wrist directs you where to go
So make the best of this test and don’t ask why
It’s not a question but a lesson learned in time

[Chorus]
It’s something unpredictable but in the end
Is right I hope you’ve had the time of your life

So take the photographs and still frames in your mind
Hang it on a shelf in good health and good time
Tattoos and memories and dead skin on trial
For what it’s worth it was worth all the while

I Nomadi: Io vagabondo

Io un giorno crescerò
e nel cielo della vita volerò.
Ma un bimbo che ne sa
sempre azzurra non
può essere l’età…

Poi, una notte di settembre
mi svegliai, il vento sulla
pelle, sul mio corpo il
chiarore delle stelle;
chissà dov’era casa mia
e quel bambino che
giocava in un cortile…

Io, vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro
soldi in tasca non ne ho,
ma lassù mi è rimasto Dio.

Sì, la strada è ancora là
un deserto mi sembrava la città.
Ma un bimbo che ne sa sempre
azzurra non può essere l’età.

Poi, una notte di settembre
me ne andai, il fuoco
di un camino, non è caldo
come il sole del mattino,
chissà dov’era casa mia
e quel bambino che
giocava in un cortile…

Io, vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro
soldi in tasca non ne ho,
ma lassù mi è rimasto Dio.

vagabondo che son io,
vagabondo che non sono altro
soldi in tasca non ne ho,
ma lassù mi è rimasto Dio.

Francesco Guccini: Eskimo

Questa domenica in Settembre non sarebbe pesata così,
l’ estate finiva più “nature” vent’ anni fa o giù di lì…
Con l’ incoscienza dentro al basso ventre e alcuni audaci, in tasca “l’Unità”,
la paghi tutta, e a prezzi d’ inflazione, quella che chiaman la maturità…

Ma tu non sei cambiata di molto anche se adesso è al vento quello che
io per vederlo ci ho impiegato tanto filosofando pure sui perchè,
ma tu non sei cambiata di tanto e se cos’ è un orgasmo ora lo sai
potrai capire i miei vent’ anni allora, i quasi cento adesso capirai…

Portavo allora un eskimo innocente dettato solo dalla povertà,
non era la rivolta permanente: diciamo che non c’ era e tanto fa.
Portavo una coscienza immacolata che tu tendevi a uccidere, però
inutilmente ti ci sei provata con foto di famiglia o paletò…

E quanto son cambiato da allora e l’eskimo che conoscevi tu
lo porta addosso mio fratello ancora e tu lo porteresti e non puoi più,
bisogna saper scegliere in tempo, non arrivarci per contrarietà:
tu giri adesso con le tette al vento, io ci giravo già vent’ anni fa!

Ricordi fui con te a Santa Lucia, al portico dei Servi per Natale,
credevo che Bologna fosse mia: ballammo insieme all’ anno o a Carnevale.
Lasciammo allora tutti e due un qualcuno che non ne fece un dramma o non lo so,
ma con i miei maglioni ero a disagio e mi pesava quel tuo paletò…

Ma avevo la rivolta fra le dita, dei soldi in tasca niente e tu lo sai
e mi pagavi il cinema stupita e non ti era toccato farlo mai!
Perchè mi amavi non l’ ho mai capito così diverso da quei tuoi cliché,
perchè fra i tanti, bella, che hai colpito ti sei gettata addosso proprio a me…

Infatti i fiori della prima volta non c’ erano già più nel sessantotto,
scoppiava finalmente la rivolta oppure in qualche modo mi ero rotto,
tu li aspettavi ancora, ma io già urlavo che Dio era morto, a monte, ma però
contro il sistema anch’ io mi ribellavo cioè, sognando Dylan e i provos…

E Gianni, ritornato da Londra, a lungo ci parlò dell’ LSD,
tenne una quasi conferenza colta sul suo viaggio di nozze stile freak
e noi non l’ avevamo mai fatto e noi che non l’ avremmo fatto mai,
quell’ erba ci cresceva tutt’ attorno, per noi crescevan solo i nostri guai…

Forse ci consolava far l’ amore, ma precari in quel senso si era già
un buco da un amico, un letto a ore su cui passava tutta la città.
L’amore fatto alla “boia d’ un Giuda” e al freddo in quella stanza di altri e spoglia:
vederti o non vederti tutta nuda era un fatto di clima e non di voglia!

