Un sogno per Firenze

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“Sarei pronta a dare un po’ della mia vita per permetterti di ballare per sempre”.

Sylvie Guillem (Parigi, 25 febbraio 1965)

“E’ questo il complimento più bello che ho ricevuto da una fan dopo uno spettacolo a Tokyo, e questa frase ormai mi viene in mente ogni volta che salgo su un palcoscenico”. Questa dichiarazione è di Sylvie Guillem, definita da The Guardian “la più grande ballerina della sua generazione” e premiata con il Leone d’oro alla carriera all’8° Festival Internazionale di Danza Contemporanea nel 2012.

La stella della danza mondiale andata in scena dal 10 al 13 giugno a Firenze insieme al MaggioDanza, storica compagnia di balletto che rischia l’estinzione (come da Piano di risanamento previsto per la Fondazione lirico-sinfonica Teatro del Maggio Musicale Fiorentino comunicato il 13 maggio dal Commissario straordinario Francesco Bianchi).

Francesco Ventriglia, giovane direttore della compagnia fino al 14 giugno (giorno in cui ha presentato le sue dimissioni), ha compiuto un immenso e meticoloso lavoro di rinnovamento in questi anni. Si tratta di un corpo di ballo, vivo e giovane, con un repertorio di tutto rispetto, tra cui creazioni di Kiliàn, Balanchine e Forsythe.

Una realtà così tanto europea e così poco italiana.

Proprio nel suo momento più difficile, la Firenze tersicorea ospita la ballerina francese (nominata etoile dell’Opera di Parigi a soli 19 anni da Nureyev) affiancata da alcuni giovani elementi della compagnia (Massimo Margarina, Alessandro Riga, Michele Satriano).

Ho sempre pensato all’Arte come a un’opportunità. In questo caso, un’opportunità per i giovani danzatori di andare in scena con la dea del balletto e un’opportunità per il pubblico di ammirare qualcosa di molto vicino all’armonia del cielo o del mare calmo se preferite.

La Guillem ha dichiarato “La passione che ho riscontrato qui al MaggioDanza è assente in altre grandi compagnie italiane. Ballo con loro anche per far sì che continuino. I danzatori delle altre compagnie vivono la danza come se fosse un’abitudine, quasi fossero degli impiegati, mentre la danza va vissuta con costante motivazione, proprio come fa la compagnia diretta da Francesco Ventriglia”.

Qualcuno nel nostro Paese direbbe che con la passione non si vive. Non c’è falsità più grande.

La passione da respiro, la passione per l’Arte è una possibilità per qualsiasi realtà ed andrebbe cullata, coltivata, sostenuta. Oggi come non mai ne avremmo bisogno e dovremmo proteggere i giovani artisti dagli sprechi e dalle aridità che finiscono per penalizzarli.

Un’immagine della compagnia MaggioDanza

Sylvie Guilliem ancora una volta, come in altre occasioni – noto è il suo impegno ecologista, sostiene gli attivisti di Sea Shapherd – da dimostrazione di essere molto di più di un corpo nato per danzare, alla continua ricerca di estensioni inimmaginabili ed equilibri da far rimanere il pubblico senza fiato. La stessa mostra un’umiltà che solo gli Artisti sanno donare e il desiderio di sperimentare sempre, anche accanto ad una realtà giovane come quella del Maggio.

Sylvie e il Maggio sono insieme un tributo alla Bellezza, un inno alle possibilità e alle occasioni che la magia della musica e del movimento sono in grado di offrire.

Non so se il MaggioDanza ce la farà a salvarsi, la storia si ripete spesso e dalla storia s’impara sempre meno. Se non ce la farà, sarà un’altra occasione persa, per tutti noi.

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Pico

    Carissima Makita,
    mi permetto di scriverti perchè la tua sensibilità, l’amore per il prossimo e non per ultimo
    l’arte che ti ha formato in tanti anni …..anche merito di Lolita e Fabrizio.
    Ho vissuto tanti anni solo nel sogno dell’arte e mi ha dato tante soddisfazioni ma purtroppo
    c’è poco da dare al cuore in una società che ci spinge sempre di più alla corsa al superfluo.
    Lo status simbol …………………..il tutto per far vedere………………….
    per far vedere cosa???
    Bisognerebbe tornare alla semplicità ed alle priporità………..
    L’arte …………………………………mi commuove in tutta la sua interezza.
    Ma chi ha una forte predisposizione alla sensibilità dell’arte è condannato ad una
    sofferenza interna che in questo mondo non ha molto spazio.
    Non voglio dire che chi è un’artista è migliore di altre persone che nel loro quotidiano vanno avanti …..
    …eh..eh….eh….eh…eh ma sicuramente a volte riesce a vivere una dimensione che favorisce il distacco dalla
    cruda realtà.
    Dal meraviglioso nido della mia famiglia un saluto e un GRAZIE speciale per i tuoi articoli-
    Valiante

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