11 motivi per odiare i viaggi

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viaggio zaino in spalla

Ma chi te lo fa fare di portarti quello zaino?

“Dove andate voi quest’anno? Ah, noi quest’anno mare”. 11 motivi per odiare i viaggi, le ferie, le vacanze.

Non mentite a voi stessi, ai vostri familiari e a chi vi circonda: in viaggio, in vacanza, in gita e “via per il week-end” ci si va per essere socialmente accettabili, non perché ci si diverta. I viaggi sono soprattutto uno status symbol: “viaggiare” is the new “mi son fatto il macchinone”.

spiaggia da sogno

Non è mai così bello come te l’eri immaginato

Non fosse per questo motivo, qualsiasi essere umano di media intelligenza sceglierebbe di stare a casa propria, in panciolle, non farebbe trekking sull’Himalaya con uno zaino di 20 kg sulle spalle, non passerebbe quattro ore in autostrada per andare a buttarsi su una spiaggia costosa che dà su un mare schifoso, non subirebbe sei ore di aereo soffrendo per il jet-lag e il mal di gola da aria condizionata per camminare su e giù stoltamente lungo le strade grattacielate di una città in cui nessuno ti capisce quando parli e un caffè decente non te lo trovano neanche Briscoe e Logan, i detective di Law&Order,  per poi vedere musei stracolmi di quadri sgocciolati.

Vi sembra sensato lavorare come un mulo tutto l’anno per poi passare due settimane a lottare con strumenti di tortura psicofisica come i manici dei trolley, i lettini da mare sega-pollici, le racchettine da montagna e le pedule scassa-alluci e gli ombrelloni estirpa-cornee? Ma perché non stiamo tutti a casa,a mettere a posto bene gli armadi, sistemare il balcone, fare la passata di pomodoro e le pesche sciroppate, come facevano i nonni?

più bello ancora

…quando avresti la tomba di Dante a pochi metri da casa

L’essere umano capitalistico occidentale viaggia per conservare quel senso di sicurezza del proprio ruolo e appartenenza a un gruppo che lo indusse e tuttora lo induce a scelte ben peggiori (dai pantaloni a zampa d’elefante alle guerre): viaggiamo perché se non vai da nessuna parte, non sei nessuno.

Viaggi e vacanze, in realtà, sono un tormento e un abominio, e l’Undici vi spiega perché in 11 motivi in cui, se siete sinceri, potete riconoscervi e sentirvi liberi di odiare.

1. Perché per quanto voi riusciate a fare, vedere e conoscere durante il viaggio, non riuscirete mai a fare tutto ciò che avevate programmato.

2. Perché per quanto tutto sia bello, non sarà mai bello quanto ve l’eravate immaginato a casa.

3. Perché finirete con odiare anche i più miti e accomodanti compagni di viaggio, figuriamoci i vostri figli isterici al termine di una giornata al mare.

4. Perché che voi andiate sul Kilimangiaro o a Bellaria, al ritorno chiunque vi chiederà soltanto “come si mangiava?”

cavallo carico

Qualcuno ha mai chiesto ai cavalli se amano viaggiare?

5. Perché dove arrivano i voli low cost, lì arrivano i nostri connazionali che voi speravate di non vedere almeno per 48 ore (non è che è low cost solo per te, stupidini).

6. Perché vi verrà l’unico malanno per cui non avete medicinali in valigia.

7. Perché, sì, per carità, affascinanti le lingue straniere, ma quando a Katmandu dovrete tradurre “non mangio cipolla” e “antimicotico” rimpiangerete di non essere nell’afa milanese.

8. Perché in nessuna circostanza l’essere umano è tanto vicino al suicidio tramite morsicamento delle vene dei polsi quanto nelle serate di visione delle foto di viaggi (propri e altrui).

spiedini cinesi

Sì, vabbè, ma come si mangiava …

9. Perché nemmeno Sigmund Freud riuscirebbe a “staccare la spina” e “riposare la testa”: le vostre ansie e preoccupazioni non solo vi aspetteranno intatte e immutate al ritorno, ma vi seguiranno metro per metro e la loro abbronzatura sarà più dorata.

