Mete turistiche ma non troppo: Zurkhaneh a Yazd, Iran

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Pancetta da smaltire? Stanchi della solita palestra? Iscrivetevi al Club Zurkhaneh Saheb A Zaman di Yazd!

Zurkhaneh, catene a destra, mils a sinistra

Zurkhaneh, catene a destra, mils a sinistra

Zurkhaneh significa letteralmente “casa della forza” ed è la “palestra” in cui si pratica l’attività sportiva tradizionale iraniana, un mix di allenamento fisico e purificazione spirituale. Con qualche aggiustamento, questa tradizione nata (pare) nell’Iran preislamico sopravvive ancora oggi –rigorosamente solo per uomini.  La tradizione narra che con la caduta dell’imperio persiano per mano dell’Islam, i guerrieri e gli atleti persiani non potessero più praticare sport all’aria aperta. Decisero quindi di continuare gli allenamenti in case private, per poi spostarsi in strutture simili a quelle odierne –da ritrovi clandestini a palestre.

La struttura della palestra è essenzialmente sempre la stessa da secoli. Si tratta di un’ampia sala a cui si accede da una porta piuttosto bassa, che costringe a chinare il capo in segno di rispetto.  Al centro della sala c’è una zona più bassa, con il pavimento di legno, a cui hanno accesso gli atleti. Attorno alla “pedana” c’è un angolo per gli attrezzi ginnici, una zona dedicata agli spettatori, e un cabinotto (tradizionalmente un sedile decorato chiamato sardam) per il moršed, la guida.

Il moršed, il 'deejay'

Il moršed, il ‘deejay’

Il moršed è quello che io, nella mia totale ignoranza, ho confuso con un deejay / vocalist: suonava e cantava in quella che a me sembrava la cabina di un deejay…. In realtà questa persona scandisce il tempo dell’allenamento suonando il tamburo, e accompagna lo sforzo degli atleti recitando versi religiosi o dei grandi classici persiani.  Ho letto che ci sono zurkhaneh laiche e altre più “islamiche”, la differenza sta appunto nell’accompagnamento vocale. Le zurkhaneh laiche celebrano il passato glorioso della Persia recitando i versi immortali dello Shahname (Libro dei Re, la più famosa epica persiana) di Ferdowsi, poeta persiano del X secolo, famoso quanto Dante da noi.

Gli ayatollah sullo sfondo e i mils in primo piano

Gli ayatollah sullo sfondo e i mils in primo piano

Le zurkhaneh più “islamiche” recitano versi dedicati al profeta Alì, cugino e genero di Maometto, considerato dai musulmani sciiti (come gli iraniani) il primo Imam e il primo uomo che abbracciò la dottrina di Maometto. Non so cosa raccontasse il moršed di Yazd, quello che ho percepito è la condivisione tra gli atleti di un momento mistico, in cui l’esperienza fisica si fonde con l’esperienza spirituale –accompagnato dall’immancabile foto degli Ayatollah Khomeini e Khamenei appesa alle pareti del Club.

La mise degli atleti si è adeguata ai tempi, ed è decisamente poco sexy. Una volta gli uomini si spogliavano simbolicamente del loro status sociale e indossavano solo dei “parei” che coprivano i fianchi e giravano tra le gambe: oggi sfoggiano bermuda lunghi al ginocchio e maglietta, visto che tra il pubblico sono ammesse anche donne. In vita hanno delle grosse cinture di cuoio per dare supporto alla schiena, i piedi sono scalzi.

Roteando i mils, sullo sfondo, i sang

Roteando i mils, sullo sfondo, i sang

L’inizio dell’allenamento è molto simile alla fase di riscaldamento di tanti sport occidentali; gli attrezzi invece sono piuttosto peculiari. Ci sono i sang, delle grosse tavole di legno con una maniglia per sollevarle. Ci sono i mils, che vengono roteati sopra la testa e dietro le spalle, che sembrano i birilli del bowling ma arrivano a pesare fino a 30 chili (l’ho sollevato a malapena). E poi i kabbāda, delle catene di metallo con dei dischi, che venivano usate anticamente per allenarsi a tirare con l’arco.  L’allenamento si concludeva con una specie di wrestling, oggi non più praticato. Così ci si sfida a piroette, frullano come i dervisci.

La ghiacciaia del deserto

La ghiacciaia del deserto

Yazd esiste da oltre tremila anni, ed è unica dal punto di vista architettonico. Circondata da deserti, ha resistito nel tempo grazie ad un’incredibile rete di qanat, canali d’acqua sotterranei costruiti per portare l’acqua a tutta la città, e i costruttori di qanat di Yazd sono considerati i più abili di tutto l’Iran. Terminato l’allenamento, è d’obbligo una visita della palestra, perché il Club di Yazd era un’antica ab anbar, una cisterna d’acqua, alta 29 metri e circondata da cinque badgir, le torri del vento.  I badgir di Yazd sono particolari, perché catturano il vento da qualunque direzione provenga. L’aria incanalata in queste torri passa sopra una vasca d’acqua e poi passa negli ambienti domestici, riuscendo a rinfrescarli anche nelle estati più torride. Provare per credere, il sollievo è immediato! A Yazd c’è persino una yakhchal, antica “ghiacciaia” dove, grazie a questi sofisticati meccanismi di areazione, veniva conservato il ghiaccio  prelevato dalle montagne. La genialità dell’architettura del deserto!

Per chiudere la giornata in bellezza, non perdete i dolcetti di Yazd. Sono famosi in tutto il paese, attrazione turistica e fonte di guadagno, tanto che alcune ricette si tramandano segretamente di padre in figlio. Tra i più famosi che ho assaggiato: baklava (pasta filo, noci e miele), ghotab (dolcetto fritto con farina, mandorle e cardamomo -buono!),  pashmak (una specie di zucchero filato al sesamo).  E poi naturalmente tutti in palestra!

Galleria fotografica

I cinque badgir, torri di ventilazione

I cinque badgir, torri di ventilazione

Avvisi all'ingresso del Saheb A Zaman Club Zurkhaneh

Avvisi all’ingresso del Saheb A Zaman Club Zurkhaneh

La cisterna

La cisterna

Giardino e badgir

Giardino e badgir

Mils

Mils

Minareti della moschea di Yazd

Minareti della moschea di Yazd

Strade di Yazd

Strade di Yazd

Zurkhaneh - allenamento

Zurkhaneh – allenamento

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