E adesso che potremmo anche farlo e adesso che problemi non ne ho,
che nostalgia per quelli contro un muro o dentro a un cine o là dove si può…
E adesso che sappiam quasi tutto e adesso che problemi non ne hai,
per nostalgia, lo rifaremmo in piedi scordando la moquette stile e l’Hi-Fi…

Diciamolo per dire, ma davvero si ride per non piangere perchè
se penso a quella che eri, a quel che ero, che compassione che ho per me e per te.
Eppure a volte non mi spiacerebbe essere quelli di quei tempi là,
sarà per aver quindici anni in meno o avere tutto per possibilità…

Perchè a vent’ anni è tutto ancora intero, perchè a vent’ anni è tutto chi lo sa,
a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’ età,
oppure allora si era solo noi non c’ entra o meno quella gioventù:
di discussioni, caroselli, eroi quel ch’è rimasto dimmelo un po’ tu…

E questa domenica in Settembre se ne sta lentamente per finire
come le tante via, distrattamente, a cercare di fare o di capire.
Forse lo stan pensando anche gli amici, gli andati, i rassegnati, i soddisfatti,
giocando a dire che si era più felici, pensando a chi s’ è perso o no a quei party…

Ed io che ho sempre un eskimo addosso uguale a quello che ricorderai,
io, come sempre, faccio quel che posso, domani poi ci penserò se mai
ed io ti canterò questa canzone uguale a tante che già ti cantai:
ignorala come hai ignorato le altre e poi saran le ultime oramai…


Cat Stevens: Father and Son

Father
It’s not time to make a change,
Just relax, take it easy.
You’re still young, that’s your fault,
There’s so much you have to know.
Find a girl, settle down,
If you want you can marry.
Look at me, I am old, but I’m happy.

I was once like you are now, and I know that it’s not easy,
To be calm when you’ve found something going on.
But take your time, think a lot,
Why, think of everything you’ve got.
For you will still be here tomorrow, but your dreams may not.

Son
How can I try to explain, when I do he turns away again.
It’s always been the same, same old story.
From the moment I could talk I was ordered to listen.
Now there’s a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.

Father
It’s not time to make a change,
Just sit down, take it slowly.
You’re still young, that’s your fault,
There’s so much you have to go through.
Find a girl, settle down,
if you want you can marry.
Look at me, I am old, but I’m happy.

Son
All the times that I cried, keeping all the things I knew inside,
It’s hard, but it’s harder to ignore it.
If they were right, I’d agree, but it’s them you know not me.
Now there’s a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.

Baustelle: Le rane

Mentre scoprivamo il sesso
ignari di ciò che sarebbe poi successo
dopo la maturità
eccoci che attraversiamo i girasoli
bucanieri nati
andiamo via dalla realtà
dalle case popolari

che fine hai fatto
ti sei sistemato
che prezzo hai pagato
che effetto ti fa
vivi ancora in provincia
ci pensi ogni tanto alle rane?
l’ultima volta ti ho visto cambiato
bevevi un amaro al bancone del bar
perchè il tempo ci sfugge
ma il segno del tempo rimane

nelle notti estive e nere
solo lucciole a guidarci nell’oscurità
un’era fa

la crudele pesca delle rane
in uno stagno usato per l’irrigazione
io e te
fratello mio
con gli ami e la torcia

che fine hai fatto
ti sei sistemato
che prezzo hai pagato
che effetto ti fa
vivi ancora in provincia
ci pensi ogni tanto alle rane?
l’ultima volta ti ho visto cambiato
bevevi un amaro al bancone del bar
perchè il tempo ci sfugge
ma il segno del tempo rimane

ma voglio immortalarti e ricordarti così
coi sandali e il coraggio di Yanez
e porterò morendoquella gioia corsara con me

io nel frattempo me ne sono andato
se vuoi ti ho tradito
che effetto mi fa
la piscina di un agriturismo
ha coperto le rane
l’ultima volta che ti ho salutato
poi sono scappato nel cesso del bar
ed ho pianto sul tempo che fugge
e su ciò che rimane

