Viaggiare col solo bagaglio a mano in 11 consigli

Share on Facebook382Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

L’estate è tempo di viaggi e anche di un certo consumismo di stagione, soprattutto al femminile. Tra creme varie – chi ne ha meno di quattro nel beautycase? – e parei che fanno chic, si corre facilmente il rischio di assistere alla magica moltiplicazione delle valigie.

Non a casa mia. Grazie a un padre per cui quasi tutto è superfluo e una madre con il riciclo nel sangue nei miei ricordi ci sono solo bagagli fin troppo essenziali. Non dimenticherò mai quella volta in cui, a sette anni, le maestre di un campeggio estivo mi prestarono uno shampoo, non convinte che bagno schiuma potesse essere usato anche per i capelli; a sedici, in un itinerario tenda e bici, ero l’unica a non avere qualcosa di carino per la sera e anche qui ho preso qualcosa in prestito; a ventuno, in viaggio verso Capo Nord in pulmino, i ragazzi avevano con sé una valigia SOLO per le camicie (cosa se ne facevano, poi…) mentre le ragazze se la cavavano con uno zaino ciascuna, e i jeans alla fine camminavano da soli; a venticinque, in trekking a Creta, ho impiegato una settimana su due a capire come organizzare lo zaino per avere ogni cosa a portata di mano quando serve. Però questa volta non mancava davvero nulla!

Con tutti questi zaini fatti e disfatti ho affinato la tecnica, imparato ad ottimizzare gli spazi, a non farmi mancare qualche vestitino e ad apprezzare la vacanza col solo bagaglio a mano. Quello che si perde in assortimento, infatti, lo si guadagna in autonomia, e quindi in libertà.

Ecco allora undici semplici consigli per godersi quindici giorni dalla valigia leggera.

1 – Prima di cominciare. La prima domanda che naturalmente ci si pone quando si fanno i bagagli non riguarda i bagagli, ma il viaggio: mare, montagna, città? Stanziale o itinerante? Albergo, casa o campeggio (e tutti i gradi intermedi)? Vita mondana? Clima previsto? Ovviamente, se quest’estate il vostro amico Briatore vi ha invitato per quindici giorni di lusso sul suo yacht non avrete le stesse esigenze di chi parte per il Sahara con lo zaino in spalla. A priorità diverse corrisponderanno differenti elementi immancabili nel vostro bagaglio (e se fate le vacanze in yacht probabilmente questo articolo non fa per voi).

2 – Valigia, trolley o zaino? Ogni tipo di bagaglio ha vantaggi e svantaggi. La vecchia valigia è ormai stata soppiantata dal trolley, che ne rappresenta la naturale evoluzione, con le sue due ruotine e il manico allungabile. Il trolley è l’ideale per chi alloggia in una città e lo deve trainare solo per tratti relativamente brevi. Ha inoltre il vantaggio di consentire ai capi di rimanere stesi, il che lo ha reso popolare tra quanti viaggiano per lavoro. Lo zaino è l’ideale invece se lo si deve trasportare per lunghi tratti, perché lascia le mani libere. Ma se la meta è una conferenza lasciate perdere: sperare che una camicia esca stirata da uno zaino è un’utopia almeno quanto pensare che non si stropicci sotto gli spallacci. Quale che sia la scelta, è necessario stare sotto i 15 chili canonici. Meno pesa l’involucro più roba ci possiamo stipare dentro, quindi niente calotte rigide ma tessuto e struttura il più possibile resistenti e leggeri.

3 – Combinazioni multiple. Il criterio di base per un bagaglio a mano che non vi lasci a piedi in nessuna circostanza è quello delle combinazioni multiple. Il guardaroba da vacanza deve dare la massima resa con il minimo numero di pezzi e con il minimo ingombro. Quindi scegliete un colore base con cui tutto si abbini, ad esempio il nero, il blu o il marrone,  e poi selezionate di conseguenza cosa portare con voi. Cercate di far sì che ogni capo si possa abbinare a più altri, anche giocando a mescolare gli stili. È cosa buona inoltre portare con sé qualche pezzo che possa svolgere più funzioni diverse. Il caso più tipico è quello del pigiama. Una tuta da ginnastica in cotone può diventare il pigiama delle nostre vacanze,  un’ utile risorsa in caso di emergenza e una soluzione che leva ogni imbarazzo in situazioni più promiscue come gli ostelli o alberghi con il bagno in comune.

