Guida a un’altra Bologna

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Bologna, città dell’Anima, Bologna, città degli ultimi, dei senzatetto, delle storie magiche e degli incontri inaspettati, Bologna, città delle Donne che si affacciano faticosamente alla Vita e  che in essa ne scoprono il senso, Bologna, città dei matti che vagano, senza importunare, per le vie del centro, Bologna, città di chi sceglie vie alternative alla conoscenza, Bologna, città degli artisti di strada e dei saltimbanco.

Bologna e la minoranza di questo nostro assurdo Paese, quella che lo rende migliore, dando sostanza agli ideali dei nostri Padri e che prova a non perdersi nell’oscurantismo dei tempi attuali. L’identità di una città si costruisce nelle architetture e nei percorsi di vita di chi la abita, nell’estetica dei luoghi e nella storia di chi li attraversa.

Guardare, osservare, mai trascurare i dettagli, provare a sentire cosa si muove intorno o cosa sta per nascere. Vivere questa città, curioso viaggiatore, non è mai solo un ripercorrere vie di un passato denso e carico di storia. E’ molto di più.
Se decidi di inerpicarti per le strade note dello shopping cittadino e barcolli dalla stanchezza e dalla confusione intorno, fino a perdere il baricentro, prova, cedendo, a guardarti bene intorno.

Un barbone vecchio e saggio col suo fidato cane o un artista di strada ripiegato su se stesso e sui suoi dolori, a cui prova a dare forma con matite e carboncino, o un giovane tossico dall’aria stanca e con lo sguardo disperato, con in fondo la voglia di uscire dalla maschera dionisiaca per provare, almeno una volta, la normalità della vita dei mille passanti per via Indipendenza…proverà a soccorrerti. Non aver paura e non fuggire.

Da via Indipendenza o dalle vie del centro partirai per un viaggio sconosciuto ai più, un viaggio circense di felliniana memoria e pasoliniani volti.
Quello sarà l’inizio, viaggiatore insolito, di una scoperta, quella di una Bologna sotterranea e densamente popolata, ricca di arte, di miseria materiale e di ricchezza di spirito.

Se lo scambio con i primi Signori della strada non ti avrà indotto a scappare, ma avrà sollecitato la tua curiosità, potrai proseguire perché pronto, ma i luoghi noti dovrai lasciare e fare un giro per altre mete.

Qualcosa chiamata centro di igiene mentale è prova dura per chi è abituato alla normalità, ma è luogo di scambio con chi, della vita, vede gli estremi e non rinuncia al dualismo, perché guardare da un solo punto di vista, combinando i mille angoli di visuale dell’uomo qualunque, è banale e scontato e fa male.

Villa Mazzacorati

Anche lì, prova a non fuggire, perché, in posti talvolta dall’evidente fascino storico, come la splendida Villa Mazzacorati, troverai qualcuno sognare, qualcuno scrivere, qualcuno suonare, qualcuno dipingere, qualcuno in cerca di un ascoltatore attento e senza fretta, e scoprirai che sono tutti specchio fedele di una fragilità che appartiene anche a te e a cui tu non hai saputo infondere lo spirito dell’arte, rivelando a te stesso che puoi essere inferiore rispetto a chi è diverso per attestazione ufficiale.

A Bologna, i medici, gli educatori, gli assistenti sociali sono, quando non confluiti in questo girone perché costretti, la forza di un settore, una volta punto di eccellenza di questa città e che, oggi, prova a resistere ai tagli di questo Paese, con la voglia di non lasciare chi, nato dalla dipendenza e vissuto in essa, vive la separazione come inevitabile abbandono e tradimento, non solo di ideali.

Se alla stazione farai ritorno per riprendere il viaggio, lungo il percorso notturno, tieniti pronto…Potrà capitarti di imbatterti in un giovane o anziano signore che, sotto l’effetto di “spezie” speciali, potrà, in una sola parola o in una sola domanda, dare voce ai tuoi dilemmi più intimi, quasi ti avesse letto il cuore… Anche se non rispondi, perché non hai risposte, tieni a mente quella voce. Diventerà la tua per le tue prossime esplorazioni, quelle che condurrai dentro di te. Ti rivelo un segreto, viaggiatore oramai caro… Non fermarti alle apparenze. Bologna è molto di più di ciò che vuol fare credere…

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Chi lo ha scritto

Alessandra Bartucca

Nata in Calabria nel 1978, trascorsi i tempi in cui “si potevano mangiare anche le fragole”, si trasferisce a Bologna per ragioni universitarie e di vita. Laureata in giurisprudenza, prova a dare costantemente una “ratio” o senso alle cose, inclusa la scelta di studi giuridici di difficile integrazione con la sua passione per l’arte cinematografica, culinaria, per la psicoanalisi e per la letteratura greca, oltre che per i libri in genere, da leggere e provare a scrivere, e per i viaggi, dentro e fuori di sé. Intimamente idealista e in cerca di un suo posto nel mondo, è una giovane donna ciclicamente in trasformazione.

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