10. Perché la prima persona a cui al vostro ritorno parlerete del viaggio sarà stata negli stessi posti qualche anno prima, spendendo metà di quanto avete speso voi e divertendosi il doppio perché “eh, allora non ci andava nessuno” e “mangiavamo a casa dei pescatori”.

11. Perché quel tappeto/tavolino/quadretto/ciarpame così carino che avete comprato da quell’artigiano che fa tutto a mano, una volta di ritorno nella pianura padana rivelerà la propria reale natura di boiata pazzesca.

E infine bonus extra dei motivi

Perché se in viaggio ti diverti e stai bene, è ancora peggio! Han voglia dopo di ripeterti che il dolore di oggi è solo il riflesso della gioia di ieri: se il viaggio è stato bello, poi la vita vera si dimostra quella povera noia mortale di prigione nella quotidianità squallida e straniante che ciascuno di noi vive senza volerlo ammettere.

 

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22 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Max

    Vero…a parte pochissimi individui la gente parte e viaggia perché altrimenti teme di essere giudicata out…come chi non sta su whattsapp o faccialibro… infatti cé anche chi é arrivato a simulare viaggi… sia sui social che in realtá…barricandosi in casa per far vedere che non ci sono…visto anzi beccati personalmente anche nel mio palazzo…. poracci…. tutti forzati dell apparire e del consumismo a tutti i costi….

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  2. Alberto

    Per me un viaggetto farebbe bene a tutti voi magari anche solo una gitarella fuori porta

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  3. Fabio

    Molto divertente
    È ovvia l’ironia, purtroppo la maggior parte della gente che viaggia o meglio crede di viaggiare non la capirà, perché per loro la vacanza è veramente l’equivalente del macchinone nuovo

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  4. Daniela

    Sarà perchè il mio blog si chiama “Storie di viaggi”, dunque sono di parte…. ma ‘sto post fa davvero acqua da tutte le parti:

    1) E chi se frega se non riesci a vedere tutto, almeno avrai visto qualcosa, sempre meglio che vedere l’interno del tuo armadio e spendere le ferie a riordinarlo. Tanto domani sarà di nuovo un casino. E poi chi lo dice che in viaggio si devono fare programmmi?

    2) Magari sarà meglio. Magari sarà peggio. Io non viaggio in cerca della bellezza (già mi martellano da quando sono nata che vivo nel più bel pese del mondo….), cerco di scoprire la diversità del mondo. E quando più è diverso da come me l’immaginavo, meglio è!

    3) Se i tuoi figli sono isterici e insopportabili in vacanza, figuriamoci come saranno dopo averli tenuti chiusi in casa per tutti i tre mesi delle vacanze scolastiche

    4) A me non è mai capitato che chiedessero come si mangia; ognuno ha gli amici che si sceglie e io tendo a evitare le forchette troppo buone perchè, appunto, non hanno altri argomenti…

    5) Perchè invece restando a casa gli italiani riesci a schivarli??

    6) Chi parte coi medicinali si porta sfiga da solo, è provato scientificamente. E in ogni caso le farmacie esistono anche nel Laos.

    7) Perchè mai non dovresti mangiare cipolle? fanno benissimo. Per l’antimocotico, vedi sopra. Le farmacie esistono anche nel Laos e gli unici grulli al mondo che non parlano inglese siamo noi e i greci (o almeno i greci non lo parlavano 20 anni fa, forse nel frattempo hanno imparato, loro).

    8) Uno dei (forse pochi) aspetti veramente positivi dei social network e della rete in generale è che uno può fare un album su Facebook, Flickr, Pinterest o quel che è, lo condivide e chi vuole vedere le foto va a vederle, chi no no. In genere ci si mette pochi minuti, non intere serate.

    9) Ma dici davvero? Sarò poco ansiosa io, ma stacco benissimo da ogni preoccupazione. Ma anche se così non fosse, oltre ad essere preoccupata devo anche scassarmi le palle a casa? Almeno mi preoccupo in riva al mare…

    10) Ha ragione lui, grulla te che arrivi dopo la puzza.