4 – Sgualcito è bello, e anche no. Cosa fate in viaggio quando una maglietta è sgualcita? A) Ve la mettete lo stesso e pazienza, B) vi affannate a cercare un ferro da stiro, C) la lasciate nella borsa per il resto del viaggio. Esiste una quarta soluzione, che risolve il problema alla radice: vi sono casi in cui sgualcito è bello. Una moda, quella del frissé, di cui approfittare appieno durante le vacanze. Quindi, sì a vestiti, camicie, pantaloni e quant’altro che si indossino ostentando orgogliosamente ogni piegolina. Sì anche ai capi di tessuti che non si sgualciscono o che con il semplice vapore della doccia tornano perfetti. Più vestiti di questo tipo avrete nel bagaglio più sarete impeccabili in ogni occasione.

5 – Il vestito modulare. Non solo le combinazioni possono procurare una molteplicità di look con pochi pezzi, ma anche piccoli elementi che trasformano un capo in un altro. Tra i fan dell’escursionismo, ad esempio, i pantaloni “a due pezzi” sono ormai un uso consolidato. Ma quest’anno ce n’è anche per gli amanti del mare, con costumi dai cordini intercambiabili e infradito di cui è possibile sostituire la fascetta superiore. Con un po’ di creatività, e a volte un minimo di manualità, questo principio si può estendere anche a molti altri elementi del guardaroba da viaggio.

6 – Il sapone da bucato. Gli scout insegnano che un oggetto davvero irrinunciabile in qualsiasi viaggio è il sapone da bucato, meglio ancora se con il suo corredo di filo di nylon e mollette. Questo è un buon consiglio per chiunque non frequenti hotel 4 stelle con lavanderia compresa nel prezzo. Poter lavare e asciugare rapidamente le proprie cose dà la certezza di non rimanere mai senza abbigliamento pulito, anche se avete portato con voi lo stretto indispensabile. A questo punto sarete tutti con il naso arricciato: pure in vacanza tocca fare il bucato, e per di più a mano? Con un minimo di oculatezza nella scelta dei momenti da dedicarvi e rispettando la regola per cui ciascuno lava le sue cose, dare una passata a una maglietta ogni tanto richiede meno tempo che mettere in piega i capelli.

7 – Condividi. Andare in viaggio da soli è piuttosto raro. Quindi, un modo per ridurre peso e volume è condividere tutto quello che si può, in base al livello di confidenza tra le persone che partono insieme. Phon, farmacia, creme solari, sapone da bucato e chi più ne ha più ne metta, tutto quello che i partecipanti al viaggio tendenzialmente non utilizzano in contemporanea può essere diviso tra più persone e quindi tra più valigie.

8 – Scarpe. Il capitolo, si sa, è spinoso soprattutto per le fanciulle ed anche in generale è anche uno dei più critici, visto che le scarpe pesano e occupano parecchio spazio. Se avete seguito i consigli proposti fin qui, tuttavia, il dilemma non dovrebbe essere troppo difficile da risolvere. Sarà sufficiente abbinare le scarpe al colore di fondo scelto per l’abbigliamento e partire indossando le scarpe più pesanti, soprattutto se dovrete sottostare agli impietosi controlli di qualche compagnia low cost. Inutile dire che la comodità delle scarpe in viaggio è un must, mentre mettere nella borsa scarpe da utilizzare una sola volta è uno spreco che non ci si può permettere.

