Roma, Via dei Fori Imperiali

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

In una mattina di aprile nel 1932, qualcuno a cavallo tagliò un nastro inaugurale, intermezzo che segnò l’ennesimo errore di una storia oggi remota, vanamente potente e rumorosa.  I lavori si conclusero con la lacerazione della parte più importante del foro romano: se si rispettano i templi e gli Dei dei vinti, i vincitori si salveranno, dice la tragedia.

Roma e l’Italia strette in una terza via tra due guerre e ogni sconfitta, spettatrici della lacerazione di quello che oggi sarebbe stato il frammento importante di un futuro incerto ed enigmatico; un pezzo del cuore di un mondo lontano non esisteva più; ogni cosa divorata dal catrame moralista del regime che onorava gli antichi fasti nel visibile e vano apparire, quattro statue di imperatori, come originali classici separavano l’uguale e l’opposto. Univano la storia; sopra un piedistallo in un conato di marmo.

La nuova strada, oggi, di pietra e ruote furiose di macchine, oltre semafori e strisce pedonali vaga nello spettro inutile di un vuoto e tra le rovine appare nera, ma pulita. Le case la costeggiano timide dal retro, lasciando uno spazio largo, ereditato, razionale per ogni marciapiede e ancora spaventate dal vecchio destino chiudono ogni finestra al primo sole, lasciando l’ombra di un passato nascosta dietro un angolo, agonizzante, in un conato di asfalto.

La strada porta al centro un segno bianco continuo: separa distruzione ed esaltazione da speranza e verità tra le bugie di un’immensa opera di urbanistica dai danni incalcolabili.

Via dei Fori Imperiali è una passeggiata unica al mondo che va da Piazza Venezia al Colosseo, attraverso l’area dei Fori Repubblicani e Imperiali, cuore commerciale e politico dell’antica Roma. Lungo la larga via, le planimetrie realizzate su lastre di travertino indicano l’espansione dell’Impero. Suggestivo il sistema di illuminazione che restituisce vita e luce a resti dei resti di basiliche, colonnati e antichi templi.

Il 3 agosto 2013, dopo molte o forse poche verità, dopo una storia lunga e travagliata Roma riscrive il passato a piedi; è iniziata la pedonalizzazione della via e addio alle ruote nel tratto più vicino al Colosseo. L’area è al centro di un grande progetto di valorizzazione, che proseguirà con la realizzazione entro il mese di dicembre anche di una pista ciclabile.

La nuova realtà dei Fori cammina con slogan pubblicitari, salta gli ostacoli della corsa alle diatribe del caos (grandi polemiche accompagnano il progetto, dalla falsa pedonalizzazione all’antifascismo urbanistico) per il primo passo verso la riunificazione di uno tra i più grandi e perduti parchi archeologici del mondo; ucciso e lacerato, diviso, poi sepolto e condannato, dimenticato come ombra sopra il fiume oscuro della strada di una storia, attraversata da riflessi e bagliori prigionieri di un ingorgo: fischi assordanti, rumori di clacson, ruote che gemono stridule sulla viscida pietra romana. La strada, gli imperi, la storia; in un conato di sbagli, in un conato di asfalto.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *