Le parole tradiscono il pensiero

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La passione. La letteratura nell’arte. La storia. L’arte come letteratura; l’unione, il distacco, l’oblio. Il filo del fervore come un colpo di grazia lega eterno l’autrice al personaggio. «Questa lettera, amica mia…» oppure «Mio caro Marco…» come parole semplici, incipit di opere eterne.Questa lettera, amica mia, sarà lunghissima. Non mi piace troppo scrivere. Ho letto sovente che le parole tradiscono il pensiero, ma, mi sembra che le parole scritte lo tradiscano ancor di piú…

1929. E’ quello che si legge di Lei, ed è l’unico libro che non ha mai voluto riscrivere, è il proemio degli splendori dell’opera che sarà. Alexis o il trattato della lotta vana; un uomo interroga se stesso per capire meglio il mondo in una lunga lettera, per un distacco, essere sempre fedeli a se stessi, alle parole, con la verità, tra il dolore e l’istinto finale. Inizia così il primo tradimento, il primo tentativo di narrazione esperienziale di una scrittrice pellegrina e straniera. Mediazione interiore, genialità, esplosione. 
Gli imperi non esplodono. Implodono. Il fascino di Roma è questo, impero imploso, dove oggi tra le rovine anche il visitatore più distratto, ubriaco d’arte antica, che beve acqua dalle fontane con la bottiglia di vino vuota, che legge guide turistiche mentre divora piatti di spaghetti nei vicoli, non potrà dimenticare.
 Ricordare il passato; ricordare, tradire, ma con discrezione, per quello che è nostro per sempre, per quello che rimane, per quello che sarà.

1979. Era un anno in cui una donna disse al figlio di non giocare con il pallone tra le rovine di una villa: rifletti – il nostro passato è la parte più importante del nostro futuro – alla domanda di poter giocare altrove rispose in un sorriso di consenso nel tempo in cui il bambino toccava con le lacrime i dialoghi detersi dal sole, stampati sulle pagine di un libro; senza capire, con le mani sporche di gioco, di polvere, di pietre, di fiori e di parole. Svanì il sorriso, la donna aggiunse – non è certo che la perimetrazione attuale includa tutta la superficie del comprensorio antico – dimenticato come lapide nel silenzio.

Grido di parole in un cuore troppo piccolo. Si mossero gli anni insieme al passato del futuro, il bambino da grande divorò rudimenti di archeologia, spaghetti e alcune opere di coLei che tradisce il pensiero.
 Oblio e pensiero, anche come dubbio eterno nella scrittura, negli stessi tempi Marguerite Yourcenar sarà la prima donna eletta dall’Accademia Francese, come tutto quello che non è così importante, perchè dovuto, inevitabile, senza sorprese, non tradita.
 Riconosciuta. Imperatrice della parola, la venerazione si addice. Opere al nero, la sorte documentata dell’espressione; tra medici, memorie e imperatori del passato, la scienza storica come diga indistruttibile che attraversa il fiume del tempo in un flusso estremo, incoercibile.

2009. Incoercibile in Italia prosegue il proemio del tradimento che sarà. Avrebbero voluto trasformare la zona limitrofa alla villa in una discarica.
 Imperatori della spazzatura, la condanna morale si addice e lo scempio delle parole.

Marguerite Yourcenar (1903 – 1987)

2013. La scrittrice, la sua biografia, la potenza narrativa: tutto questo nella mostra «Adriano, l’antichità immaginata», dedicata a Marguerite Yourcenar, in corso a Villa Adriana, a Tivoli, fino al prossimo 3 novembre. Carteggi, documenti, interviste, opere d’arte ma soprattutto immagini: la visione impressa delle tappe fondamentali di una vita e il duro lavoro nell’eterno viaggio della ricerca interiore.

Per tutto quello che resiste, che vive di nuova importanza dopo la scrittura, che afferra l’animo e si lega al cuore nel volo della mente attraverso la parola, che sia di gioco, erudita o funesta; tradita o devota nell’eterno viaggio della memoria.

Per coLei che scolpiva il pensiero; che cercava la libertà nel potere  di ogni parola. Per il fervore che arde indomito attraverso l’incertezza del sentimento, sigillato con l’inchiostro che mescola il sangue e la passione, oltre ogni impulso dell’amore; oltre la forza del dolore, oltre: la venerazione si addice, la gloria eterna nel viaggio della parola.

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. COSIMA DI TOMMASO

    Ecco un posto dove di sicuro, vorrei essere, donna di queso tempo: alla Mostra «Adriano, l’antichità immaginata», dedicata a Marguerite Yourcenar, in corso a Villa Adriana, a Tivoli.
    Penso a Lei… Marguerite Yourcenar, alle sue ”Memorie di Adriano”, un capolvoro di letteratura, di storia, di storia dell’arte e, l’autore di questo articolo (Tirso Valli), ne è il naturale messaggero di quell’ ”eterno viaggio” nel tempo umano: ”nostro passato è la parte più importante del nostro futuro”. Qui, in questa contingenza storica nella quale ci riconosciamo. E’ una ”traversata” per chiunque per la prima volta, incontri queste immagini e questi contenuti da perfetto ”viaggiatote sconosciuto” ed ignaro, giacché la potenza artistica è un fattore che sfiora le dimensioni più eccelse.
    Cosima di Tommaso

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  2. Rossana Cau

    intenso e appassionato come solo la Yourcenar sa ispirare, giovane uomo innamorato di cotanta donna

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