Quando apriranno le gabbie

3
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Le gabbie di cui voglio parlarvi oggi misurano circa sei metri per sei e mezzo. Detta così sembrano abbastanza grandi. Mi piacerebbe informarmi se sarebbero abbastanza grandi, intendo dire per legge o anche per buon senso, per diciamo 22, 25, o 27 cuccioli di leone o anche di pinguino o mettiamo caso per lo stesso numero di cuccioli di animali diversi mescolati tra loro. Penso invece che sarebbero eccessivamente grandi per batterie di 25 polli da allevamento. Ma si sa, quelli devono ingrassare in fretta e costare poco.

Nelle gabbie le costrizioni sono molte.

Spazio

I piccoli leoni non possono muoversi troppo, è oggettivamente troppo pericoloso muoversi tutti in un tale spazio. Poi si sa, devono stare seduti al loro posto a imparare tante cose importanti. Lo stesso spazio, ho già avuto modo di dirlo, li accompagnerà dalla prima elementare all’esame di maturità, senza grosse variazioni.

Attività

Solo lezioni frontali, che le compresenze delle loro maestre servono per coprire il tempo scuola di altre classi. Laboratori, uscite, attività in piccolo gruppo… sono diventate quasi impossibili da attuare.

Movimento

Il movimento è connaturato all’essere cuccioli. I cuccioli crescono muovendosi, imparano muovendosi, stanno insieme muovendosi. Anche quando ero piccola io a scuola si doveva stare fermi. Però tornavo a casa tutti i giorni all’ora di pranzo, si facevano subito i compiti e poi fino all’ora di cena si giocava nei cortili con fratelli, cuginetti e amici del quartiere, anche d’inverno e con la neve. La sera, quando il babbo rientrava si sentivano tutte le mamme chiamare dalle finestre… chi se lo ricorda? Ci sarà o no un motivo per cui sono in aumento le segnalazioni da parte delle scuole di bambini iperattivi?

Norme sulla sicurezza

Avete presente quei bei rettilinei a doppia corsia fuori città con il divieto di superare i cinquanta chilometri all’ora? Prima cosa ti chiedi come mai, poi incontri delle buche paurose che se ci finisci dentro ci lasci la macchina. Ecco, non avendo risorse per sistemare l’asfalto, ci si inventa una bella regola che se non la rispetti, poi è solo colpa tua, anzi, ti becchi anche la multa.

Perciò basta un bel regolamento: non correre, non usare la palla, non andare in altre classi, non superare l’orario della ricreazione, non giocare in corridoio, non andare in bagno fuori orario, non portare dolci fatti in casa, non fare entrare i genitori… non… non… non…

Tempo

Il tempo per te stesso, per un po’ di silenzio, per un pensiero o un sonnellino, per un gioco tranquillo, per una partita a scacchi con il compagno del cuore, per un gioco di movimento, per una chiacchieratina, per il libro preferito, per un piantino, per una coccola… non è previsto dal regolamento.

Socializzazione

Spazio negato, tempo negato, movimento negato (sì, non basta l’alibi delle due ore settimanali di motoria), attività negate. Pensando a dei piccoli esseri che dovrebbero crescere in modo armonico, non c’è male. Ma tra tutti i danni che una simile situazione può causare, penso che il peggiore riguardi lo sviluppo delle capacità sociali e relazionali.

Gran parte degli apprendimenti e delle competenze acquisite in maniera duratura e significativa fino ai dieci anni passa attraverso l’esperienza diretta e il gioco. In particolare le competenze sociali, relazionali non si apprendono per via trasmissiva, attraverso spiegazioni date a tavolino. Sarebbe come spiegare a un bambino piccolo le procedure per camminare senza lasciargli la possibilità di provare, cadere, rialzarsi.

È solo giocando e mettendosi in gioco che si costruiscono gli strumenti che servono e serviranno in futuro per potersi relazionare correttamente con il prossimo. Le regole, se non sono interiorizzate, sono solo parole vuote, che alla prima occasione vengono trasgredite.

State ben attenti voi guardiani delle gabbie! Ci sarà un giorno in cui le dovrete inevitabilmente aprire. Sarà quando i leoncini avranno 14 anni, o forse 18, forse 25… Per quel giorno preparatevi.

Verrete sbranati (e i più feroci saranno proprio i pinguini).

 

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Lamaranga

Mi firmo Lamaranga, così mi chiamavano alle Medie, e appena arrivata a Ravenna così mi trovo a essere chiamata (nell’ambiente di lavoro) senza che avessi mai avuto il tempo di fare una simile confidenza. Da sempre inoltre quando uno sbaglia il mio nome mi chiama immancabilmente Monica, ma mia madre giura di non aver mai avuto l’intenzione di darmi questo nome. Sarà che l’inizio non fu uno dei migliori: il nome scelto da mia madre non piacque al prete che mi battezzava e lì per lì ne furono aggiunti altri due. Mettiamola così, ancora non credo di sapere chi veramente sono. Di certo scrivere però, mi aiuta a riconoscermi. “Dentro di noi c’è una cosa che non ha nome, e quella cosa è ciò che siamo”. (José Saramago-Cecità)  

3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. oltremarte

    Qualcosa è cambiato. Quando ci sono stata io per 19 anni in quelle gabbie, mi sembrava tutto logico, naturale, inevitabile, ero tranquilla, mi piaceva anche. Sarà perché nelle elementari ho avuto un maestro che per farci fare un po’ di movimento portava la chitarra e ci faceva ballare e cantare a casaccio e per andare al gabinetto all’ora prestabilita tutti in fila per due ci faceva fare tutti i tipi di passi del mondo, dai salti allo strisciare del serpente. Sarà che ne ho avuto un altro che ogni settimana ci portava a spasso per il paese e ci insegnava i nomi delle vie e ci spiegava chi erano stati i defunti titolari. Sarà che il gioco dopo al massimo un’ora di compiti era completamente libero e senza alcuna supervisione da parte di adulti e nel branco si imparava la socialità insieme alla fantasia.
    Tutto questo per mia figlia non c’è e rischio la denuncia se la lascio camminare da sola a bordo strada per 100 metri in un paesino di 300 anime. Dovrebbe stare davanti alla tv o fare i corsi come tutte le altre. E’ tutta una grande gabbia. Ovunque. Ma ognuno di noi può anche ribellarsi e fare finta che non ci sia e smetterla di fare fare tutti i compiti e fare pressione per avere aree di gioco libero e infischiarsene dei voti… ma forse è troppo difficile…

    Rispondi
  2. val...anga

    IN GABBIA? SÌ E SEMPRE DI PIÙ.
    E’ FAT L’È CHE STA SITAZIO’ LA FA AVNÌ UN NERVOS, UN NERVOS… DA FE’ BATAR LA VENA IN TE COL! L’È PUSÈBIL CHE UBSOGNA SEMPAR INCASSÈ? E’ NO STA VOLTA PU’ NO…
    SCUSIM LA MI ESPRESSIO’, MA L’È QUELA CLA REND MEJ!!!
    SEMPRE GRANDE LAMARANGA!!! CONTINUA COSÌ!!!

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?