Le informazioni USA sull’attacco chimico in Siria? Tutto fumo negli occhi

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Dopo il 21 agosto 2013 la situazione in Siria sta diventando molto seria. Gli attacchi con armi chimiche, nelle periferie civili di Damasco, appaiono la chiara prova che Assad e i suoi uomini hanno sorpassato la famosa “linea rossa” segnata dagli USA e dal suo presidente democratico: Barack Obama.
Per il governo degli USA le prove di questo attacco chimico nei confronti di civili inermi, soprattutto bambini sono inconfutabili (da quanto si vede dalle immagini trasmesse da tutti i notiziari del mondo, soprattutto nell’ultimo mandato in onda dalla CNN, peccato sia molto discutibile e con molte falle, ad esempio i soccorritori non hanno nessun genere di protezione contro il gas Sarin. Ricordiamo che nel 1995, quando ci fu lo spargimento di gas Sarin nella metropolitana di Tokyo i soccorittori erano totalemte protetti da tute, caschi e guanti, altrimementi si sarebbero intossicati a loro volta). Insomma, secondo Barack Obama e il governo degli Stati Uniti d’America, (sia repubblicani, sia democratici hanno dato il loro consenso) è il momento di far scendere in terra siriana le proprie forze per sconfiggere definitivamente un tiranno che opprime e uccide il proprio popolo.

Le prove “schiaccianti” che inchiodano Assad sarebbero state fornite dalla NSA israeliana, il nome di questa agenzia è IDF e si occupa di intercettazione e spionaggio, esattamente come la NSA. Grazie a Edward Snowden siamo tutti al corrente di come agisce tale agenzia.

Come da protocollo, tali azioni da parte di un governo accusato di usare armi chimiche devono essere verificate da esponenti della NATO; questo serve come parere arbitrario per decidere se un eventuale attacco da parte di forza esterne sia giustificato, oppure no. Nel caso si trovassero le prove di colpevolezza da parte del governo di Assad, qualunque attacco sarebbe giustificato e non considerato come invasione.

Come ha reagito il governo siriano a tali accuse? Il presidente Assad ha negato l’uso di armi chimiche da parte del suo esercito e accusato i ribelli. Anche se con qualche giorno di ritardo, Assad ha permesso agli esponenti della NATO di andare in territorio siriano a fare verifiche in proposito. Per il governo degli Stati Uniti d’America sarebbe inutile un sopraluogo da parte della NATO, questo perchè gli USA sostengono che le prove in loro possesso contro Assad e il suo esercito sono schiaccianti, e che ormai il governo siriano avrebbe già fatto ripulire la zona interessata da tracce di armi chimiche. L’invito della NATO sarebbe una truffa, accusano gli USA e aggiungono che l’attacco alla Siria è imminente.

Il presidente Barack Obama ha già pronte le forze militari per un attacco alla Siria, gli alleati degli USA hanno tutti dato il proprio appoggio per questa azione militare, solo l’Italia, con il ministro deli Esteri Emma Bonino, ha negato il proprio intervento, giustificando tale scelta come troppo affrettata e ad alto rischio. Il ministro degli Esteri italiano ha parlato addirittura di un possibile rischio per una Terza Guerra Mondiale.

Mentre gli USA e i suoi alleati occidentali spingono per un attacco in Siria, giustificato da prove “schiaccianti”, il ministro degli Esteri russo, Sergej Viktorovic Lavorv, avrebbe presentato al Palazzo di Vetro dell’ONU alcune foto provenienti dai satelliti russi puntati sul territorio siriano, dove sarebbero avvenuti gli attacchi chimici, di cui il governo di Assad è accusato. Da queste immagini si può vedere, con certezza, che il lancio di queste armi proibite è avvenuto all’esterno del territorio controllato dall’esercito siriano ufficiale e in particolare all’interno del territorio controllato dai ribelli Salfiti (ribelli mercenari), sostenuti da Arabia Saudita e USA. Il ministro russo ha anche aggiunto che non capisce come mai gli USA non abbiano tali foto, dal momento che dispongono della stessa potenza satellitare russa. Dopo questo colpo di scena le carte in tavola si sono rimescolate.