Baustelle: Charlie fa surf

Vorrei morire a questa età
vorrei star fermo mentre il mondo va
ho quindic’anni
Programmo la mia drum-machine
e suono la chitarra elettrica
vi spacco il culo
è questione d’equilibrio
non è mica facile

Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate se
Charlie fa skate, non abbiate pietà
crocifiggietelo, sfiguratelo in volto
con la mazza da golf
alleluja alleluja

Mi piace il metal, r’n’b
ho scaricato tonnelate di
filmati porno
e vado in chiesa e faccio sport
prendo pastiglie che contengono
paroxetina
Io non voglio crescere
andate a farvi fottere

Charlie fa surf, quanta roba si fa
M D M A
ma le mani chiodate da
un mondo di grandi e di preti fa skate
non abbiate pietà
una mazza da baseball
quanto bene gli fa
alleluja alleluja

 

 

David Bowie: Changes

I still don’t know what I was waiting for
And my time was running wild
A million dead-end streets
Every time I thought I’d got it made
It seemed the taste
was not so sweet
So I turned myself to face me
But I’ve never caught a glimpse
Of how the others must see the faker
I’m much too fast to take that test

Ch-ch-ch-ch-Changes
(Turn and face the stranger)
Ch-ch-Changes
Don’t want to be a richer man
Ch-ch-ch-ch-Changes
(Turn and face the stranger)
Ch-ch-Changes
Just gonna have to be a different man
Time may change me
But I can’t trace time

I watch the ripples change their size
But never leave the stream
Of warm impermanence and
So the days float through my eyes
But still the days seem the same
And these children that you spit on
As they try to change their worlds
Are immune to your consultations
They’re quite aware
of what they’re going through

Ch-ch-ch-ch-Changes
(Turn and face the stranger)
Ch-ch-Changes
Don’t tell them to grow up and out of it
Ch-ch-ch-ch-Changes
(Turn and face the stranger)
Ch-ch-Changes
Where’s your shame
You’ve left us up to our necks in it
Time may change me
But you can’t trace time

Strange fascination, fascinating me
Changes are taking the pace
I’m going through

Ch-ch-ch-ch-Changes
(Turn and face the stranger)
Ch-ch-Changes
Oh, look out you rock ‘n rollers
Ch-ch-ch-ch-Changes
(Turn and face the stranger)
Ch-ch-Changes
Pretty soon you’re gonna get
a little older
Time may change me
But I can’t trace time
I said that time may change me
But I can’t trace time

David Bowie: All the madmen

Day after day
They send my friends away
To mansions cold and grey
To the far side of town
Where the thin men stalk the streets
While the sane stay underground

Day after day
They tell me I can go
They tell me I can blow
To the far side of town
Where it’s pointless to be high
‘Cause it’s such a long way down

So I tell them that
I can fly, I will scream, I will break my arm
I will do me harm
Here I stand, foot in hand, talking to my wall
I’m not quite right at all…am I?

Don’t set me free, I’m as heavy as can be
Just my librium and me
And my E.S.T. makes three

‘Cause I’d rather stay here
With all the madmen
Than perish with the sadmen roaming free
And I’d rather play here
With all the madmen
For I’m quite content they’re all as sane
As me

(Where can the horizon lie
When a nation hides
Its organic minds
In a cellar…dark and grim
They must be very dim)

Day after day
They take some brain away
Then turn my face around
To the far side of town
And tell me that it’s real
Then ask me how I feel

Here I stand, foot in hand, talking to my wall
I’m not quite right at all

Don’t set me free, I’m as helpless as can be
My libido’s split on me
Gimme some good ‘ole lobotomy

‘Cause I’d rather stay here
With all the madmen
Than perish with the sadmen
Roaming free
And I’d rather play here
With all the madmen
For I’m quite content
They’re all as sane as me

