Shanghai e i suoi record

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Oriental TV & Radio Pearl Tower

Benvenuti in Cina. Prendiamo un aereo dagli Stati Uniti e atterriamo a Shanghai, una città in cui oggi  vivono più di 23 milioni di persone e che ha un incremento medio di popolazione di 500.000 individui l’anno. Agli occhi di chi ci abita da sette settimane e non parla cinese, Shanghai ti saluta travolgendoti nel suo ritmo serrato e nel flusso incomprensibile della sua comunicazione. È veloce ma conserva il fascino imponente del passato, è concentrata in altezza ma il mare dei suoi grattacieli sembra estendersi all’infinito.  Tra prime impressioni e qualche dato alla mano, ecco come ci dà il benvenuto Shanghai.

È velocissima

Quella velocità esaltata nel manifesto futurista, che cambia la percezione del tempo e dello spazio, si materializza nei grattacieli di Shanghai. La vedi nel passo delle persone, nello sfrecciare dei taxi, nel susseguirsi dei LED che si accendono al tramonto.
Oltre che da spettatori, la velocità di Shanghai la si può anche sperimentare in veste di protagonisti. Basta prendere il Maglev Train, il mezzo di trasporto più veloce del mondo. Un treno a lievitazione magnetica che percorre la distanza tra il principale aereporto e Longyang Road – 30 km –  in 8 minuti, con punte massime di velocità di 430km/h. L’unica forza che sembra contrapporsi al ritmo incalzante della megalopoli sono i movimenti lenti e calmi degli anziani che praticano il Taichi nei giardini e nelle piazze alberate.

Cambia, in continuazione

La velocità di Shanghai si concretizza nel continuo divenire delle sue forme urbanistiche: ci sono quartieri che sono stati costruiti da zero nell’arco di pochi anni, per non parlare dei grattacieli e dei centri commerciali che spuntano come funghi. I cantieri sono aperti sette giorni su sette ventiquattro ore al giorno e, come sarà facile immaginare, la manodopera qui proprio non manca. Un esempio eclatante è Xintiandi: un quartiere, chic e all’avanguardia, che da poco ha festeggiato il suo decimo compleanno. Xintiandi è nato dalla conversione delle caratteristiche abitazioni Shikumen in locali e ristoranti alla moda. Un punto di ristoro dalla frenesia cittadina, ideale per rilassarsi dopo il lavoro e per darsi allo shopping.
A Shanghai sembra che il territorio viva, risponda e anticipi le esigenze di chi lo abita. E a questo proposito, secondo una classifica della Brooking Institution del 2012, Shanghai batte anche il record mondiale del dinamismo: è la prima nel mondo.

Shanghai World Financial Center e Jinmao Tower

Cresce in altezza…

Chi vive a New York – e chi conosce la storia di Bologna – lo sa bene: le torri una volta e i grattacieli oggi sono simbolo del potere, più sono alti, maggiore la prova di grandezza economica.
A Shanghai si contano oltre 400 palazzi la cui altezza supera i cento metri. Quali sono quelli da cui nelle giornate di pioggia si può vedere comunque splendere il sole? Innanzitutto L’Oriental  Pearl Radio & TV tower, costruita in meno di 4 anni. Con i suoi 468 metri, è sede di broadcast televisivi e radiofonici e anche di ristoranti di lusso. Abbiamo poi lo Shanghai World Financial Center: 101 piani concentrati in 492 metri di altezza. Grazie alla caratteristica forma ad apribottiglie, nel 2008 si aggiudica il premio “Best Year Completed Skyscraper” (Miglior grattacielo completato dell’anno). E poi ancora la Jinmao Tower: qui i bottoni dell’ascensore arrivano a 128, ed è, per ora, il grattacielo più alto. Si è calcolato che per il mantenimento giornaliero dell’edificio ci vogliano 121.000 dollari al giorno. Fuori classifica perché ancora in fase di costruzione, c’è infine la Shanghai Tower. Il suo completamento è previsto per il 2014, quando avrà raggiunto 632 metri. Sarà il terzo edificio più alto del mondo, dopo il Burj Khalifa a Dubai e lo Skytree di Tokyo.