Gli alleati USA cominciano a tirarsi  indietro dopo l’appoggio iniziale, David Cameron, primo ministro britannico, ha dovuto fare i conti con i propri cittadini che chiedono di non intervenire in Siria e che tale attacco sarebbe solo un suicidio (la Gran Bretagna ha frenato, ma non tolto l’appoggio agli USA) , anche il presidente francese, Hollande, ha dovuto fare marcia indietro, o quasi, ma questo più a causa della scarsa influenza della Francia in situazioni internazionali. Anche il presidente americano è dovuto correre ai ripari, per non innervosire troppo i cittadini e il resto del mondo, ed ha deciso di prendere tempo, passando la patata bollente al Congresso americano, che, nei prossimi giorni, dovrà decidere se dare il proprio appoggio alla decisione del presidente Obama, oppure no. Per gli americani ci sono solo due possibilità: o tirarsi indietro da un eventuale attacco alla Siria, causa mancanza di prove di un eventuale uso di armi chimiche da parte di Assad, o convincere il mondo intero che le prove in suo possesso, della colpevolezza del regime siriano, siano assolutamente certe. Una guerra non può cominciare senza l’appoggio della popolazione civile.

Un tassello importante per una guerra è soprattutto l’esercito. Negli USA in questo momento si sta alzando un polverone, in internet girano foto di militari, con la faccia coperta, che dichiarano di essere contro l’intervento in Siria.

Gli USA devono convincere non solo i cittadini, ma anche il prorio esercito a entrare in questa guerra. Il mondo continua a chiedere a Obama le prove che dice di avere contro la Siria, ma sono ancora titubanti nel presentarle. Sfortunatamente per loro vengono fuori sempre più prove a favore di Assad. Recentemente un hacker è riuscito a entrare nella casella postale di Anthony McDonald, Direttore Generale del personale, operazioni e piani d’ufficio del Sottocapo di Stato Maggiore per l’Intelligence dell’esercito degli USA e ha pubblicato alcune mail scambiate con l’analista civile Us army, Eugene P. Frust, dove si fanno i complimenti per l’operazione ben riuscita in Siria. Ecco la mail:

Ci sono anche delle mail tra la moglie Jeniffer MacDonald e Mary Shapiro, dove si può leggere che la donna (Mary Shapiro) è molto preoccupata per le scene dei bambini siriani morti durante l’attacco chimico, ma la signora McDonald la rassicura dicendole che il marito le ha confidato che ai bambini non è successo nulla e che era una montatura per le telecamere, ecco la mail:


Per adesso il quadro generale ci mostra come gli USA, ma soprattutto Israele, vogliano una guerra imminente in Siria. Nella dichiarazioni di Obama possiamo anche notare come le minacce per un eventuale attacco interessino anche territori come Iran e Libano. La possibilità una grossa guerra in Medio Oriente è tangibile. La Siria, anche grazie alla Russia, ha presentato le prove per la sua non colpevolezza negli attacchi chimici del 21 agosto, l’intelligence tedesca (BND) ha inoltre dichiarato che negli ultimi 4 mesi di intercettazioni in territorio siriano ha constatato che: l’esercito siriano ha fatto numerose richieste per l’uso delle armi chimiche, ma Assad non ha mai dato risposta, impedendo all’esercito di usare tali armi. Gli USA stanno ancora cercando la controprova che giustifichi il suo attacco, ma dopo tanti anni di guerre inutili lanciate dali Stati Uniti d’America la popolazione mondiale è stanca; hackers, militari e civili mostrano la loro non conformità con le scelte dei politici. Per quanto ancora Obama manderà avanti questa inutile farsa? Vedremo cosa decidera il congresso statunitense in proposito di un attacco alla Siria, per il momento possiamo constatare che dal 21 agosto ad oggi, ciò che i giornali e telegiornali ufficiali ci fanno leggere e vedere sui fatti del Medio Oriente è tutto fumo negli occhi.

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Cosa ne è stato scritto

  1. Brillo DeLuca

    Grazie per questo articolo. Del resto le prove inoppugnabili sono dello stesso governo che aveva prove inoppugnabili anche dei WMD (armi di distruzione di masse) in Iraq. Ma la gente non sembra mai voler imparare.

    Rispondi

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