Un uno una un’

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Ho notato che molto spesso capita anche a persone con una certa cultura di sbagliare l’ortografia dell’articolo indeterminativo.

In particolare, capita a molti di infilare un apostrofo che proprio non dovrebbe esserci. Infatti al maschile gli articoli indeterminativi sono due: uno che si antepone a nomi che iniziano con s + consonante (esse impura), con z, con x, con gn, con h, con ps e con pn, e un che si usa con tutte le altre consonanti e davanti a vocale.

La forma femminile una, invece, si usa sia davanti a vocale sia davanti a qualsiasi consonante, perché è una forma unica, basta che il nome sia femminile.

Un abbraccio ad un'amica!

Un abbraccio ad un’amica!

Perciò vedete? È la forma femminile che necessita di essere apostrofata davanti a vocale per non dire che so, una isola, si apostrofa e diventa un’isola.

La forma maschile non necessita di essere apostrofata perché la nostra lingua ci fornisce già pronte le due versioni differenziate.

Quindi ora possiamo mandare a un’amica un abbraccio… davvero uno speciale abbraccio. Come mi affretto a fare io, da queste righe.

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Chi lo ha scritto

Lamaranga

Mi firmo Lamaranga, così mi chiamavano alle Medie, e appena arrivata a Ravenna così mi trovo a essere chiamata (nell’ambiente di lavoro) senza che avessi mai avuto il tempo di fare una simile confidenza. Da sempre inoltre quando uno sbaglia il mio nome mi chiama immancabilmente Monica, ma mia madre giura di non aver mai avuto l’intenzione di darmi questo nome. Sarà che l’inizio non fu uno dei migliori: il nome scelto da mia madre non piacque al prete che mi battezzava e lì per lì ne furono aggiunti altri due. Mettiamola così, ancora non credo di sapere chi veramente sono. Di certo scrivere però, mi aiuta a riconoscermi. “Dentro di noi c’è una cosa che non ha nome, e quella cosa è ciò che siamo”. (José Saramago-Cecità)  

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