    11) Invece la boiata comprata al centro commerciale sotto casa …quella rimane in incognita per sempre, sotto le mentite spoglie di oggetto utile e bello. Se non sai scegliere e compri boiate non c’entrano nulla gli artigiani. Impara a spendere.

    L’extrabonus è di una tristezza incommentabile. Ma forse sono io che non capisco l’ironia…

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      • anselmo

        Assolutamente d’accordo con Fabry che è assolutamente d’accordo con te: è vero, mi sa che non capisci l’ironia.
        PS: il tuo 10) sì che è di una tristezza (e di uno snobismo) incommensurabile.
        PPS: vai spesso all’Happy hour a Marina di Ravenna? Perché io ci andavo nel 1992, quando l’happy hour era tutti i giorni, non solo nel fine settimana.
        Ciao, va là.

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        • Daniela

          L’ho capito che l’articolo era ironico.
          Però secondo me era pieni di ironici luoghi comuni.

          A Marina di Ravenna non ci sono mai stata, non per pregiudizio, semplicemente non è mai capitato.

          Anche il mio 10 era ironico (come altro del resto) ma evidentemente non intendiamo gli stessi mezzitoni.
          Va là, anche a te.

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        • marinda

          Quoto Anselmo e sono completamente d’accordo con Anna Rita. Non potrei mai controbattere chiunque citi Briscoe e Logan di Law e Order, anche solo per un caffè. Anche io odio viaggiare, soprattutto quando ritorno a casa e devo fare 7 lavatrici e le devo stendere. Come ora.

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    • Paolo Flamigni (Gigi)

      Daniela, io sono completamente d’accordo con te sul fatto che viaggiare è una delle cose più belle che esistono,
      poi sono anche un po’ d’accorto con l’articolo perché a volte che due maroni con la gente che la mena che se non stai in giro per il mondo almeno due mesi all’anno sei uno sfigato,
      se non sei mai stato in un paese che finisce con ‘stan’ non hai diritto di parola
      e poi ti invitano a casa loro ad ammirare quelle belle cartine giganti che si appendendono in camera con le bandierine piantate.
      Viaggare è meraviglioso per chi ama viaggiare ed è una rottura di coglioni per chi si sente costretto a farlo perché è ormai diventato uno status symbol. Ma in questo mondo meraviglioso possiamo tutti convivere serenamente e allegramente, poi io adoro guardare le foto dei viaggi degli altri.

      Comunque grazie per il contributo, che vale un articolo.
      E complimenti per il tuo blog http://www.storiediviaggio.com/, leggetelo, vale davvero la pena.
      Gig.

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      • Daniela

        Sicuramente hai ragione. Il mio punto di vista differisce da quello dell’autrice forse perchè io questa gente non l’ho (purtroppo o per fortuna) quasi mai conosciuta. Mi sono sempre ritrovata intorno per lo più gente che non schioda dal divano e come status symbol ha la macchina e la casa; i viaggi mai…

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    • anna rita

      Ciao, Daniela, grazie infinite per l’attenzione che hai riservato a quanto ho scritto. Nessuno mi ha mai tenuto in tanta considerazione, nemmeno i miei familiari: sarà questo il motivo per cui mi crogiuolo nell’odio? Me lo auguro. Alla luce di quanto hai scritto, mi preme puntualizzare due cosette: 1) Non ho niente contro chi mangia cipolla 2) Nutro la massima fiducia nei farmacisti di tutto il mondo, soprattutto i laotiani.
      Saluti e complimenti per il blog, è davvero interessante.
      Alla prossima e ancora grazie.
      anna rita

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  5. Paolo Flamigni (Gigi)

    Parole sante che qua sembra che qualcuno dall’alto ci costringa a viaggiare e poi ci obblighi a dire che è bellissimo.
    Peccato solo che la rivista si chiami l’Undici che se si chiamava il Milione a leggere i motivi ci saremmo divertiti di più.

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  6. antonio

    Complimenti Rita!!!
    i punti 4 e 8 sono la pura e santa verità.

    “Gaggia che arriva a casa mia con portatile e 500 foto….. o mio Dio!!”

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