Il passato e il futuro di Alice

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Alice ha i capelli rossi. Non le piacciono tanto ed è per questo che li tiene sempre legati. Ama camminare Alice. Luca ha i capelli rasati e odia camminare. Loro si amano, anche se fanno fatica a condividersi. Sono giovani e stanchi.
Alice vorrebbe volare ma la paura la mangia viva. Vive a scatti senza armonia. Luca legge. Le righe dei libri diventano le righe della sua vita. Alice ha una foto in bianco e nero, sullo sfondo la campagna abruzzese, in primo piano la nonna e il nonno. La gonna lunga e i capelli gonfi lei. I pantaloni larghi e corti e gli occhi azzurri nel bianco e nero della foto lui.

Arriva dalle pagine di un libro ed è come una carezza. Una foto in bianco e nero è il racconto imperfetto di una realtà che è stata, una realtà nascosta. Una foto è un viaggio in un mondo parallelo. Un mondo finito che resiste. Il passato in una foto, tra le pieghe di una gonna, tra le rughe di un sorriso. Nulla racconta più di un’istantanea. Frammenti di momento racchiusi in un attimo. I nonni uno accanto all’altro. C’è tutta la storia possibile racchiusa in quella foto. Tutto quello che si può condividere, senza confini dati dal tempo che passa.

Alice vorrebbe farla vedere a Luca. Lui che ha gli occhi neri come la notte. A lei piacciono le foto in bianco e nero. Hanno un modo unico di raccontare ciò che ci circonda. La guarda e vede con chiarezza le forme, l’intensità e l’azione. Pronti per la foto in un giorno di festa. Un giorno come pochi. Un giorno senza fatica.

Lei e Lui un amore essenziale, un amore che non si ferma, che si fa riconoscere e non si spegne. Un amore fuori dal tempo, un viaggio che trascende la vita. Sono ancora lì i suoi nonni, su quello sfondo deciso, arido e primitivo.
Il bianco e nero della foto arriva all’essenziale, oltre la copertura del colore.

Alice pensa per un attimo che se Luca potesse vedere quella foto forse si sentirebbe meno solo. Forse anche se il passato di un’altra persona non è il nostro viaggio nel mondo può comunque ricordarci chi siamo e chi possiamo essere. Alice ci pensa spesso, ai suoi nonni Luca sarebbe piaciuto. Lui e la sua curiosità per tutto quello che può imparare. “Siamo quello che sappiamo e tutto quello che ancora possiamo conoscere” dice sempre.

In quella foro c’è il passato e il futuro di Alice. In quella foto c’è l’inizio del suo viaggio e il tesoro che il passato rappresenta.

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Pico

    Ciao Makita,
    iniziamo questa domenica con il tu articolo.
    Ci darà il coraggio di vedere oltre ………
    Tutto quello che facciamo e che diciamo deve avere sempre un fine pratico e materiale….ma il tuo articolo ci regala la segreta voglia di fluttuare in una dimensione segreta ………
    quella del distacco.
    Un bellissimo articolo che rilassa, lascia molto spazio all’immaginazione…non ha dei contorni ben definiti e proprio
    questo aspetto mi da la sensazione che chi legge può
    pensare liberamente alle proprie foto in bianco e nero che tutti
    in un modo o nell’altro abbiamo nel nostro cuore.
    Quello che volevo fare, quello che faccio e quello che faro??????
    Adesso sono quello che sono.
    Perdona il commento prolisso ma un’articolo cosi’ bello non si può
    racchiudere in un : oh che bello e basta.
    Informaci sui tuoi articoli, anche quelli non pubblicati, hai scritto dei libri?
    Forse tra le righe del mio modesto commento si legge il sogno da bambino di diventare uno scrittore.
    Complimenti Ciao e Grazie
    Pico Val.

    Rispondi
    • Makita

      Sei sempre tanto gentile e generoso di complimenti. L’interpretazione che hai dato al mio articolo è proprio quella che desideravo. Ognuno di noi ha la sua foto “in bianco e nero”. La sua possibilità. Il suo mondo.
      (Non ho scritto molto di più di quello che fin’ora hai letto … un libro?? sarebbe un sogno .. ho il “problema” di essere troppo sintetica, ma ci sto lavorando.)

      Ti ringrazio di cuore e mi fa piacere che quello che umilmente scrivo sia occasione di riflessione.

      A presto!
      Maki

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