…e in larghezza

Se la corsa al grattacielo più alto comporta un aumento vertiginoso della loro concentrazione, la popolazione risponde altrettanto intensamente. Si stima infatti che nel 2030 la popolazione shanghainese sfiorerà i 30 milioni, più del totale degli abitanti del Canada per esempio. Un interessante documento fotografico che dà il colpo d’occhio di come Shanghai sia cambiata negli ultimi anni è quello di Reuters Carlos Barria: due immagini di Pudong, distanti l’una dall’altra 26 anni, Pudong nel 1987 e oggi.

La folla di Shanghai è travolgente, una massa di persone, macchine, autobus, un caos in continuo movimento. A volte si ha la sensazione che non ci sia distinzione tra pubblico e privato: per strada è facile incontrare famiglie che allestiscono un tavolino e mangiano o che si riposano sdraiate su un’aiuola. Si danno i turni e probabilmente lo fanno per tenere aperti i negozi il più a lungo possibile, tornare a casa richiederebbe troppo tempo e qui, abbiamo capito, il tempo non te lo regala proprio nessuno. Eppure le case non mancano: l’orizzonte di grattacieli si perde a vista d’occhio. Il susseguirsi di finestre illuminate, una sopra all’altra, affiancate in interminabili file, trasmette la sensazione di una città che vive e pulsa, e che…

Lupu Bridge

…guarda al futuro

Anche per questo, a Shanghai spetta un’altra nomination. Nel 2011 viene eletta la città più futuristica al mondo perchè pone al centro del suo sviluppo tecnologia, architettura all’avanguardia, infrastrutture, comunicazione, trasporto e pianificazione urbana. Oltre al Maglev train e ai grattacieli del suo Skyline, tra le costruzioni futuriste non si possono non nominare i ponti, come il vorticoso Nanpu Bridge o il lunghissimo Lupu Bridge che, per rimanere in tema di record, è il secondo ponte ad arco più lungo del mondo.

E, infine, ha un grande fascino

Shanghai è una città molto affascinante per quanto detto sopra, e non solo. Ha una storia di migrazioni complessa, per il suo porto e per la sua posizione strategica. La chiamano la Parigi dell’Est e la New York dell’Ovest. La sua storia si dipana per le strade della città e si rivela passo dopo passo, nei volti delle persone, negli stralci delle loro abitazioni e nei loro comportamenti. I contrasti sono impressionanti, ricchezza e povertà si sovrappongono l’una sull’altra in modo caotico. Modi di vivere agli antipodi sono vicini nello spazio: colpiscono le immagini di abitazioni dismesse e sullo sfondo i grattacieli all’avanguardia, come se la città vivesse senza presente, ricordando il passato ma pensando solo al futuro.

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Astrid

    La tua sensibilità nelle descrizioni suscita emozioni che coinvolgono chi è lontano e lo fanno partecipe del tuo presente!

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  2. AeRRe

    Vedere Shanghai dev’essere un’esperienza emozionante, il Maglev Train mi ha molto incuriosito ma non so se mi piacerebbe viverci.
    Come è messa ad aree verdi?
    Ciao e in bocca al lupo per questa avventura

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    • Francesca Hansstein

      Per quel che ho visto mi sembra che ci siano tanti parchi/giardini abbastanza grandi sparsi per la città. I giardini sono sempre molto belli, qui ne hanno una grande cura. Molto verdi anche i campus universitari. Grazie e crepi il lupo!

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  3. Elisabetta

    La cosa che più mi impressionò di Shangai fu una nebbiolina sottile di smog che rendeva il panorama grigio e malinconico. Ma questa è una caratteristica tipica delle città cinesi, che sembrano davvero vivere senza presente.

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    • Francesca Hansstein

      Ciao Elisabetta, grazie per il commento. A me la nebbiolina di Shanghai non dispiace – sarà forse perchè sono di Milano?
      Anche io la trovo malinconica ma allo stesso tempo mi induce a riflettere, ha un chè di misterioso. Mi piace da morire l’effetto delle luci dei grattacieli che sfumano nella nebbia, non vedere dove arrivano.

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      • Elisabetta

        Anche a me non dispiace la nebbia, però quella cinese non mi ha fatto lo stesso effetto di quella di Torino ;) Ma forse l’esperienza lavorativa spiacevole che ho avuto a Ningbo, quindi non lontano da Shangai, non mi ha permesso di apprezzare le sfumature cinesi. Ma posso sempre rimediare con un viaggio nel Regno di Mezzo, stavolta di piacere.

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