Zane, Zane, Zane
Ouvre le Chien

I giardini di Kensington di Patty Pravo
(Paolo Dossena – Maurizio Monti – Reed)

piter con le mani voli via
eri nato uomo edesso piÙ non vuoi
la tua casa lascia e poi
scegli un mondo di poesia
sei tu piter tu che a kensington vivi
piter tu che a kensington vivi

trovi li i fiori e le fate
in barca lungo la corrente vai
con le canne un flauto fai
suoni come il grande pan
sei tu piter tu che a kensington giochi

piter tu che a kensington suoni
suona ancora cosi
tutu tutu tuttututtu
tutu tutu tuttututtu
tutu tutu tuttututtu
tutu tutu tuttututtuuuu

e laggiÙ un giorno chiederai
che vuoi rivedere la tua casa
le lunghe feste cosÌ gli addii
le gite in barca tu perdi tempo piter
tu che a kensington resti piter
tu tu che a kensington resti oh piter

dalla finestra chiusa guardi tu
e al tuo posto un bambino adesso c’È
troppo tardi piter pan
tu capisci tu lo sai
ora piangi piter tu che a kensington tor
ni
si piter tu che a kensington torni
tu

magica gioia tu mi dai
dolce mio rimpianto dove sei
nei giardini a kensington
un bambino eterno c’È
sei tu piter tu che a kensington vivi
tu piter tu che a kensington suoni
suona ancora cosi
tutu tutu tuttututtu
tutu tutu tuttututtu
tutu tutu tuttututtu
tutu tutu tuttututu

Walk on the wild side di Lou Reed

Holly came from Miami FLA
Hitch-hiked her way across the USA.
Plucked her eyebrows on the way
Shaved her leg and then he was a she
She said, hey babe, take a walk on the wild side,
Said, hey honey, take a walk on the wild side. 

Candy came from out on the island,
In the backroom she was everybody’s darling,
But she never lost her head
Even when she was given head
She said, hey baby, take a walk on the wild side
She said, hey babe, take a walk on the wild side
And the coloured girls go, doo doo doo, doo …

Little Joe never once gave it away
Everybody had to pay and pay
A hustle here and a hustle there
New York city is the place where they said:
Hey babe, take a walk on the wild side
I Said hey Joe, take a walk on the wild side

Sugar Plum Fairy came and hit the streets
Lookin’ for soul food and a place to eat
Went to the Apollo
You should have seen him go go go
They said, hey Sugar, take a walk on the wild side
I said, hey honey, take a walk on the wild side

Jackie is just speeding away
Thought she was James Dean for a day
Then I guess she had to crash
Valium would have helped that dash
She said, hey babe, take a walk on the wild side
I said, hey honey, take a walk on the wild side
And the coloured girls say doo doo doo, doo …

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. elisa severi

    certe canzoni non andrebbero proprio scritte…alcune perché troppo brutte, altre perché troppo belle.

    Rispondi
  2. Anselmo

    Gigi,
    affiancare il sublime (walk on the wild) e ‘o trash (la cover che ne ha fatto Patty Pravo, con il testo più idiota di tutti i tempi) fa veramente stare male.
    Penso che la pubblicazione de “I giardini di Kensington” sia stato il segnale che per il nostro Paese non c’era più speranza.

    Rispondi
    • marinda

      Il giorno che Bertolucci la metterà in un film come ha fatto con la versione in Italiano di Space Oddity, Ragazzo solo, ragazza sola, il cui testo di mogol era teribbile, inizierai anche tu a cantare “Tu perdi tempo Peter, tu che a Kensington vivi”. Con convinzione.

      Rispondi
    • Paolo Flamigni (Gigi)

      Un bambino ti risponderebbe che è colpa delle cattive compagnie, un critico post moderno che è bello mischiare l’alto col basso, Paolo Limiti che Patty Pravo è la Nico de noantri … ma visto che quei tempi (purtroppo o per fortuna) sono passati non mi resta che cospargermi il capo di cenere

      Rispondi
  3. marinda

    Con David Bowie ti dico: “Look out You rock and Roller, pretty soon now, you gonna get older”.

    Rispondi

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