9 – Borse e beautycase. Entrambi sono vietati nei più rigidi voli low cost, quindi è bene trovare il modo di  farli entrare nel bagaglio. Per le borse questo significa portarne al massimo due, preferibilmente morbide, in modo da poterle riporre agevolmente e prevedere un marsupio (che si indossa e quindi è ammesso) o un piccolo borsello per i documenti necessari in aeroporto. Per il beautycase vale quanto detto al capitolo condivisione. Condividere trucchi e creme aiuta a ridurre le dimensioni, scegliere di comprare il necessario per la cura del corpo una volta arrivati a destinazione può essere una scelta vincente. Un’altra possibilità è cogliere l’occasione per portare con sé qualche campioncino di profumeria o smaltire le bustine di shampoo da un viaggio precedente.

10 – Tetris advanced. Una volta completata la selezione siete a buon punto. Resta lo scoglio di far effettivamente entrare tutto nel trolley o nello zaino. Qui entra in gioco un’abilità che non avreste mai pensato di applicare fuori da un videogioco: quella del Tetris, ossia dell’incastro di forme e spessori in modo da riempire ogni interstizio della vostra valigia. Perché15 kg non sono poi così pochi ma 55x40x20 cm non sono poi così tanti. Per complicare ulteriormente il gioco, se non volete trovarvi a smontare l’intero bagaglio per tirar fuori l’impermeabile – sotto il vestitino da discoteca, sotto le mutande, sotto i pantaloni leggeri e sotto il pareo che fa chic -  aggiungiamo che i pezzi del nostro Tetris devono rispondere anche al criterio della cronologia d’uso: in alto allora si metterà ciò che verrà utilizzato per primo e le cose necessarie in caso di emergenza, come i medicinali e, appunto, l’impermeabile. I capi che si utilizzeranno solo in un secondo tempo o una volta arrivati a destinazione saranno invece posizionati più in basso.

11 – Tutto il resto. Una canzone diceva “Tutto il resto è noia”, in questo caso tutto il resto è l’emozione del viaggio. Parlo dei libri che hai aspettato tutto l’anno per leggere, del cellulare che è quasi più smart di te, delle immancabili carte da briscola, delle guide turistiche, della macchina fotografica, del diario di viaggio di cui sai da principio che compilerai solo la prima pagina. Si tratta di quel pezzettino di mondo che ciascuno porta con sé quando parte e attraverso il quale interagisce con il nuovo mondo in cui arriva. Ma avanzerà spazio per queste cose? La risposta è: deve rimanere, perché queste sono fondamentali quanto l’abbigliamento. La buona notizia è che tali oggetti, spesso disponibili anche in formati compatti, sono i tappa buchi ideali per gli spazi lasciati liberi vicino ai bordi del trolley o nell’incavo delle scarpe. Se proprio avete provato senza successo tutti i sistemi di riduzione dei volumi, dalle carte mini alle guide fotocopiate, riconsiderate la selezione precedente. Siete proprio sicuri di non aver esagerato con le camicie?

Fare i bagagli è spesso uno degli aspetti più stressanti del viaggio, su cui si accumulano le ansie e i timori per quanto di ignoto troveremo a destinazione. Preso con la dovuta leggerezza e un tocco di ironia, sarà il primo passo della vostra avventura anziché uno spiacevole inconveniente legato ad essa.

Buon viaggio!

Share on Facebook382Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Tag

Chi lo ha scritto

Marta Malone

Sono una vagabonda del cuore. Dopo una vita universitaria fra Bologna, Bruxelless e Chapel Hill (North Carolina, USA), ho messo la valigia in cantina per promuovere i vini dell’Emilia Romagna. Nel 2011 mi son lanciata nell’avventura di una seconda laurea in Marketing. Il che limita assai il tempo che posso dedicare alle altre cose che amo: leggere, scrivere, imparare la quarta lingua straniera, viaggiare, scorazzare per i monti, fare fotografia, cucinare, darmi al bricolage. E ogni tanto prendermi il lusso di non far niente.

Perché non lasci qualcosa di scritto?